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BIP, Capè: “PNRR, consulenza fondamentale nella gestione dei finanziamenti e dei progetti, che devono essere in linea con i target"

Carlo Maria Capè, AD di BIP, ha parlato a Il Giornale d’Italia del ruolo della consulenza in uno scenario caratterizzato da nuovi investimenti e da risorse non sempre sufficienti e adeguate per affrontare le nuove sfide

03 Febbraio 2022

Bip, Capè: “La ricetta per la ripresa? Priorità agli investimenti socio-economico-ambientali e collaborazione tra pubblico e privato”

In uno scenario di nuovi investimenti e approcci all’economia, conseguenza di una pandemia ancora presente, le imprese e le società di oggi devono fare i conti con i nuovi mercati e le nuove risorse disponibili, non sempre sufficienti e adeguate alle sfide da affrontare. Il ruolo della consulenza aziendale appare allora fondamentale, come afferma a Il Giornale d’Italia Carlo Maria Capè, Amministratore Delegato di BIP, società italiana multinazionale di consulenza che opera per imprese e pubblica amministrazione.

Bip, Capè: “La ricetta per la ripresa? Priorità agli investimenti socio-economico-ambientali e collaborazione tra pubblico e privato”

BIP, Capè: “La ricetta per la ripresa? Priorità agli investimenti socio-economico-ambientali e collaborazione tra pubblico e privato”

La situazione epidemiologica continua a preoccupare. Cosa dobbiamo aspettarci dall’economia italiana nel 2022? Quale sarà l’impatto socio-economico determinato dal covid?

“Continuo a vedere un anno molto positivo, dove siamo ormai praticamente usciti dall’epidemia e quindi con un rilancio dell’economia che già si è visto nel 2021, con una grossa crescita dei prodotti nazionali lordi in tutto il mondo, che continuerà ad andare avanti. Ci saranno molti investimenti da fare nella revisione delle catene del valore dei principali settori, nella digitalizzazione, nella sostenibilità e questo darà ulteriore rilancio all’economia. Vedo naturalmente alcuni rischi: il primo sono i costi delle materie prime, a partire dall’energia, che non erano assolutamente preventivabili. Personalmente avevo previsto molto di questo rilancio, ma non che ci fosse un aumento così inspiegabile di alcuni costi di materia prima. Alcuni di questi costi, come rame e plastica, probabilmente scenderanno però rimarrà il fatto che ci sono grossi vincoli proprio sulla supply chain nelle consegne e questo sta rallentando il rilancio. Mi aspetto che questa possa essere un onda, un po’ come quella del petrolio, che scenderà e quindi l’economia in qualche modo riprenderà molto bene e spero anche presto.”

Quali sono i cambiamenti più significativi che questa situazione ha provocato all’interno della sua azienda? Ci sono stati o ci saranno dei cambiamenti nel vostro Piano Strategico?

“Il settore della consulenza va molto bene, è stato così durante la pandemia, soprattutto nel 2021 e pensiamo anche nel 2022, è in forte crescita proprio per supportare l’evoluzione industriale sia sul fronte digitalizzazione che sul fronte sostenibilità e della revisione di molti dei settori, perché proprio grazie alla pandemia si è capita la debolezza di alcune catene di settore. È prevista una forte crescita che però nel nostro nuovo piano quadriennale abbiamo molto limitato per alcuni temi chiave: il primo è rappresentato dai talenti. Oggi c’è una guerra di talenti importante in tutti i settori, le persone che hanno le competenze richieste per questa trasformazione non sono abbastanza. Le università ovviamente stanno lavorando per aumentare la pipeline, ma noi abbiamo dovuto ridurre i nostri piani perché il vincolo, il collo di bottiglia, sono proprio le persone. Abbiamo anche dovuto considerare negli investimenti, non solo che la carenza di persone blocca lo sviluppo economico del Paese, ma aumenta anche i costi. Nell’inflazione non si vede ancora ma i costi delle persone qualificate stanno aumentando in maniera sensibile".

