Giovedì, 26 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Lio Factory, Marini: “Nel 2025 previsti nel mondo 21 trilioni di euro di investimenti alternativi, l’Italia deve cogliere questa opportunità”

Francesco Marini Founder e CEO di Lio Factory racconta a Il Giornale d’Italia: “L’Italia deve avere una produzione energetica indipendente. Il nucleare di nuova generazione, che sta avendo delle innovazioni fantastiche, può diventare la fonte di approvvigionamento del futuro”

01 Aprile 2022

Lio Factory, Marini: “Nel 2025 previsti 21 trilioni di investimenti alternativi nel mondo, l’Italia deve cogliere questa opportunità”

L’incertezza che domina ormai da tempo la situazione europea e mondiale, ha portato allo sviluppo sempre di più importante di nuove strade per quanto riguarda il tema dei piccoli e grandi investimenti, in particolar modo di quelli alternativi. Con la convinzione che proprio gli investimenti alternativi siano pronti a rivoluzionare il mercato e migliorare la vita delle persone, nasce nel 1989 Lio Factory. La piattaforma data-driven che unisce il talento umano e intelligenza artificiale, costituisce una reale alternativa nel settore puntando sugli ALTs, la tipologia di investimenti poco correlati con l’andamento dei mercati azionari, come spiega a Il Giornale d’Italia Francesco Marini, fondatore e Ceo di Lio Factory.

Lio Factory, Marini: "La prima cosa è l’educazione all’investimento alternativo"

- Cos’è e come nasce Lio Factory? Qual è la sua peculiarità come piattaforma data-driven per gli investimenti alternativi?

Da quando ho iniziato il mio percorso professionale ho sempre guardato al mondo e al perimetro degli investimenti alternativi con grande passione, dalle energie rinnovabili fino al fintech. Ci siamo posti, circa un anno fa, questa domanda: come democratizzare, attraverso la tecnologia, l’accesso agli investimenti alternativi per le famiglie Italiane e portare l’investimento alternativo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in uno o più prodotti finanziari. Noi pensiamo che l’investimento alternativo, come già i numeri ci aiutano ad individuare, sia un grandissimo trend in espansione e sia un pezzo dove ognuno di noi debba investire la propria ricchezza e il proprio patrimonio, come già fanno in America, l’endowment e tutti gli investitori più istituzionali. Anche in Europa e in Italia, soprattutto il patrimonio personale di un individuo dovrebbe essere diversificato anche nel perimetro e nello spazio degli investimenti alternativi.

- Quali sono i dati per gli investimenti alternativi?

Nel mondo questi erano 2,5 trilioni di euro, oggi sono diventati 14 trilioni di euro e diventeranno 21 trilioni nel 2025, secondo uno studio fatto da PricewaterhouseCoopers. In l’Europa e l’Italia invece c’è un grande gap, o una grande opportunità da colmare e questo ha una grande valenza per il patrimonio di tutti gli individui. Poi c’è l’utilizzo dei data, noi pensiamo di essere davanti ad una “quarta rivoluzione industriale”, con la prima il vapore ha permesso di creare la meccanizzazione dei processi, con la seconda l’elettricità ha permesso di scalare questa produzione e la terza con information technology ha permesso di automatizzare questi processi. Ora i data ci stanno portando a creare nuove frontiere di obiettivi che prima erano difficilmente raggiungibili. Lio Factory nasce per questo, dalla fusione di questi due mantra, investimenti alternativi e l’utilizzo dei data all’interno della vita di tutti i giorni.

- Al vostro interno avete due divisioni principali: Special Situations e Lio X, quali sono le caratteristiche?

Si abbinano sempre e sono sempre basate su l’utilizzo dell’Artificial Intelligence e dei processi sui dati. Special Situations copre più la parte di investimenti, prevalentemente in Real Estate e nella gestione delle crisi aziendali. La parte di Lio X invece è investire in società che abbiamo grandissimo contenuto tecnologico e che spazino prevalentemente in quello che noi chiamiamo deep tech, all’interno del quale siamo molto concentrati e interessati in due pilastri: il primo è il biotech, nella creazione di nuovi farmaci e quindi la salute dell’umano; il secondo è il clima tech e quindi investire in nuove tecnologie che permettano di arrivare a questo target del 2050 delle zero emissioni nette. Qui è di particolare interesse tutta la parte della produzione energetica da ri-immaginare.”

-Tema importante quello della produzione energetica in questo momento per le conseguenze del conflitto russo-ucraino, come è possibile arrivare all’indipendenza?

Questo è un grande punto, in questi giorni oltre al dramma più importante umano, c’è anche il tema di come arrivare, soprattutto per un Paese come l’Italia, ad avere un’indipendenza di produzione energetica e quindi ad essere meno soggetto a voleri altrui. Qui la produzione e il nucleare di nuova generazione sta avendo delle innovazioni fantastiche e pensiamo veramente che possa diventare la fonte di approvvigionamento in futuro. In particolare Eni ha investito in una bellissima iniziativa fatta dall’MIT, CFS (Commonwealth Fusion Systems) che sta avendo anche ottimi risultati tecnici, quindi pensiamo che un pezzo di quell’obiettivo delle zero emissioni sarà sicuramente possibile, grazie alla parte di nuclear fusion e che questo oltre a dare al mondo una maggiore sostenibilità, darà a paesi come l’Italia una grande sostenibilità perché possano diventare indipendenti da fattori terzi.

-Il vostro obiettivo è diventare tra le società leader negli investimenti alternativi, come è attualmente questo mercato?

L’investimento alternativo ha una grandissima valenza, come già oggi è apprezzata dai grandi investitori istituzionali e dall’endowment americani per tutti, per poter cercare di investire una parte del proprio patrimonio in strumenti decorati dai mercati finanziari e che possono dare una stabilità più di lungo periodo. Ovviamente sono caratterizzati da una serie di fattori che ne determinano da oggi la difficoltà di penetrazione del mercato, come per esempio l’opacità, la complessità tecnica del prodotto ed è proprio qui che noi vogliamo lavorare. La prima cosa è l’educazione all’investimento alternativo.

-Il vostro lavoro è concentrato a coniugare talento umano e intelligenza artificiale con soluzioni che possano generare una svolta positiva per l’ambiente, l’economia e l’umanità, in che modo nel concreto lo realizzate?

Questo è proprio il nostro credo principale. Per noi la tecnologia, siamo davanti alla quarta rivoluzione industriale concentrata sulla tecnologia e di data, è principe quindi in questo ecosistema, ma è una tecnologia che aiuta, è a supporto dell’uomo per poter scalare e potenziare l’abilità umana per innovare e a trovare soluzioni in questo mondo complesso.

- Nel prossimo biennio saranno previsti 200 milioni di investimenti, dove saranno indirizzati?

Pensiamo di investire almeno 200 milioni, i tre quarti quindi 150 milioni nella parte più Special Situations e fintech e circa 50 milioni nel supportare le innovazioni nel concetto di One Health, della salute del pianeta. Quindi investiremo in salute umana bio tech, salute dell’ecosistema clima tech.

 

 

 

 

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x