07 Gennaio 2026
Massimo Cacciari, fonte: imagoeconomica
Il filosofo Massimo Cacciari si è espresso sull'attacco Usa in Venezuela, tirando in ballo anche la questione ucraina, e facendo un paragone. "Vige il principio della difesa preventiva, la Russia invade l'Ucraina in base a un concetto di difesa preventiva, perché non vuole i missili a 200 km da Mosca. È un'idea. Se sono certo che mi stai ammazzando perché dovrei aspettare che mi spari? Ma è barbaro e bestiale che queste idee vengano sollevate solo pro domo propria, hanno perduto ogni universalità. Secondo Meloni il principio vale per Trump ma non per Putin. Prima c'era un equilibrio di potenze, ora solo il diritto del più forte", ha detto.
Cacciari ha constatato che "una volta si cercava trattativa, la mediazione, ora non più. Ogni barlume di quello che si diceva diritto internazionale è venuto meno, le istituzioni che dovevano che dovevano proteggerlo sono crollate. Ci sono gli Stati, gli imperi e ognuno fa da sé". Secondo il filosofo "dopo i disastri della prima metà del Novecento ci siamo tutti imbarcati in un'illusione da cui ci stiamo dolorosamente svegliando. L'idea che i ceti dirigenti occidentali stessero muovendo verso un diritto internazionale valido, valevole, efficiente".
E in merito agli interventi in Afghanistan e Iraq, Cacciari sostiene che "c'è una differenza. Lì c'era un’ideologia, quella della nuova destra: dopo la caduta del Muro siamo noi l'unico impero, abbiamo il diritto e anche il dovere di governare il mondo. Qui per il Venezuela è diverso, è la riproposizione della dottrina americana che risale a Monroe, all'Ottocento: il continente americano è roba nostra. Gli è scappata, finora, Cuba. Ma è la dottrina Monroe, lo spazio vitale, il Lebensraum americano. Trump l'ha detto in modo un po' strampalato, riferendosi anche al Canada, si sono messi tutti a ridere ma non c'è niente da ridere".
E sul ruolo dell'Europa, Cacciari senza mezze misure sostiene che questa "non esiste". "Ogni volta che interviene fa peggio, rende più difficile la soluzione dei conflitti. Così in Medio Oriente, con le primavere arabe e adesso in Ucraina: falliti i tentativi della Merkel e di Hollande a Minsk, è augurabile che l’Europa si tolga di mezzo".
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