Domenica, 01 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Vaccino, "dal 1962 a oggi in Usa si è passati da 5 a 72 dosi consigliate e tasso di autismo nei minori è salito da 1 su 10mila a 1 su 36"

Negli Usa il calendario vaccinale è passato da 5 a oltre 70 dosi dal 1962 a oggi, mentre le diagnosi di autismo sono aumentate: un confronto che alimenta il dibattito pubblico

01 Febbraio 2026

Vaccino e autismo in Usa

Vaccino e autismo in Usa, fonte: Instagram, @sayer_ji

Sui social è diventato virale un post con un'infografica riguardante un presunto nesso fra dosi di vari vaccini consigliate ai minori negli Usa e il tasso di autismo. I due valori sono aumentati di pari passo negli anni, in maniera praticamente proporzionale: dal 1962 ad oggi, le dosi di siero consigliate sono passate da 5 a 72, mentre le diagnosi di autismo sono salite da 1 bambino su 10 mila a 1 su 36.

Vaccino, "dal 1962 a oggi in Usa si è passati da 5 a 72 dosi consigliate e tasso di autismo nei minori è salito da 1 su 10mila a 1 su 36"

Un’infografica ampiamente condivisa sui social media mette a confronto due tendenze che, dagli anni Sessanta a oggi, hanno seguito traiettorie parallele negli Stati Uniti: l’aumento del numero di vaccini somministrati ai bambini e la crescita delle diagnosi di autismo. Il materiale visivo mostra come nel 1962 il calendario vaccinale pediatrico statunitense prevedesse cinque dosi complessive, mentre oggi tra vaccini obbligatori e raccomandati si arriva a oltre settanta somministrazioni dall’infanzia all’adolescenza.

Nel dettaglio, nel 1962 i vaccini principali erano contro poliomielite, vaiolo e difterite-tetano-pertosse. Nel 1983 il numero era salito a 24 dosi, includendo nuove vaccinazioni e richiami. L’attuale calendario, aggiornato dalle autorità sanitarie statunitensi, comprende invece vaccini contro epatite A e B, rotavirus, pneumococco, meningococco, papillomavirus umano (HPV), influenza stagionale ripetuta annualmente e altri richiami distribuiti lungo l’arco di 18 anni.

Nella stessa infografica compare un grafico sull’autismo, che indica un aumento delle diagnosi: da circa 1 caso ogni 10 mila bambini nel 1962, a 1 su 2.500 nel 1983, fino a circa 1 su 36 oggi, secondo le stime più recenti. Il dato, presentato visivamente come una crescita marcata, è spesso utilizzato per suggerire una relazione diretta tra l’espansione dei programmi vaccinali e l’aumento dell’autismo.

Tuttavia, la comunità scientifica sottolinea che correlazione non equivale a causalità. Gli esperti ricordano che l’aumento delle diagnosi di autismo è attribuito a molteplici fattori: ampliamento dei criteri diagnostici, maggiore consapevolezza, miglior accesso ai servizi sanitari e cambiamenti nei sistemi di rilevazione statistica. Gli studi, però, non hanno ancora dimostrato l'estraneità della somministrazione dei vaccini all'insorgere dell'autismo.

Ciò non ha impedito che il tema resti al centro del dibattito pubblico. L’aumento del numero di vaccini, soprattutto quando associato a obblighi scolastici o sanitari, solleva interrogativi su trasparenza, fiducia nelle istituzioni e diritto all’informazione. L’infografica riflette proprio questa tensione: da un lato l’espansione delle politiche di prevenzione, dall’altro la crescita di una condizione neurologica ancora oggetto di intensa ricerca. Molti osservatori chiedono più ricerche su questo presunto nesso, che spesso viene ignorato in nome della dottrina unica della scienza che vede nei vaccini la panacea a tutti i mali, con obbligo vaccinale.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x