30 Gennaio 2026
Donald Trump afferma che l’Iran “vuole fare un accordo”, ma da Teheran arrivano paletti chiari su nucleare e missili. Infatti, la Repubblica islamica si dice aperta ai negoziati con Washington, ma rifiuta intese contro l'interesse del Paese. Nel frattempo, la Turchia prova a giocare un ruolo di mediazione per evitare un’escalation militare. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan accusa Israele di fare pressioni sugli Usa per un attacco all’Iran, come anticipato dal Giornale d’Italia.
“Vedremo cosa succede” ma l’Iran “vuole fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti su un possibile negoziato con Teheran. A chi gli chiedeva se avesse fissato una scadenza per un’intesa, il presidente americano ha replicato: “Solo loro lo sanno per certo”.
Dal fronte iraniano, tuttavia, la disponibilità al dialogo con gli Stati Uniti non equivale a concessioni sui dossier considerati strategici. L’Iran non accetterà le richieste di Washington di interrompere l’arricchimento dell’uranio sul proprio territorio né di limitare il programma di missili balistici. Secondo le fonti, Teheran è aperta ai negoziati, ma “non vogliamo entrare in alcun tipo di negoziazione destinata al fallimento e che possa poi essere usata come ulteriore pretesto per un'altra guerra”.
La linea resta dunque rigida sulle capacità militari. Teheran non “negozierà nulla che riguarda le nostre armi convenzionali, compresi i missili. E' qualcosa che non possiamo rischiare”, ha spiegato un funzionario. Sul nucleare, invece, l’Iran si dice disposto a discutere a patto che venga riconosciuto il diritto allo sviluppo di attività civili: Teheran “accoglierebbe con favore i negoziati che garantiscano il diritto dell'Iran a svolgere attività nucleari pacifiche”.
Resta sullo sfondo lo scenario di un’escalation militare. In caso di un attacco statunitense, l’Iran non avrebbe “alcuna opzione se non quella di assicurarsi che tutto ciò che ha a disposizione possa essere utilizzato per respingere” tale offensiva, avverte la fonte.
In questo contesto si inserisce il ruolo della Turchia, impegnata a evitare che le tensioni tra Iran e Stati Uniti degenerino in un conflitto aperto. A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha rilanciato la disponibilità di Ankara a mediare durante la visita del suo omologo iraniano Abbas Araghchi. “Il presidente (R.T. Erdogan ndr) lo ha detto in ogni occasione che siamo assolutamente contrari a un intervento militare. La Turchia e' pronta ad agire per facilitare qualsiasi soluzione pacifica”, ha dichiarato Fidan.
Il capo della diplomazia turca ha però puntato il dito contro Israele, accusandolo di spingere per un’azione armata contro Teheran, come anticipato dal Giornale d'Italia. “Dall'altro lato vediamo pero' come Israele stia facendo pressioni sugli Stati Uniti per convincerli ad attaccare l'Iran. Ancora una volta le azioni di Israele mettono a repentaglio la stabilità e la sicurezza dell'intera regione. Il nostro auspicio e' che gli Usa si comportino con buon senso e non si lascino convincere da Israele”, ha concluso Fidan in conferenza stampa con Araghchi.
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