02 Marzo 2026
Trump Fonte: X @Kabamur_Taygeta
Donald Trump rivendica la scelta di colpire l’Iran dopo il fallimento dei colloqui di Ginevra, sostenendo che Teheran stesse lavorando a un nuovo sito nucleare. Il presidente americano difende l’operazione militare nonostante i sondaggi negativi, parlando di una “maggioranza silenziosa”. Intanto, sul fronte diplomatico, Vladimir Putin si muove per contenere l’escalation. In una telefonata con il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, il leader del Cremlino ha invocato una soluzione politica e diplomatica.
Donald Trump ha affermato di aver preso la decisione di colpire l’Iran “dopo i colloqui” di giovedì a Ginevra. “Abbiamo avuto negoziati molto seri, e poi si sono ritirati”, ha dichiarato il presidente americano in un’intervista, spiegando che il passo indietro di Teheran avrebbe reso inevitabile l’intervento.
Dopo gli attacchi di giugno, ha aggiunto Trump, “abbiamo scoperto che stavano lavorando in un'area completamente diversa, in un sito completamente diverso, per costruire un'arma nucleare. Quindi era semplicemente giunto il momento”. Parole che segnano una linea netta dell’amministrazione americana, convinta della necessità di agire per impedire all’Iran di dotarsi dell’arma atomica.
In un’intervista al New York Post, Trump ha commentato i sondaggi – in particolare quello di Reuters/Ipsos – che registrano un consenso limitato sull’operazione militare, con appena il 27% degli intervistati favorevole.
Il presidente ha respinto le critiche: “Non credo che i sondaggi siano bassi. Senta, che i sondaggi siano bassi o meno, penso che probabilmente vadano bene. Ma non è una questione di sondaggi. Non si può permettere all'Iran, una nazione governata da pazzi, di avere un'arma nucleare”.
“Penso che la gente sia molto colpita da ciò che sta accadendo, in realtà - ha insistito Trump - Penso che sia in silenzio. Se faceste un vero sondaggio, il sondaggio del silenzio...è come una maggioranza silenziosa”. Un richiamo evidente a quella base elettorale che il presidente ritiene ancora compatta attorno alle sue scelte di politica estera.
Vladimir Putin, dal canto suo, ha avviato un’iniziativa diplomatica per evitare un’escalation regionale. In una conversazione telefonica con il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, il leader russo ha sottolineato “l'urgente necessità di risolvere l'attuale situazione estremamente pericolosa attraverso mezzi politici e diplomatici”, come riferito dal Cremlino.
“Entrambe le parti hanno espresso una seria preoccupazione sui rischi reali che la zona del conflitto si espanda” con possibili “conseguenze catastrofiche”, ha aggiunto la presidenza russa.
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