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Attacco Iran, "Usa colpiranno programma nucleare e leadership militare e politica, Israele missili e lanciatori" - RUMORS

Secondo indiscrezioni, Israele colpirà missili e lanciatori iraniani mentre gli Usa punteranno su nucleare e Irgc: strategia congiunta verso una guerra estesa

02 Marzo 2026

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Fonti del deepstate hanno avvertito della spartizione dell'attacco israeliano-americano sull'Iran. Secondo analisti, Tel Aviv sarà deputata a lanciare raid contro missili e lanciatori di Teheran, mentre Washington sarà addetta a decapitare la leadership militare e politica iraniana e a rendere inoffensivo il programma nucleare del Paese.

Attacco Iran, "Usa colpiranno programma nucleare e leadership militare e politica, Israele missili e lanciatori" - RUMORS

Stati Uniti e Israele avrebbero definito una strategia militare coordinata contro l’Iran, operazioni dai nomi "Roaring Lion" e "Epic Fury", suddividendo obiettivi e responsabilità operative nell’ambito della campagna militare in corso. Secondo quanto riportato dal New York Times, il piano sarebbe stato presentato direttamente al presidente americano Donald Trump, delineando una chiara ripartizione delle operazioni tra le due potenze alleate.

In base al documento visionato dal quotidiano statunitense, Israele concentrerebbe i propri attacchi sui siti di stoccaggio dei missili iraniani, sugli impianti di produzione e sui sistemi di lancio utilizzati per le offensive balistiche e con droni contro Israele e i Paesi del Golfo. L’obiettivo sarebbe ridurre rapidamente la capacità operativa immediata di Teheran, limitando nuove ondate di attacchi regionali.

Gli Stati Uniti, invece, assumerebbero il ruolo principale nella neutralizzazione delle infrastrutture strategiche iraniane legate al programma nucleare e alle strutture del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), oltre a colpire centri di comando e asset governativi ritenuti cruciali per la catena decisionale militare della Repubblica islamica.

Secondo fonti citate dal New York Times, la divisione degli obiettivi risponderebbe alla volontà di massimizzare l’efficacia militare evitando sovrapposizioni operative, ma anche di mantenere una distinzione politica tra la guerra convenzionale regionale guidata da Israele e la componente strategica affidata a Washington.

Il piano emergerebbe mentre il conflitto entra in una fase di escalation accelerata, dopo gli attacchi iraniani contro basi occidentali e infrastrutture militari nella regione, chiamati "Operation True Promise 4", e le successive operazioni di risposta statunitensi e israeliane.

Analisti militari sottolineano che il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti contro il programma nucleare iraniano rappresenterebbe uno dei passaggi più sensibili dell’intera crisi, con il rischio di trasformare lo scontro in un conflitto su larga scala. Colpire installazioni nucleari, infatti, potrebbe provocare una reazione militare ancora più ampia da parte di Teheran e dei suoi alleati regionali.

La strategia congiunta descritta dal New York Times conferma come Washington e Tel Aviv stiano passando da operazioni di risposta limitata a una campagna strutturata mirata a ridurre simultaneamente capacità militari e infrastrutture strategiche iraniane.

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