08 Gennaio 2026
Trump Fonte: Imagoeconomica
Indurre il governo venezuelano ad acquistare esclusivamente prodotti made in Usa, appropriandosi di 30-50 milioni di barili di greggio e facendo in modo che Washington ottenga un certo controllo della compagnia petrolifera PdVSA. Il tutto mentre il governo ad interim di Delcy Rodríguez, ancora (apparentemente) legato all'eredità di Maduro, viene manovrato e "supervisionato" da un "team di funzionari Usa" chiamati a fare gli interessi statunitensi.
Sarebbero questi alcuni dei piani a cui il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe pensando ora che, a distanza di quasi una settimana, il governo di Nicolas Maduro è saltato in aria e che al suo posto si è insediata - con placet Usa - la neo Presidente ad interim Delcy Rodríguez, con alle spalle onorata carriera nel settore degli Idrocarburi - non a caso.
Alcuni fondamentali passaggi coi quali il governo di Washington avrebbe intenzione di procedere per mettere in ordine la "disastrosa" situazione venezuelana, sono stati riferiti proprio dal Segretario di Stato Marco Rubio che ha informato di "tre fasi" per il Venezuela. "Il primo passo - ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti - è stabilizzare il Paese. (...) La seconda fase sarà la ripresa, assicurando che gli Stati Uniti, l'Occidente e altri Paesi abbiano accesso ai mercati venezuelani. La terza fase sarà la transizione". Transizione verso un governo chiaramente filo-statunitense. Dunque: stabilizzazione - ripresa - transizione. Perché, come sa bene Rubio e Trump stesso, tentare di inserire forzatamente un governo apertamente filo-statunitense in questa fase storica non solo significherebbe apertamente ammettere la pianificazione a monte di un sovvertimento del regime latinoamericano, ma vorrebbe dire creare ulteriore instabilità dopo oltre 20 anni di chavismo al potere.
Intanto però Washington sta già pensando a come impossessarsi delle riserve di petrolio: obiettivo è quello intanto di accaparrarsi "tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio" per poi venderli sul mercato e controllare "come quel denaro viene distribuito". I proventi derivati dalla vendita di greggio saranno quindi collocati in conti deposito esterni al Tesoro Usa, cioè in "banche riconosciute a livello mondiale" al fine di "garantire la legittimità e l'integrità della distribuzione finale". Una mossa che, con tutta probabilità, servirebbe a Washington per non far figurare tali proventi come proprietà statunitense, ma per controllarli indirettamente.
Niente Dipartimento del Tesoro dunque, ma conti off-shore in cui depositare il denaro che - ha fatto sapere il giornalista Edward Lawrence - "sarà erogato a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti". Non vi è un termine ultimo per la fine della vendita di petrolio venezuelano. Come, dopotutto, durerà "anni" la supervisione Usa sul Venezuela. A riferire quest'ultimo punto è stato proprio Trump che, con un post social ha fatto sapere i vincoli d'importazione a cui dovrà attenersi il governo di Caracas: acquistare "SOLO" prodotti statunitensi tra cui beni agricoli, medicinali, dispositivi medici e attrezzature elettriche.
"Il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti d'America come loro principale partner – una scelta saggia e molto positiva per il popolo venezuelano" ha concluso Trump come se la scelta non fosse chiaramente indotta. A "monitorare" il governo di Caracas quale forza necessaria di controllo del territorio, sarà un gruppo di funzionari "guidati" dal vice JD Vance, Marco Rubio, dal Capo del Pentagono Pete Hegseth e da Stephen Miller, il "mastino" di Trump nonché vice Capo di Gabinetto della Casa Bianca. Intanto, la compagnia petrolifera statale venezuelana PdVSA (Petróleos de Venezuela, S.A.) ha emesso un comunicato avvisando di "negoziazioni in corso con gli Usa per la vendita di volumi di petrolio (...) basate su una transazione strettamente commerciale, con criteri di legalità, trasparenza e beneficio per ambo le parti".
L'esportazione così concordata fra Washington e Caracas dovrebbe riguardare circa 2 miliardi di greggio, dirottando così le forniture dalla Cina verso gli Usa. Dunque, nella tabella di marcia di Trump gli obiettivi restano chiari: tornare a privatizzare la PdVSA dando prioritario - se non esclusivo - accesso a investitori privati statunitensi. Una posizione di assoluto rilievo sarà concessa a Chris Wright, Segretario dell'Energia e a capo di Chevron,principale partner di joint venture di PdVSA, incaricato di eseguire l'accordo. Chevron esporta al giorno tra i 100 mila e i 150 mila di barili verso gli Stati Uniti: l'andamento finanziario del prezzo del greggio è intanto sceso di oltre l'1,5%, con la fiducia degli investitori più accaniti della Borsa di Wall Street.

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