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Ucraina, Zelensky presenta un piano di ricostruzione per 750 miliardi di dollari

Nella "due giorni" tenutasi a Lugano, Zelensky ha presentato un piano di ricostruzione per 750 miliardi di dollari e 850 progetti da attuare in dieci anni. Di questi 300/500 da sequestri agli oligarchi ed altri 300 miliardi dai "paesi amici" in cui rientrano inevitabilmente i paesi dell'Unione europea

05 Luglio 2022

Zelensky paragona la guerra in Ucraina all'Olocausto, Israele: "Oltraggioso"

fonte: Instagram @Zelensky

L'Ucraina ha presentato il secondo piano di ricostruzione per 750 miliardi di dollari, la prima valutazione approssimativa dei danni ricevuti dai bombardamenti dovuti alla guerra fu fatta nel marzo scorso e comprendeva una stima approssimativa di 550 miliardi di dollari. Il piano per la ricostruzione è stato presentato in una due giorni che si concluderà oggi a Lugano, in Svizzera. Il piano prevede 850 progetti di ricostruzione a cadenza decennale che si concluderanno dunque nel 2032.

Ucraina: l'UE fece già prestiti a Kiev per 1,2 miliardi di euro

Già il primo marzo 2022 il Parlamento Europeo di Bruxelles però un prestito a Kiev per 1,2 miliardi di euro pari a 1,4 miliardi di dollari con il cambio dell'epoca. Il prestito però non era dovuto alla guerra, ma ai danni economici che Kiev aveva riscontrato a seguito della pandemia, motivo per cui si era rivolta all'occidente per ottenere finanziamenti. Adesso però, con la guerra in corso i danni ricevuti da Kiev sono nettamente maggiori e continuano a crescere. Ma Zelensky ha già annunciato che la ricostruzione deve partire subito.

Il piano presentato da Zelensky prevede una ricostruzione articolata in dieci anni che partirà dal 2023 al 2032. Il premier ucraino però insiste per cominciare già nel 2022 nonostante i bombardamenti siano ancora in corso. Il piano si divide in due parti: uno che va dal 2023 al 2025, quindi un periodo di soli 3 anni e mezzo, in cui verranno attuati circa 580 degli 850 progetti di ricostruzione per 350 miliardi di dollari.

Invece la seconda parte della ricostruzione sarà molto più consistente e comprenderà i 400 miliardi di dollari restanti e finanziati dall'occidente e comprenderà gli ultimi 500 progetti di ricostruzione che restano.

Sebbene il business plan elaborato da Kiev prevede una partenza nel 2023, Zelensky ha dichiarato in collegamento con la presentazione avvenuta a Lugano di voler cominciare subito, come se la presentazione fosse stata già vinta.

Ucraina: Zelensky prevede una crescita del 7% in 10 anni

Il piano per la ricostruzione dell'Ucraina tuttavia non si riferisce soltanto agli edifici distrutti, ma anche al finanziamento dell'Industria e del sostegno alle imprese che garantirà, secondo le previsioni, una crescita dell'economia Ucraina del 7% per ogni anno per 10 anni per un totale del 70% entro il 2032.

Un respiro intenso per un paese che ha subito lo scotto della guerra, senza ombra di dubbio, Ma naturalmente a spese dell'Occidente. Già la Gran Bretagna ha finanziato con 1,8 miliardi di sterline Kiev ma, prevalentemente per gli armamenti a sostegno della prosecuzione nel conflitto e, l'annuncio è stato dato da Johnson anche durante l'incontro con i Ministri delle finanze al G7.

All'interno del piano si prevede il ripristino e l'ammodernamento degli alloggi distrutti oltre alle infrastrutture che richiedono sicuramente dai 150 ai 250 miliardi di dollari, oltre all'ampliamento e l'integrazione della logistica che dovrà favorire collegamenti tra Ucraina e Unione Europea e costerà intorno ai 150 miliardi di dollari.

Poiché le stime fornite da Kiev non sono così incisive e soprattutto non determinate, fa pensare che questi 750 miliardi di dollari sia una stima provvisoria e destinata a crescere.

Zelensky prevede anche ulteriori interventi per l'indipendenza energetica e per la svolta Green che costerà 150 miliardi di dollari. Il progetto prevede che il finanziamento dovrà arrivare dai beni confiscati alla Federazione Russa e agli oligarchi che copre tra i 300 e i 500 miliardi di dollari. La restante parte sarà coperta invece dai Paesi partner di Kiev come quelli che rientrano all'interno dell'Unione Europea oltre a organizzazioni finanziarie internazionali e investimenti del settore privato.

La conferenza tenutasi a Lugano è stata concepita come un incontro per riflettere sulle modalità di organizzazione di ricostruzione di un paese in guerra dove, alcune città come Mariupol hanno registrato una distruzione degli edifici anche del 90%.

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