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Festival dello Sviluppo sostenibile, ASviS: “L’Italia si allontana dagli Obiettivi Onu”

Il Rapporto ASviS denuncia come, rispetto al 2019, nel 2020 la situazione dell’Italia sia peggiorata nell'ambito di ben nove dei 17 Obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite

28 Settembre 2021

Festival dello Sviluppo sostenibile, ASviS: “L’Italia si allontana dagli Obiettivi Onu”

L’Italia è in ritardo, molti degli Obiettivi (o Goal) fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite appaiono ancora più lontani da raggiungere di quanto non lo fossero lo scorso anno. Il quadro che emerge dal sesto Rapporto annuale dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (asvis.it), presentato oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma dai Presidenti dell’Alleanza Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini accende alcune luci di speranza ma non ignora le tante ombre che purtroppo appaiono preponderanti. “Le scelte che facciamo oggi” si legge nella premessa al Rapporto “possono garantire un futuro realmente sostenibile delle nostre società, ma il tempo a disposizione per invertire la rotta appare purtroppo sempre più ristretto”.

 “La voce delle decine di migliaia di giovani che ormai da tempo riempiono le piazze nel nostro Paese e nel mondo” ha sottolineato Marcella Mallen “non devono restare inascoltate”. E ha incalzato Stefanini: “L’importante discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi all’Assemblea delle Nazioni Unite, dimostra la consapevolezza nel Governo della gravità della situazione e delinea le azioni da compiere per uscirne. Contiamo che dalle parole si passi il più presto possibile ai fatti”.

 All’evento di apertura hanno partecipato il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, la Direttrice della UN SDG Action Campaign Marina Ponti, il Presidente di Enel Michele Crisostomo, la Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Nicoletta Giadrossi, il Presidente di UniCredit Piercarlo Padoan e la Presidente di Assonime Patrizia Grieco.

"Il cambiamento in atto e' profondo. Le banche sono impegnate a sostenere la transizione verso un nuovo modello di crescita, in primo luogo fornendo finanza".  Lo ha detto Pietro Carlo Padoan, presidente di UniCredit, intervenendo alla presentazione del rapporto Asvis 2021, aggiungendo che "il secondo punto su cui le banche possono dare un contributo importante e' la consulenza, per aiutare le imprese che a volte non hanno ben chiaro come stabilire la strategia". Inoltre, ha continuato, "le banche stesse devono cambiare il loro modo di crescere, devono cambiare l'attenzione all'impatto sull'ambiente, alla sostenibilita' sociale e alla governance. Uno degli obiettivi di governance della banca in cui opero e' stato quello di aumentare la presenza a tutti i livelli delle donne che sono una grande risorsa, a partire dal cda". Secondo l'ex ministro dell'Economia, "se l'Italia avesse un tasso di occupazione femminile analogo alla media europea la nostra crescita potenziale per il lungo periodo sarebbe piu' forte e piu' sostenibile. Cio' sta avvenendo attraverso il paradigma Esg".   "La transizione avra' bisogno di una enorme quantita' di capitali. Questi tanti soldi sono in parte pubblici, ma soprattutto dal settore privato. Quindi c'e' una grande missione: creare incentivi perche' il capitale privato, nazionale e internazionale, si rivolga a investimenti sostenibili. Le banche stanno interiorizzando un nuovo paradigma. L'economia sostenibile deve essere europea, ma l'Europa da sola non basta. Deve intanto cambiare se stessa e proporre sul piano globale strumenti di lotta al degrado ambientale, completare le riforme del mercato dei capitali e bancario, rivedere le sue regole fiscali. Ci sono tanti cambi: finanza, moneta, fisco che possono essere ripensati in Europa avendo un paradigma diverso. Non solo cambiamo i modelli di crescita nazionali dei vari paesi Ue, ma cambiamo politica europea. Questo e' il momento per farlo e non sprecarlo", ha concluso.

Nel Rapporto, frutto del lavoro di oltre 800 esperti che lo hanno elaborato, (vedi abstract allegato) si denuncia - usando indicatori elaborati dall’Alleanza derivanti, per la quasi totalità, dalla Statistica ufficiale – come, nel 2020, la situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sia complessivamente peggiorata rispetto al 2019.

Nel dettaglio, la situazione è migliorata rispetto a tre obiettivi (energia, cambiamento climatico, pace e giustizia), è rimasta stabile per altri tre (fame, acqua, innovazione) ma è peggiorata per ben nove di questi obiettivi (povertà, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, disuguaglianze, città, biodiversità terrestre, cooperazione). Per i restanti due (produzione e consumo responsabile e biodiversità marina) non è stato possibile misurare l’andamento.

Se poi guardiamo come, complessivamente, si è mossa l’Italia nel decennio trascorso, risulta che per cinque obiettivi ha guadagnato terreno (salute, parità di genere, energia, innovazione, cambiamento climatico), per cinque è rimasta stabile (fame, istruzione, disuguaglianze, città, pace e giustizia) e per cinque è peggiorata (povertà, acqua, occupazione, biodiversità terrestre, cooperazione). Per i rimanenti due obiettivi, anche in questo caso, è stato impossibile calcolare l’andamento. 

E per il futuro? Sulla base delle tendenze, si legge nel Rapporto, su 32 target quantitativi, in gran parte definiti dalla Ue, se sarà confermato l’andamento registrato, l’Italia potrebbe riuscire a centrare o ad avvicinarsi solo a 7, tra questi: le coltivazioni biologiche, consumi di energia e tasso di riciclaggio dei rifiuti. Negative o decisamente negative appaiono le tendenze su ben 15 target quantitativi, tra questi: povertà o esclusione sociale, parità di genere nell’occupazione, emissioni di gas serra, qualità dell’aria.

