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"Inversione a E" di Renato Mazzoncini (A2A): la sfida della mobilità sostenibile a Bookcity Milano 2021

Renato Mazzoncini, AD di A2A, ha parlato del suo libro insieme a Raffaele Cattaneo, Assessore all'Ambiente e Clima Regione Lombardia, Federica Gasbarro, Y4C Delegate (COP26), e Edoardo Croci, Direttore del centro di economia e politica dell'energia e dell'ambiente Università Bocconi

20 Novembre 2021

"Inversione a E" di Renato Mazzoncini (A2A): la sfida della mobilità sostenibile  a Bookcity Milano 2021

"Inversione a E" significa trasformazione radicale radicale e globale per l'ambiente. Il libro di Renato Mazzoncini, AD di A2A e docente al Politecnico di Milano, parla di una “rivoluzione” delle politiche dei singoli Paesi e delle abitudini del quotidiano di tutti noi, accompagnate da straordinarie innovazioni tecnologiche come la mobilità elettrica, la guida autonoma e la MaaS (Mobility as a Service). E al centro della riflessione c'è la mobilità, una delle sfide più difficili per la decarbonizzazione degli anni a venire per i governi e per i cittadini di tutto il mondo.

"Inversione a E. Comportamenti individuali e sviluppo tecnologico per la mobilità sostenibile", edito da Egea, è stato presentato in occasione di Bookcity Milano 2021, alla presenza di Raffaele Cattaneo, Assessore all'Ambiente e Clima Regione Lombardia, Federica Gasbarro, attivista ambientale e Y4C Delegate (COP26) e di Edoardo Croci, Direttore del centro di economia e politica dell'energia e dell'ambiente, Università Bocconi.

Arricchito da un saggio a cura di Filippo Santoni de Sio, professore associato di Etica della Tecnologia all’Università di Delft (Olanda) , dal titolo “Per un’etica dei trasporti”, il volume analizza gli attuali limiti del settore proponendo tecnologie e scenari che traguardano la possibilità di decarbonizzare trasporti senza impatti rilevanti sul tessuto socio-economico e si rivolge sia al decisore politico, cui spetta creare le condizioni infrastrutturali adeguate perché tale passaggio possa concretizzarsi, sia al cittadino che con le proprie scelte e i propri comportamenti quotidiani può contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi europei di sostenibilità in tema di spostamento sul territorio.

“La volontà di scrivere questo libro è nata dalla necessità di immaginare un futuro per i nostri figli che non esisterà senza una decisa spinta alla decarbonizzazione, un futuro cui anche il settore della mobilità può e deve contribuire. Ho unito la profonda conoscenza del settore della mobilità e la passione fortissima per i temi della sostenibilità, che mi hanno portato recentemente a guidare A2A, una delle aziende protagoniste della transizione ecologica: elettrificazione dei consumi, sviluppo delle rinnovabili e delle reti, economia circolare e tutela dell’ambiente sono temi collegati alla mobilità sostenibile e obiettivi di business per il nostro Gruppo, cui dedichiamo importanti investimenti” – ha dichiarato Renato Mazzoncini, Professore del Politecnico di Milano e Amministratore Delegato di A2A.

“L’accresciuto sforzo di molti Paesi per la lotta contro il cambiamento climatico è evidente - continua - L’Unione europea è impegnata nella transizione green e tramite il Quadro 2030 per l’energia e il clima ha definito le sue intenzioni di ridurre le emissioni di gas serra del 40% rispetto al 1990. La decade che ci aspetta sarà decisiva e dobbiamo concentrare le nostre forze su tre differenti livelli di azione: decisioni della politica, scelte individuali e orientamento del business”.

Renato Mazzoncini (A2A): "Decarbonizzazione, per realizzarla la mobilità sostenibile è fondamentale"

VIDEO-Renato Mazzoncini (A2A): "Decarbonizzazione, per realizzarla la mobilità sostenibile è fondamentale"

Renato Mazzoncini, AD di A2A e docente al Politecnico di Milano, a Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del suo libro "Inversione a E" sulla mobilità sostenibile:

"Per la decarbonizzazione del nostro pianeta occorre occuparci della mobilità, responsabile del 25% delle emissioni di CO2. L'elettrificazione concorrerà per il 40% alla realizzazione dell'obbiettivo. "Inversione a E" significa passare dai combustibili fossili all'elettrone.

