14 Gennaio 2026
Israel Defence Force; Fonte: Picryl
Israele ha permesso l'utilizzo di braccialetti con tecnologia GPS per tracciare i movimenti dei palestinesi in Cisgiordania occupata, anche di persone innocenti e non incriminate per nessun capo di accusa. Le Ong hanno denunciato ciò come un "atto di sorveglianza e di intimidazione discriminatorio e senza tutele legali".
L’esercito israeliano ha autorizzato l’uso di dispositivi elettronici di tracciamento, inclusi braccialetti GPS, per monitorare i palestinesi sottoposti a restrizioni di movimento nella Cisgiordania occupata. La misura, approvata dal maggiore generale Avi Bluth e promossa dal capo dell’Agenzia per la sicurezza israeliana (Shin Bet), David Zini, viene presentata dalle autorità come uno strumento per sostituire il controllo manuale e ridurre il ricorso alla detenzione amministrativa.
In base alla nuova direttiva, civili che non sono stati formalmente incriminati, processati o condannati per alcun reato possono essere obbligati a indossare o portare con sé dispositivi di localizzazione. Qualsiasi tentativo di rimuovere o manomettere i dispositivi viene considerato un reato, con conseguenze legali immediate. La misura si inserisce nel sistema di governo militare che Israele applica alla popolazione palestinese nei territori occupati dal 1967.
Organizzazioni per i diritti umani e avvocati hanno espresso forte preoccupazione, definendo la politica eccessiva e discriminatoria. Secondo i critici, l’uso dei braccialetti GPS amplia ulteriormente l’apparato di sorveglianza già capillare imposto ai palestinesi, trasformando restrizioni amministrative in una forma di controllo digitale permanente. Le ONG sottolineano come tali strumenti vengano applicati in assenza di garanzie procedurali e senza un controllo giudiziario effettivo, in violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale.
Un elemento particolarmente controverso riguarda l’esclusione esplicita dei coloni israeliani dalla misura. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha chiarito che l’ordine non si applicherà ai cittadini israeliani che vivono negli insediamenti in Cisgiordania, nonostante indiscrezioni secondo cui la politica sarebbe stata inizialmente testata su un adolescente colono. Questa distinzione ha rafforzato le accuse di applicazione selettiva della legge e di doppio standard giuridico nei territori occupati.
La direttiva è stata emessa in coordinamento con l’esercito, la polizia, i servizi di sicurezza, il ministero della Giustizia e le autorità legali militari che amministrano la Cisgiordania. Per molti osservatori, la misura rappresenta un ulteriore passo verso la normalizzazione di strumenti di sorveglianza avanzata contro una popolazione civile già soggetta a limitazioni sistematiche della libertà di movimento.
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