“Per quanto concerne la top line, cioè i ricavi, abbiamo una crescita organica, pianificata, molto in linea con il passato, negli ultimi 18 anni siamo sempre cresciuti a doppia cifra e abbiamo pianificato inoltre delle piccole acquisizioni che possono completare il nostro servizio in tutti i 12 Paesi del mondo dove oggi siamo presenti e anche qualche acquisizione trasformativa. Oggi il mondo delle M&A sta andando molto forte, ci sono tantissime acquisizioni, le banche d’affari sono sotto pressione perché non c’è mai stato un periodo così critico e così produttivo proprio dal punto di vista delle M&A.”

BIP è interlocutore privilegiato delle Pubbliche Amministrazioni in materia di innovazione e trasformazione digitale. Come vi state preparando all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e quali saranno i vostri campi d’intervento?

“Il PNRR sta andando avanti molto velocemente, il Governo ha raggiunto tutti i suoi 51 obiettivi e sta avendo i primi 24 miliardi i cassa per poter procedere con i progetti. Il nostro ruolo adesso e delle altre società di consulenza si sviluppa principalmente su quattro fronti: il primo è quello delle procedure e quindi far comprendere agli enti beneficiari quali sono appunto le procedure per poter arrivare ad avere questi finanziamenti. Non sono sempre facili anzi, è molto importante che la pubblica amministrazione comunichi bene quali sono le scadenze e le linee per accedere a questi fondi. Il secondo fronte è quello della strategia progettuale, è importante essere in grado di produrre dei progetti che siano adeguati e allineati ai target che ci siamo dati e siccome accedono a questi finanziamenti sia enti pubblici, che hanno magari più dimestichezza, ma anche tutte le imprese private e per loro c’è bisogno di supporto e di aiuto.”

“Terzo fronte è quello del network, molti di questi progetti non possono essere portati avanti da soli ma richiedono partnership pubblico-privato, anche partnership tra diversi enti o entità industriali. Questo è un po’ il nostro mestiere, trovare a livello nazionale o internazionale le giuste partnership. Il nostro altro ruolo è quello di supportare gli intermediari finanziari, che devono contribuire nei finanziamenti, nell’approccio al tema, ai potenziali enti beneficiari e anche nell’utilizzo corretto delle procedure per arrivare a questi finanziamenti. Di fatto tutta la nostra società è mobilitata, qualunque area di business è mobilitata perché riguarda non solo il settore dell’energia o del digitale, ma tutti i settori avranno accesso a questi fondi. Per questo abbiamo creato delle task force speciali per affrontare questo tema e per dare il massimo del servizio ai nostri clienti.”

In questo momento così delicato per l’economia italiana, quale sarebbe secondo lei la maniera migliore di iniettare i fondi del PNRR nel mercato italiano e garantire così una ripresa il più possibile rapida e duratura?

“La prima cosa in assoluto per garantire il successo è la priorità agli investimenti, basata sull’impatto socio-economico-ambientale, è molto importante l’analisi d’impatto che ormai è abbastanza strutturale negli investimenti previsti dalla Comunità Europea per fare in modo che partano e vengano anticipati tutti quei progetti che hanno dei ritorni più immediati sull’ambiente e sull’economia. Un’altra cosa molto importante è che il pubblico e il privato vadano a braccetto, questo garantisce una specie di effetto leva, un effetto accelerazione a questi investimenti e garantisce anche la durata post PNRR. Quest’ultima è molto importante perché non deve essere vista come un programma a tempo, ma deve essere uno slancio duraturo. Dobbiamo ricordarci che ci sono tanti altri fondi pubblici della Comunità Europea, delle Regioni, o dei Ministeri che possono agevolare la continuità di questi progetti, è molto importante che ci si attivi per tempo in modo da creare un circolo virtuoso e andare avanti a produrre questi progetti anche in futuro, anche nell’epoca post PNRR.”

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