Le principali soluzioni per la decarbonizzazione della mobilità sono fondamentalmente tre: l'elettrificazione dei veicoli leggeri, quindi auto elettriche e veicoli commerciali leggeri elettrici; lo sviluppo per quanto riguarda il trasporto pesante di idrogeno, biocarburanti e biocarburanti sintetici, quindi per aerei, navi e camion; la Mobility As a Service, ovvero la possibilità per i cittadini, attraverso piattaforme tecnologiche, di usare lo sharing, i mezzi pubblici e così via.

Quindi alla decarbonizzazione concorrono per un 40% l'elettrificazione, per un 30% l'utilizzo di carburanti alternativi e idrogeno e per un altro 30% la la Mobility As a Service.

La sostenibilità è centrale per A2A. Noi ci occupiamo di transizione energetica decarbonizzando la produzione di energia- siamo il secondo produttore del Paese di energia - di distribuzione, potenziando la rete elettrica per consentire ai cittadini di avere un piano di induzione, una pompa di calore o un auto elettrica, e della gestione di rifiuti, quindi dell'economia circolare, un altro tema fondamentale in ambito sostenibilità.

Dalla COP26 mi aspettavo di meglio ma temevo peggio. Avendo partecipato a COP25, avevo molte preoccupazioni e molte di essere si sono confermate. Non siamo riusciti a dare indicazioni chiarissime su alcuni temi fondamentali come il face out del carbone. Però, d'altra parte, non è stato messo in discussione l'obbiettivo di non superare 1,5 gradi di aumento della temperatura del pianeta. Speriamo che nelle prossime COP si riuscirà a fare di più per questo".

Raffaele Cattaneo (Assessore all'Ambiente e al Clima Regione Lombardia): "Elettrico non è l'unica soluzione per mobilità sostenibile"

VIDEO-Raffaele Cattaneo (Assessore all'Ambiente e al Clima Regione Lombardia): "Elettrico non è l'unica soluzione per mobilità sostenibile"

Raffaele Cattaneo, Assessore all'Ambiente e Clima Regione Lombardia, a Il Giornale d'Italia nell'ambito della presentazione del libro sulla mobilità sostenibile "Inversione a E" di Renato Mazzoncini:

"Mi ha colpito la grande mole di informazioni scientifiche che ci sono nel libro "Inversione a E" di Renato Mazzoncini. Documentano perché abbiamo bisogno di questa transizione ecologica ed energetica verso le fonti rinnovabili e lo sviluppo sostenibile.

Questo cambiamento dobbiamo farlo in tempi molto rapidi. Il primo step è nel 2030 e il secondo nel 2050, tra soli 30 anni. Un cambiamento che deve essere fatto in modo equlibrato e che deve tenere insieme tutti quei fattori che la sostenibilità stessa include: il sociale e l'economico. Se agiamo in maniera troppo drastica, succede come in Francia, dove dieci centesimi di aumento della benzina hanno scatenato il fenomeno dei gilet gialli. Chi ha responsabilità politiche deve trovare questo difficile equilibrio, in modo che la transizione sia sostenibile per tutti.

Dobbiamo puntare all'obbiettivo delle emissioni zero ma con un approccio di neutralità tecnologica, è sbagliato puntare tutto sull'elettrificazione. In Lombardia vent'anni fa avevano deciso di puntare sull'idrogeno. L'allora Presidente Formigoni aveva detto che entro il 2020 in Italia si sarebbero vendute solo auto a idrogeno. Ma alla fine quella tecnologia non ha avuto i risultati sperati e il mondo dell'automotive è andato verso l'elettrificazione. Per ottenere il vero obbiettivo, ovvero azzerare le emissioni inquinanti e clima alteranti, non possiamo puntare su una sola soluzione.

Lasciamo alle industrie la possibilità di scegliere qual è la modalità più efficiente. Ad esempio vietare i motori endotermici significa bloccare lo sviluppo, la ricerca sui carburanti sintetici, che sono una prospettiva di grande interesse. Penso che sia un compito di chi ricerca, innova e produce e non di chi fa politica.

