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Ambasciata Palestina aperta a Londra, ambasciatore Husam Zomlot: “Momento storico, genocidio a Gaza non negherà nostra identità”

Durante la cerimonia di inaugurazione a Hammersmith, nella zona ovest di Londra, l’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, Husam Zomlot, ha affermato che l’istituzione della sede diplomatica “segna una tappa profondamente significativa nelle relazioni britannico-palestinesi”

08 Gennaio 2026

Ambasciata Palestina aperta a Londra, ambasciatore Husam Zomlot: “Momento storico, genocidio a Gaza non negherà nostra identità”

Ambasciata Palestina a Londra Fonte: X @hzomlot

L’Ambasciata dello Stato di Palestina ha ufficialmente aperto a Londra, in un evento definito “storico” dall’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, Husam Zomlot. L’inaugurazione si è svolta a Hammersmith, nella zona ovest della capitale britannica, dopo il riconoscimento della Palestina come Stato da parte del Regno Unito. Nel suo intervento, Zomlot ha sottolineato come il genocidio in corso a Gaza non potrà negare l’identità del popolo palestinese.

Ambasciata Palestina aperta a Londra, ambasciatore Husam Zomlot: “Momento storico, genocidio a Gaza non negherà nostra identità”

L’apertura ufficiale dell’Ambasciata dello Stato di Palestina nel Regno Unito rappresenta un momento di forte valenza diplomatica e politica. Durante la cerimonia di inaugurazione a Hammersmith, nella zona ovest di Londra, l’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, Husam Zomlot, ha affermato che l’istituzione della sede diplomatica “segna una tappa profondamente significativa nelle relazioni britannico-palestinesi”.

L’evento arriva dopo che il Regno Unito ha ufficialmente riconosciuto la Palestina come Stato indipendente lo scorso settembre, sullo sfondo del genocidio nella Striscia che dura da due anni. “Ci riuniamo oggi per segnare un momento storico, l’inaugurazione dell’ambasciata dello Stato di Palestina presso il Regno Unitocon pieno status diplomatico e privilegi, simbolo del diritto inalienabile del nostro popolo a una sovranità statale e all’uguaglianza tra le nazioni”, ha dichiarato Zomlot, che poi ha concluso: “Per generazioni di palestinesi a Gaza, nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, nei campi profughi e in tutta la diaspora, questa ambasciata rappresenta la prova che la nostra identità, visto il genocidio a Gaza, non può essere negata, la nostra presenza non può essere cancellata e le nostre vite non possono essere svalutate. Per un popolo a cui l’autodeterminazione è stata negata per oltre un secolo, questo è un momento monumentale.”

Nel riconoscere la Palestina come Stato, il Regno Unito lo ha fatto sulla base dei confini del 1967, che dovranno essere definiti nell’ambito di futuri negoziati. Londra ha inoltre riconosciuto alla Palestina “tutti i diritti e gli obblighi legali propri della statualità”.

Dopo lo svelamento della targa della nuova ambasciata, Alistair Harrison, maresciallo del corpo diplomatico, ha riecheggiato le parole di Zomlot, affermando che l’apertura dell’ambasciata rappresenta un “momento storico per la Palestina”. Ha sottolineato che si tratta di un “momento molto importante nella relazione tra i nostri due Paesi”, aggiungendo: “Questo è l’inizio di un cambiamento significativo nelle nostre relazioni bilaterali”.

Tra i presenti anche Obaidah, un palestinese di 14 anni proveniente da Gaza, che ha portato una testimonianza diretta del dramma vissuto dalla popolazione civile. “Sono sopravvissuto al genocidio, ma il mio corpo porta ferite profonde”, ha dichiarato. Ha spiegato che parte della sua famiglia si trova nel Regno Unito, mentre suo padre è ancora a Gaza, “dove la vita è ancora piena di paura”.

Obaidah ha poi aggiunto: “Un giorno spero di diventare ambasciatore, magari proprio nel Regno Unito, così da poter lavorare per aiutare il mio popolo e far sentire la nostra voce in tutto il mondo. Oggi è un giorno speciale, questo riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Regno Unito è molto importante, ma non riguarda solo il riconoscimento: riguarda l’ambasciata, l’avere un pezzo di Palestina qui a Londra”.

Secondo il giovane palestinese, l’ambasciata nel Regno Unito è “un luogo dove il nostro popolo viene visto, dove le nostre voci vengono ascoltate e dove vivono la nostra speranza di giustizia e dignità”.

Obaidah ha concluso: “Il riconoscimento non allevia la sofferenza e non guarisce ogni ferita, ma ci dà una voce, dà ai bambini come me una possibilità di vivere, di studiare e il sogno di una vita in cui possiamo crescere senza paura, in cui le famiglie siano al sicuro e in cui tutti i bambini di Gaza, Gerusalemme, della Cisgiordania e della Palestina possano vivere con dignità e speranza”.

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