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Prezzi di grano, olio di palma, fertilizzanti alle stelle: ecco perché

Schroders: "Sicurezza alimentare sarà priorità dei governi". WisdomTree osserva: il rally dei prezzi del gas naturale ha avuto un impatto sui prezzi dei fertilizzanti

09 Agosto 2022

Prezzi di grano, olio di palma, fertilizzanti alle stelle : ecco perché

fonte: pixabay

Nella fase che ha preceduto gli accordi sul Mar Nero, firmati il 22 luglio, i prezzi delle materie prime agricole hanno subito un'immensa pressione. Con l'intesa, ci sono le possibilità per alleviare la situazione di ristrettezza dell'offerta, in particolare per i mercati nordafricani, mediorientali e asiatici, consentendo la ripresa delle esportazioni di grano dall'Ucraina, secondo Nitesh Shah, Head of Commodities & Macroeconomic Research, Europe di WisdomTree. Tuttavia, sebbene l'accordo rappresenti un passo nella giusta direzione, "non è ancora sufficiente per una piena ripresa dei flussi di esportazione ucraini. Il piano attuale prevede 4,5-5 milioni di tonnellate di esportazioni al mese, da soli tre porti: Odesa, Chornomorsk e Pivdennyi che insieme rappresentano circa la metà della capacità portuale dell'Ucraina. Tuttavia, il porto chiave per i cereali di Mykolaiv non è incluso nell’intesa, essendo un obiettivo nel conflitto in corso", precisa Shah.

Nitesh Shah, Head of Commodities & Macroeconomic Research, Europe di WisdomTree: "Piano attuale prevede 4,5-5 milioni di tonnellate di esportazioni al mese, da tre porti: Odesa, Chornomorsk e Pivdennyi"

Tra giugno e luglio i prezzi del grano sono scesi del 22,3% rispetto al mese precedente. Secondo l'International Grains Council (IGC), si prevede che le scorte globali di grano nel 2022/2023 si contrarranno ai minimi da quattro stagioni, guidate dai cali in India e nei principali paesi esportatori, con scorte tra gli esportatori (Stati Uniti ed Europa) potenzialmente le più basse degli ultimi nove anni. Il rapporto scorte di grano e utilizzo negli Usa è pari a 35,33, è il più basso degli ultimi sei anni, sottolinea Shah, "e il calo dei prezzi si scontra con i fondamentali di settore e ci aspettiamo che il rischio di offerta continui a sostenere i prezzi".

Per quanto riguarda il mais, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha aumentato le stime per le scorte globali da 310,5 a 312,9 milioni di tonnellate, grazie agli Stati Uniti e a una revisione al rialzo delle scorte iniziali. L'USDA stima un rapporto scorte/utilizzo globale del 26,5% nel 2022/2023, in linea con la media decennale. "Essendo una coltura ad alta intensità di fertilizzanti, riteniamo che il prezzo del mais sconti l'impatto della forte riduzione dell'uso di questi ultimi nell'emisfero settentrionale durante la primavera. Il forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti, infatti, è stato insostenibile per gli agricoltori ed è probabile che questo faccia diminuire i rendimenti globali nel corso del prossimo anno", prevede Shah, osservando anche che il rally dei prezzi del gas naturale ha avuto un impatto sui prezzi dei fertilizzanti, quindi, con il continuo aumento dei prezzi del gas, "ci aspettiamo che la tendenza al rialzo dei prezzi continui, il che potrebbe comportare una riduzione dell'utilizzo da parte degli agricoltori, mettendo a rischio le rese agricole globali e causando un'ulteriore pressione sull'offerta".

Cotone: crollo del prezzo del 30,6%, produzione globale scesa di 1,2 milioni di balle

Quanto al cotone, il prezzo è crollato del 30,6% rispetto al mese precedente, estendendo la crisi per il secondo mese consecutivo. Le prospettive dei consumi globali sono calate a causa delle forze macroeconomiche negative che frenano la domanda di beni da parte dei consumatori causata dall'inflazione. L'USDA ha ridotto le importazioni per il settimo mese consecutivo e i consumi sono diminuiti per il quarto mese consecutivo, soprattutto per i principali consumatori di cotone, tra cui Cina, Pakistan, Vietnam e Bangladesh. Le prospettive per il più grande paese importatore del mondo, la Cina, sono diminuite notevolmente dall'inizio dell'anno solare. Allo stesso tempo, la produzione globale è scesa di 1,2 milioni di balle, con un netto calo del raccolto statunitense e una leggera flessione per il Brasile. Si prevede un'impennata degli abbandoni di colture in Texas che rappresenta più della metà delle piantagioni statunitensi.