Per quanto riguarda la COP26 si poteva fare di più ma non bisogna pensare che quello è stato fatto sia stato tutto inutile e privo di significato. L'unica alternativa al parlarsi e al confrontarsi è la violenza. La COP è un luogo che attraverso le parole aiuta tutti ad andare verso la direzione giusta. Certo, si poteva essere più ambiziosi ma dobbiamo anche guardare al positivo che c'è stato".

Edoardo Croci (Università Bocconi): "Serve sistema di prezzi che renda meno convenienti soluzioni dannose per l'ambiente"

VIDEO-Edoardo Croci (Università Bocconi): "Serve sistema di prezzi che renda meno convenienti soluzioni dannose per l'ambiente"

Edoardo Croci, Direttore del centro di economia e politica dell'energia e dell'ambiente dell'Università Bocconi, a Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del libro sulla mobilità sostenibile "Inversione a E" di Renato Mazzoncini:

"Inversione a E è un bel libro, tutti i giovani dovrebbero leggere. È scritto da un ingegnere quindi è solido dal punto di vista tecnico. Tratta tutti i temi legati alla mobilità sostenibile in modo semplice, agile e anche breve. I diversi mezzi di trasporto, la mobilità delle merci, dei passeggeri. Dalle auto, al treno, all’aereo, alle imbarcazioni. È un libro veramente completo, ha uno sguardo internazionale ed è rigoroso. Per avere un’informazione completa su questi temi, senza approfondire troppo, ma con una visione chiara è senza dubbio il libro giusto.

Sappiamo benissimo che i processi di transizione ecologica e di transizione energetica, che è la parte più importante, sono complessi. Richiedono di intervenire sui modelli di consumo e di produzione in tutti i settori. È difficile dare una sola soluzione. Io da economista ambientale ho evidenziato il ruolo dei prezzi e dei mercati, quindi che è necessario dare dei segnali di prezzo che siano coerenti con le esternalità negative che sono correlate con le emissioni carboniose.

Il fatto che si sia andati alla COP26 di Glasgow con la logica di prevedere per la prima volta un mercato globale del carbonio è un passo avanti importante. Oggi noi non paghiamo il danno che creiamo utilizzando prodotti che hanno un’alta intensità di carbonio. Questo non è giusto, non è equo. Un sistema dei prezzi che cambi le convenienze può modificare i comportamenti e anche in modo molto rapido. Come abbiamo visto a Milano con il Road Pricing.

In Bocconi è nato il Bocconi University's Sustainable Urban Regeneration Lab: un’iniziativa importante in cui l'ateneo si occupa di rigenerazione urbana. Significa pensare che le nostre città possano continuare a prosperare ma con un minor impatto ambientale, un minore consumo di suolo, minori consumi energetici, meno emissioni, attenzione alla qualità della vita, una mobilità più sostenibile. Di questo ci stiamo occupando con una serie di studi, workshop, corsi universitari anche a livello internazionale e legandoci ad una serie di player istituzionali e non che operano sullo scenario globale su queste tematiche".

"Inversione a E": infrastrutture innovative, sostenibilità dei mezzi, Mobility As Service

Alla luce dei principali macro trend globali (andamento demografico, urbanizzazione, cambiamento climatico) e del loro potenziale impatto sul pianeta in termini di sostenibilità, il libro illustra quali scelte energetiche e ambientali possano concretamente indirizzare l’umanità verso un futuro a emissioni zero, verso un cambio di paradigma, provando a smontare le teorie dei molti detrattori scettici sulla possibilità di viaggiare in neutralità di CO2.

A differenza delle risorse naturali, l’energia esistente in natura, a cominciare da quella prodotta dal sole, dal vento e dall’acqua, se rapportata alle possibilità di consumo dell’umanità, è sostanzialmente infinita, e abbiamo le tecnologie per catturarla. Le fonti di energia rinnovabili sono democratiche, utilizzabili in ampie regioni del pianeta grazie a tecnologie sempre più avanzate che consentiranno di disporre di fonti di energia proprie e autonome. Liberarsi dalle fonti fossili renderà il pianeta migliore: è evidente che si possono fare guerre per una risorsa finita, non per una infinita.