L’evento di presentazione del Rapporto ha dato il via alla più grande mobilitazione della società civile italiana, con oltre 600 eventi dal 28 settembre al 14 ottobre, in tutta Italia e in rete www.festivalsvilup.

Festival dello Sviluppo sostenibile ASviS, Pierluigi Stefanini: "Le nuove generazioni guardano con sensibilità gli obiettivi di sostenibilità"

VIDEO-Festival dello Sviluppo sostenibile ASviS, Pierluigi Stefanini (Unipol): "Le nuove generazioni guardano con sensibilità gli obiettivi di sostenibilità"

"Il nostro è un impegno che si articola su diversi fronti. Prima di tutto l'obiettivo è quello di far conoscere, promuovere e divulgare i contenuti dell'Agenda 2030, secondo obiettivo è contribuire a mobilitare la società civile, in modo che si senta impegnata, partecipe e contribuisca, produca dei cambiamenti anche nell'organizzazione e dei comportamenti dei cittadini. Terzo elemento quello di favorire un processo di apprendimento, di conoscenza e capacità critica che consenta soprattutto alle nuove generazione, ma soprattutto all'insieme dei cittadini di essere consapevoli dell'importanza che hanno questi obiettivi e che si impegnino loro stessi a raggiungerli". Queste le parole di Pierluigi Stefanini, Presidente AsviS, a Il Giornale d'Italia.

"Stiamo riscontrando un notevole interesse e una notevole attenzione nelle nuove generazioni. C'è molta propensione a guardare con sensibilità e attenzione al futuro. Questo ci sembra un elemento fondamentale. Così come cambiano i comportamenti. Sempre di più i giovani non hanno il mito dell'automobile come possesso privato ma tendono a condividere le modalità sharing, le forme di mobilità dolce e sostenibile, così come c'è impegno e mobilitazione forte affinché si riproduca una scelta di cambiamento legata alle crisi climatiche. Altrettanto importante è la sensibilità dei giovani, per avere un'educazione che li aiuti a crescere in quanto persone con strumenti e capacità critiche adeguate per vivere meglio nella società.

Direi che abbiamo l'intenzione e l'obiettivo di promuovere una giustizia intergenerazionale, che a partire dalla nostra costituzione sia assunta come obiettivo fondante. Promuovere la giustizia intergenerazionale significa avere un atteggiamento solidale, di trasmissione delle conoscenze e delle competenze dei più adulti, di disponibilità dei più giovani di comprendere l'invecchiamento attivo. Creare dunque un giusto equilibrio e una condivisione che consenta di vivere tutti insieme meglio", conclude.

Festival dello Sviluppo sostenibile ASviS, Crisostomo (Enel): "Bisogna traghettare le comunità verso la transizione green"

VIDEO-ASviS, Crisostomo (Enel): "Bisogna traghettare le comunità verso la transizione green"

“Enel condivide gli obbiettivi messi in luce da ASviS e ha intrapreso con vigore la strada verso la transizione energetica, che vuol dire riduzione di emissioni, decarbonizzazione, digitalizzazione delle reti ed elettrificazione dei consumi”. Così Michele Crisostomo, Presidente di Enel.
“Noi lavoriamo ogni giorno su obiettivi di sostenibilità che rientrano perfettamente nel nostro modello di business del 2030. Ma è fondamentale eliminare gli ostacoli che riscontriamo sul territorio: bisogna traghettare le comunità verso la transizione green. La partnership tra pubblico e privato è importantissima sotto questo punto di vista”
 

Festival dello Sviluppo sostenibile ASviS, Mallen (ASviS): "Chiamiamo in causa la società civile per un futuro migliore"

VIDEO - Festival dello Sviluppo sostenibile ASviS, Mallen (ASviS): "Chiamiamo in causa la società civile per un futuro migliore"

“Oggi è stato il giorno di apertura della quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Abbiamo quindi iniziato con due parole chiave: ripartenza e inclusività”. Queste le parole di Marcella Mallen, Presidente dell’ASviS a Il Giornale d’Italia.

“L’obbiettivo è chiamare in causa la società civile con l’obbiettivo di farla mobilitare per creare un futuro migliore. È tempo di azioni concrete, rapide e su larga scala, perché non c’è più tempo. È quindi decisiva una nuova coscienza collettiva. Quest’anno il festival vuole contribuire alla collaborazione di tutte le componenti della società civile.

Lo scenario è allarmante. Rispetto al 2019 l’Italia si sta allontanando da molti obbiettivi globali. Ci sono però anche die segnali di ottimismo e speranza, come la reazione dell’Europa che ha messo in campo il Next Generation Eu. Anche il PNRR può accelerare una transizione giusta, che possa tenere insieme ambiente, economia e giustizia sociale.

Andiamo quindi avanti in questi 17 giorni di festival a riflettere sui 17 obbiettivi e ad instaurare sempre di più un dialogo istituzionale e una mobilitazione civica. Abbiamo anche varie proposte, tra cui l’istituzione di un ente pubblico sul futuro. L’importante è abbandonare la logica del breve termine e pensare al futuro e alle nuove generazioni, mettendoci anche in ascolto dei giovani. Uno dei dati più preoccupanti è quello dell’occupazione femminile. Non è possibile recuperare competitività e crescere, anche da un punto di vista economico, senza la loro partecipazione”.

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