Lunedì, 02 Marzo 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Attacco Iran, raid alla vigilia di Purim, la festa ebraica che invita gli israeliani a combattere contro i persiani

Raid contro l’Iran alla vigilia di Purim: analisti discutono possibili richiami biblici mentre cresce il peso simbolico del conflitto Israele-Teheran

02 Marzo 2026

Il peccato originale della fondazione di Israele e il filo diretto che collega Begin a Netanyahu

Israele (Pixabay)

Secondo diverse analisti geopolitici, la data dell'attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele non sarebbe casuale. I primi raid sono stati sabato 28 febbraio, il giorno dell'antivigilia della festa ebraica di Purim. Una celebrazione che si festeggia tra lunedì 2 e martedì 3 marzo e che porta a rileggere una parte della Bibbia: l'invasione da parte del popolo di Amalek contro gli ebrei e la lotta per riconquistare la "loro Terra Santa" contro gli iraniani.

Attacco Iran, raid alla vigilia di Purim, la festa ebraica che invita gli israeliani a combattere contro i persiani

Gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari in diverse città iraniane, con le loro operazioni "Epic Fury" e "Roaring Lion", inclusa la capitale Teheran, arrivano in un momento particolarmente sensibile del calendario religioso ebraico, alimentando interrogativi sul possibile valore simbolico della tempistica dell’operazione.

Le esplosioni registrate il 28 febbraio hanno colpito infrastrutture strategiche iraniane pochi giorni prima dell’inizio della festività di Purim, una delle ricorrenze più importanti della tradizione ebraica. Durante questo periodo, nelle sinagoghe viene letta la "Parashat Zachor", un passo del Libro del Deuteronomio che richiama il comando biblico di ricordare l’attacco dell’antico popolo di Amalek contro gli israeliti e di cancellarne la memoria.

Purim celebra invece il racconto contenuto nel Libro di Ester, ambientato nell’antico impero persiano del V secolo a.C., da cui l’attuale Iran trae parte della propria eredità storica. Nella narrazione biblica, il funzionario persiano Haman pianifica lo sterminio degli ebrei, sventato grazie all’intervento della regina Ester. La festività ricorda quindi la sopravvivenza del popolo ebraico di fronte a una minaccia esistenziale.

La coincidenza geografica e temporale — un’operazione militare contro l’Iran, storicamente legato all’antica Persia, alla vigilia di Purim — ha spinto osservatori e analisti a interrogarsi su possibili richiami simbolici, anche se non esistono conferme ufficiali di un collegamento intenzionale.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha più volte descritto l’Iran come una minaccia esistenziale per Israele, evocando in passato parallelismi storici con persecuzioni e genocidio subiti dal popolo ebraico. Secondo i critici, questo linguaggio tende a collocare il confronto con Teheran in una dimensione civile e storica più ampia rispetto alla tradizionale rivalità geopolitica.

Israele ha già in passato utilizzato riferimenti biblici nella denominazione o nella narrazione di operazioni militari, rafforzando il legame tra memoria storica e sicurezza nazionale.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x