Ogni settore del tessuto economico globale ha un importante onere negli anni a venire, ma quello della mobilità è certamente uno dei più coinvolti ed impattati: esso oggi impiega nei suoi consumi più del 90% di petrolio, emette circa un quarto delle emissioni mondiali e non potrà che svilupparsi ancora visti i trend di crescita demografica e urbanizzazione. Con un focus sul settore dei trasporti, l’autore individua tre livelli di intervento per la decarbonizzazione del comparto: infrastrutture, mezzi e servizi.

Progetti recenti mostrano come sia possibile dirigersi verso la decarbonizzazione partendo dalla rivoluzione delle fondamenta della mobilità, vale a dire dalle infrastrutture. Hyperloop ad esempio - un tubo depressurizzato che riduce l’attrito e consente di far viaggiare persone e merci ad oltre 1000 km/h - è una prima opzione di come sia possibile spostare una buona fetta del trasporto aereo, difficilmente elettrificabile, verso una soluzione terrestre a levitazione magnetica. O ancora
l’elettrificazione delle strade, segmento di sviluppo di grande interesse, come testimoniato da innovative
società che stanno già installando le prime strade con ricarica dinamica a induzione magnetica dei veicoli.


La maggior parte delle vetture dovranno necessariamente abbandonare l’impiego di fonti fossili tradizionali e adottare il vettore elettrico. Oggi, lo sviluppo del motore elettrico trova ancora forti limitazioni dovute principalmente all’elevato costo delle batterie (tra il 25% e il 40% sul prezzo finale di una vettura elettrica) e alle limitazioni nella loro produzione su scala globale, ma l’autore analizza i probabili sviluppi del settore e la possibilità di rispettare gli obiettivi fissati al 2035 dalla comunità europea per la fine delle vetture a motore termico. Invece per il trasporto pesante, altamente emissivo e con ridotte opzioni di elettrificazione, l’idrogeno verde è una delle possibili soluzioni: fonte realmente a zero emissioni, potrà contribuire a decarbonizzare il comparto pesante tramite l’adozione di specifiche tecnologie (come ad esempio la Fuel Cell).

Il progresso tecnologico ha consentito l’accesso a contenuti e servizi resi disponibili da numerose piattaforme digitali, come ad esempio lo streaming video. Lo stesso processo sta interessando il mondo della mobilità, e già oggi esiste la possibilità di rispondere ai bisogni di mobilità con l’accesso a servizi collettivi e condivisi (es. Car sharing). Questi servizi saranno sempre più competitivi grazie a i grandi aggregatori di applicazioni che consentono di individuare soluzioni integrate e ottimali: questa transizione è racchiusa nel concetto di Mobility as a Service (MaaS).

I trend che oggi caratterizzano la mobilità prefigurano una vera e propria rivoluzione. Tuttavia non è possibile tralasciare l’impatto occupazionale che essa avrà sui lavoratori del comparto trasporti, che rischiano di subire fenomeni di spiazzamento. Tramite investimenti mirati, è possibile salvaguardare l’occupazione e garantire una transizione giusta per tutti. In tal senso sarà necessario sviluppare un mercato europeo che sia in grado di produrre, al suo interno, il novanta percento delle vetture
vendute nel Vecchio Continente, inclusa la necessaria produzione di batterie. Per disporre nel 2050 di un parco automobilistico mondiale totalmente decarbonizzato, ipotizzando una produzione annua invariata di 80 milioni di veicoli elettrici, serviranno circa 160 Gigafactory (fabbriche di batterie) come quella esistente nel Nevada, che si traducono in circa 30 in Europa e 3 in Italia.

Considerando che la Gigafactory del Nevada ha creato 10.000 nuovi posti di lavoro, l’autore stima che la produzione di batterie in Italia possa creare oltre 30.000 nuovi possibilità occupazionali. Con l’avvento della tecnologia a guida autonoma, inoltre, la manutenzione dell’infrastruttura stradale rivestirà sempre più importanza, poiché i veicoli a guida autonoma richiedono infrastrutture perfettamente segnalate e manutenute, il che apre alla necessità di rivedere nel complesso l’organizzazione e potenziare notevolmente gli investimenti nella manutenzione delle infrastrutture stradali. Le potenzialità occupazionali sono imponenti se si pensa che il totale delle strade italiane asfaltate si aggira intorno agli 800.000 km.

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