Tensioni tra domanda e offerta potrebbero peggiorare dal 2023 

Felix Odey, Portfolio Manager, Global Resource Equities di Schroders, vede i prezzi del grano restare su livelli elevati anche nel prossimo futuro. Anche la domanda è destinata a rimanere elevata, mentre l'offerta rimarrà limitata quest'anno e il prossimo. La tensione tra domanda e offerta potrebbe addirittura peggiorare nel 2023 e oltre. Questo perché i modelli climatici imprevedibili stanno aumentando l'incertezza dell'offerta, insieme alla possibilità di continue interruzioni della produzione in Ucraina, spiega Odey.

Nel frattempo, le colture saranno probabilmente prodotte con meno fertilizzanti, in seguito ai significativi aumenti dei prezzi e all'interruzione dell'offerta nei mercati dei fertilizzanti a causa della guerra. Il motivo dell'aumento dei prezzi è chiaro se si considera l'importanza dell'Ucraina e della Russia come esportatori di prodotti alimentari e di altre materie prime. L'olio di girasole e i cereali (mais, grano e orzo) sono stati i più colpiti dal punto di vista agricolo. Sul fronte dei fertilizzanti, invece, il potassio (40% delle esportazioni globali, se si include la Bielorussia) ha subito le maggiori interruzioni.

L'interruzione delle esportazioni di materie prime dall'Ucraina e dalla Russia avrà ripercussioni sui prezzi anche di altre materie prime: "i prezzi dell'olio di palma, ad esempio, sembrano destinati a salire, dato che viene sempre più utilizzato come sostituto dell'olio di girasole. L'aumento dei prezzi di un'ampia gamma di materie prime riduce anche l'incentivo per gli agricoltori di altre zone a spostarsi verso la coltivazione del grano, il che risolverebbe alcuni dei vincoli dell’offerta – visto che possono comunque ottenere prezzi buoni per altre colture", prevede Odey.

Fertilizzanti, prezzi in aumento dal 14% nel 2020 al 23% nel 2022

Un altro limite alla capacità di altre regioni di colmare le carenze è la disruption dei fattori di produzione come i fertilizzanti. Il costo dei fertilizzanti per gli agricoltori statunitensi è aumentato dal 14% del 2020 a circa il 23% del 2022: ciò sta già portando a cambiamenti nella semina. Ad esempio, secondo l'ultimo sondaggio dell'USDA, gli agricoltori statunitensi prevedono di piantare livelli record di soia, che richiede relativamente meno fertilizzanti, e meno grano e mais primaverili. Recentemente si sono manifestati segnali di una drastica riduzione della domanda di fertilizzanti. Gli agricoltori hanno rinunciato all'acquisto, quando possibile, sperando in un calo dei prezzi nel corso dell'anno. Si è rivelata una profezia che si autoavvera, con i prezzi statunitensi inferiori del 35% rispetto al picco di marzo. Per il grano, l'applicazione di fertilizzanti inizia abbastanza presto nella stagione, con un picco tra fine giugno e metà agosto. Nelle prossime settimane si vedrà, quindi, l'effetto sulla domanda, chiarisce l'esperto di Schroders.

Oltre alla limitazione delle esportazioni, un altro effetto delle tensioni sui mercati delle materie prime agricole potrebbe essere il cambiamento dei flussi e dell'utilizzo. Circa il 20% del grano mondiale viene utilizzato per l'alimentazione animale, quindi, si potrebbe assistere all'introduzione di prodotti sostitutivi per cercare di preservare il grano per il consumo umano. I biocarburanti sono un altro settore che potrebbe essere interessato, dato che utilizzano circa il 10% del grano mondiale. Le aziende produttrici di biocarburanti di prima generazione (cioè quelle che utilizzano alimenti commestibili anziché i rifiuti) potrebbero subire una certa pressione politica se i governi sospendono o eliminano i sussidi. Altri rischi sono rappresentati dalle limitazioni dell'approvvigionamento e dai danni alla reputazione.

Felix Odey, Portfolio Manager, Global Resource Equities di Schroders: "Probabile che la sicurezza alimentare diventi la priorità dei governi, si delinea un quadro di prezzi agricoli elevati nel prossimo futuro"

Anche il quadro a lungo termine dell'approvvigionamento alimentare sta cambiando. L'aumento della popolazione significa che la produzione mondiale di cibo e acqua dovrebbe aumentare del 70% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2010. Il clima e i fattori ambientali in generale fanno sì che l’intensità delle risorse debba ridursi di circa due terzi nello stesso periodo. "Nel breve termine, è probabile che la sicurezza alimentare diventi la priorità dei governi. In prospettiva, il sistema deve essere reso più sostenibile, altrimenti sarà soggetto a cicli di feedback negativi sempre più dannosi, come fenomeni meteorologici estremi e degrado dell'ecosistema", sottolinea Odey. "Anche in uno scenario di 2 gradi di riscaldamento globale, si prevede che le rese di grano e mais diminuiranno, rispettivamente, del 14% e del 12%. Tutto ciò", conclude, "delinea un quadro di prezzi agricoli elevati nel prossimo futuro"

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