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Gaza, atteso l'annuncio dei 15 paesi del "Board of Peace", trapelati i 12 nomi dei ministri tra cui “Ali Shaati, Shamali, Ashour, Yahoo”

Alla guida del governo è indicato l’ex viceministro dei Trasporti dell’Autorità nazionale palestinese Ali Shaati. Accanto a lui figurerebbero 11 nomi tra cui Omar Shamali alle Telecomunicazioni, Abdul Karim Ashour all’Agricoltura e Aed Yaghi, noto anche come Yahoo, alla Sanità

14 Gennaio 2026

Gaza, atteso l'annuncio dei 15 paesi del "Board of Peace", trapelati i 12 nomi dei ministri  tra cui “Ali Shaati, Shamali, Ashour, Yahoo”

Ali Shatii e Gaza distrutta dal conflitto genocida con Israele

È atteso nelle prossime ore l’annuncio ufficiale dei 15 Paesi che faranno parte del "Board of Peace", l’organismo chiamato a supervisionare la fase di transizione e ricostruzione della Striscia di Gaza dopo il cessate il fuoco. Intanto sono già trapelati i nomi dei primi 11 ministri del futuro esecutivo tecnico, guidato da Ali Shaati, economista e ingegnere di formazione originario di Khan Younis

Gaza, atteso l'annuncio dei 15 paesi del "Board of Peace", trapelati i 12 nomi dei ministri tra cui "Ali Shaati, Shamali, Ashour, Yahoo"

A tre mesi dal cessate il fuoco imposto dopo due anni di guerra, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare a breve, mentre i primi nomi dell’esecutivo circolano già. Alla guida del governo è indicato l’economista ed ex viceministro dei Trasporti dell’Autorità nazionale palestinese Ali Shaati. Accanto a lui figurerebbero undici ministri con competenze specifiche nei settori chiave per la ripresa della Striscia. Tra i nomi emersi ci sono Omar Shamali alle Telecomunicazioni, Abdul Karim Ashour all’Agricoltura e Aed Yaghi, noto anche come Yahoo, alla Sanità. Completano la squadra profili legati all’economia, alle infrastrutture, all’istruzione, alle finanze, agli affari sociali, alla giustizia e alla sicurezza, con una presenza anche di figure accademiche e tecniche.

Il nuovo esecutivo dovrebbe operare sotto la supervisione del "Board of Peace", una sorta di organismo internazionale di garanzia pensato per "assicurare copertura politica e flussi finanziari indispensabili alla ricostruzione". Il Board dovrebbe essere composto da rappresentanti di 15 Paesi, tra cui nazioni coinvolte nei negoziati degli ultimi anni come Egitto, Qatar, Turchia e Arabia Saudita, oltre a diversi Stati europei. Tra i membri è prevista anche la presenza dell’Italia.

Il Board sarà presieduto dal presidente statunitense Donald Trump - il cui legame con Netanyahu e la sua appartenenza all’ebraismo alimentano interrogativi e sospetti - che nei giorni scorsi ha dichiarato che il Consiglio è in fase di formazione e che ne faranno parte "i più importanti leader delle più importanti nazioni del mondo". Il debutto operativo è previsto in occasione del Forum economico di Davos, dove dovrebbe tenersi il primo incontro ufficiale. Sul piano operativo, il rappresentante sul terreno del Board dovrebbe essere Nikolay Mladenov, già inviato speciale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, incaricato di fungere da collegamento tra il nuovo governo di Gaza, Israele e le autorità palestinesi. Non è escluso che il Board venga ulteriormente rafforzato con la partecipazione dei vertici di grandi istituzioni finanziarie internazionali.

Bensì sul piano diplomatico le trattative si stiano concretizzando, sul terreno la situazione resta instabile. Nonostante il cessate il fuoco, nella Striscia proseguono episodi di violenza, uccisioni, torture e operazioni militari a bassa intensità, mentre la popolazione continua a fare i conti con un tessuto urbano gravemente danneggiato e servizi essenziali ancora in affanno. 

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