08 Gennaio 2026
Alberto Trentini, fonte: X @maratamborra
Il Venezuela annuncia la liberazione di decine di detenuti, anche stranieri, in un gesto definito “unilaterale” per favorire e raggiungere la pace. L’annuncio riaccende le speranze in Italia per Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto da oltre 400 giorni senza accuse formali. Mentre Caracas parla di una misura simbolica e politica, le famiglie dei prigionieri e la diplomazia europea attendono conferme sui nomi e sui tempi del rilascio.
Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Jorge Rodríguez ha dichiarato la prossima liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri. La decisione, ha spiegato, è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace”. I dettagli su identità e numero dei liberati saranno comunicati successivamente, mentre nelle prossime ore sono attesi i primi provvedimenti formali. Rodríguez ha ringraziato apertamente i protagonisti della mediazione internazionale come l’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il governo del Qatar, che hanno contribuito ad aprire canali di dialogo con l’esecutivo venezuelano. Un passaggio che conferma come la partita dei detenuti sia anche un terreno di diplomazia internazionale.
In Italia si riaccendono le speranze per Alberto Trentini, cooperante umanitario italiano detenuto in Venezuela da oltre 400 giorni. Egli è stato incarcerato nella prigione di massima sicurezza di El Rodeo I, senza che contro di lui sia stata formalizzata un’accusa. Fonti diplomatiche italiane parlano di buone probabilità che il suo nome sia incluso tra le persone destinate al rilascio. Trentini, 46 anni, lavorava per la ong Humanity and Inclusion quando è stato arrestato il 15 novembre 2024. Le sue condizioni di detenzione sono state più volte definite critiche, sottolineando come il cibo sia razionato, l'assistenza medica insufficiente e l'isolamento prolungato, con conseguenze non solo fisiche ma anche psicologiche. La famiglia e la società civile hanno ripetutamente chiesto un intervento più deciso del governo italiano.
Nelle prossime ore sono attesi gli elenchi ufficiali dei liberati. Secondo fonti diplomatiche, tra i detenuti rilasciati potrebbero esserci anche cittadini di altri Paesi europei, mentre la Farnesina segue da vicino la vicenda di Trentini e degli altri italiani detenuti in Venezuela. Per il cooperante e per la sua famiglia, l’annuncio di Caracas rappresenta la prima concreta speranza di ritorno a casa dopo più di un anno di detenzione.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia