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I discorsi del coraggio: la città di Milano tra grandi eventi e speranze nell'autunno della ripartenza

I discorsi del coraggio, evento che ha visto il confronto tra istituzioni e imprese, ha avuto luogo questo pomeriggio al Palazzo delle Stelline di Milano

13 Settembre 2021

I discorsi del coraggio

I ministri intervenuti oggi all’evento “I discorsi del coraggio’, della rassegna Direzione Nord, giunta all’undicesima edizione, promossa da Centro Studi Grande Milano e dall’Associazione Amici delle Stelline e organizzata da Inrete Srl.

Milano sta ripartendo, c’è nuova energia, ma perché questa ripartenza sia duratura e stabile, per la città, come per tutto il paese, serve un cambio di passo e il coraggio di investire, di modificare il rapporto pubblico-privato e la didattica universitaria, di dare nuovo valore al lavoro delle donne e avere un modello di difesa. Questo il messaggio lanciato dai ministri presenti alla manifestazione.

La ministra dell’Università e Ricerca, Cristina Messa, è partita rilevando la necessità di “un cambio di passo. Abbiamo bisogno di riportare in Italia competenze, giovani e lavoro, di farci conoscere nel panorama internazionale. Milano in questo può essere un esempio, grazie anche alla sua rete di università, in cui gli atenei sono in una sana competizione tra di loro ma anche in collaborazione”. Ci sono margini di miglioramento, rileva Messa, in particolare sul rapporto pubblico-privato, dove auspica che Milano faccia da pilota. “Vinceremo la sfida fondi dei fondi del Recovery fund e del Pnrr se riusciremo a superare questa separazione, ancora troppo evidente, tra pubblico e privato. Entrambi devono crescere e dare stabilità al sistema”. Dal punto di vista della formazione, ha aggiunto Messa, oltre a mantenere l’internazionalità che contraddistingue Milano, “bisogna lavorare per i giovani, anche fragili, che si sono formati in questo periodo, aprire le università il più possibile, e ideare nuovi programmi formativi. Bisogna scardinare un sistema di formazione delineato con troppi paletti, e Milano con le sue università può dare un grande esempio per inventare una nuova didattica e nuovi corsi di laurea nuovi”.

 

La ministra per la Famiglia e Pari Opportunità, Elena Bonetti, ha puntato il suo intervento invece sul coraggio per cambiare “il paese e il suo modello, grazie anche agli oltre 200 miliardi che si stanno investendo, altrimenti ci rimarrà un paese vecchio”. Tra le sfide da affrontare c’è quella di una “riforma strutturale sociale, organizzativa e di promozione per una piena parità di genere. Bisogna spostare l’asse del dibattito in questo settore. Le donne finora sono state considerate una piccola minoranza del Paese, mentre ne sono una parte essenziale. Il valore del loro lavoro è una leva infinita, e il protagonismo donne richiede scelte e nuovi approcci formativi”.

 

Infine il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, prendendo spunto dal grande coraggio mostrato dai militari italiani nel ponte aereo condotto in Afghanistan in agosto, che ha permesso di dare “un futuro di speranza a oltre 5000 cittadini afghani”, ha sottolineato il dovere cogliere la grande opportunità offerta dal Pnrr. “Al di là delle conseguenze immediate – ha detto - l’Italia dovrà scegliere di superare i nodi strutturali che ne hanno limitato la crescita, e preservare il suo grande patrimonio umano e competenze tecniche”. Per Guerini bisognerà investire nell’ammodernamento delle capacità operative e dei sistemi in uso, anche per far fronte alle “minacce geopolitiche che saremo chiamati ad affrontare. Lo faremo – ha concluso - come esportatori di sicurezza globale. La Nato dovrà avere un processo di revisione, per mettere a sistema le criticità emerse in Afghanistan, che non può tornare a essere paradiso sicuro per terroristi. L’Afghanistan ci aiuterà a plasmare nuova architettura di sicurezza, con una Nato più moderna e un’Unione Europea più forte. L’Italia dovrà essere all’altezza di questa sfida con coraggio”.

Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, intervenuta oggi ha indicato Milano come apripista per la strada delle riforme necessarie “intraprendenza, generosità e voglia di non arrendersi l’abbiamo vista nel salone del mobile di Boeri, ma la pandemia ancora non è superata. Pandemia e ripresa economica sono temi collegati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una straordinaria opportunità che l’Europa ha data all’Italia, Milano su questa partita può indicare la strada, che non è solo quella di spendere le risorse nei tempi indicati, ma quella del riformismo. È il momento di mettere a fuoco delle criticità e risolverle. Bisogna rivedere, ad esempio, l’abuso d’ufficio per i sindaci e restituire forza e strumenti a loro che hanno un ruolo straordinario. La riforma del titolo V non ha funzionato, avere soppresso le province non è stata una scelta felice perché ha svuotato una parte di congiunzione importante con un ruolo e un significato precisi. Certo non c’è il tempo per pensare ad una riforma costituzionale, ma una riforma del Testo Unico degli Enti Locali è doverosa. Il Pnrr deve essere un’occasione per costruire abiti su misura per i territori disagiati, per il colmare il divario nord- sud, per dare attenzione alle piccole isole. Abbiamo davvero la possibilità di colmare dei gap del nostro Paese e restituire ai giovani delle possibilità”. 

 

 

A2A, Renato Mazzoncini: "Necessari grandi investimenti sulla rete elettrica"

VIDEO-A2A, Renato Mazzoncini: "Necessari grandi investimenti sulla rete elettrica"

Queste le parole di Renato Mazzoncini, Ammininistratore Delegato di A2A, a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Oggi parleremo della necessità di decarbonizzare Milano e dei grandi investimenti che dobbiamo fare sulla rete elettrica, se ne parla troppo poco, parliamo della necessità di produrre energia da fonti rinnovabili, cosa su cui A2A sta lavorando, parliamo della mobilità elettrica e dell’elettrificazione dei consumi finali ma in mezzo, tra la produzione e l’utilizzo c’è la rete e la rete di Milano richiede un enorme investimento perché storicamente, come tutte le altre città italiane, una buona parte dell’energia è stata prodotta con il gas metano di cui la città dispone ampiamente. Quindi, se vogliamo avere auto elettriche al posto di auto a benzina o a metano e vogliamo avere piani a induzione e pompe di calore abbiamo bisogno di elettrificare.

Questo vuol dire un investimento di 1 miliardo e 600 milioni di euro nei prossimi anni, sono dei lavori enormi. Parliamo della necessità di costruire 7/8 cabine primarie, ognuna di queste grande come una stazione di metropolitana e la sostituzione di 1600 km di cavi. Stiamo parlando di un’opera enorme, sotterranea, di cui si parla troppo poco e che richiederà un lavoro molto importante e la disponibilità dei cittadini a tollerare i lavori nei cantieri che saranno ovviamente necessari.

Aiuti governativi? Direi di no, stiamo parlando di un mercato regolato e quindi dal punto di vista economico A2A ha la finanza per fare questi investimenti e il regolatore ha normato la remunerazione di queste reti. Occorre più un tema di autorizzazioni locali e una buona pianificazione con il comune per quanto riguarda la cantierizzazione, che ovviamente deve tenere in considerazione anche le altre esigenze della città, ma sono lavori assolutamente imprescindibili, è molto importante l’ottima relazione che abbiamo con il comune su questi temi e forse anche una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini che passa anche attraverso la comunicazione e anche il vostro ruolo di media è molto importante perché la famosa scritta sui cantieri ‘Stiamo lavorando per voi’ è assolutamente  così, senza questi lavori è inutile parlare di decarbonizzazione e di elettrificazione.

Il problema di smaltimento dei rifiuti non c’è a Milano, siamo benchmark sia dal punto di vista della raccolta differenziata dove con il 64% siamo la miglior città metropolitana italiana di gran lunga e anche tra le migliori in Europa, neanche per quanto riguarda lo smaltimento con i nostri impianti a partire dall’impianto di Silla che ha sostanzialmente azzerato il conferimento in discarica. Milano è assolutamente già oggi allineata al target 2065 fissato con la comunità europea. Il resto dell’Italia, in particolare le zone del centro sud soffrono ancora e quindi siamo pronti a mettere a disposizione la nostra professionalità e il nostro know how e le nostre risorse economiche per fare in modo che tutto il Paese possa raggiungere questi target.

Chi realizza un impianto di smaltimento di rifiuti o un termovalorizzatore o un impianto di gestione dell’umido urbano per la trasformazione di biometano fa un investimento molto importante, un termovalorizzatore costa quasi mezzo milione di euro. E’ importante garantire la remunerazione. A volte la preoccupazione è legata al fatto che qualora l’incasso della TARI possa essere intermittente, il rischio che i comuni non abbiano i soldi per pagare regolarmente chi fa la raccolta dei rifiuti e che quindi questi soggetti facciano fatica a pagare poi lo smaltimento. Siccome lo smaltimento va fatto, sarebbe interruzione di pubblico servizio non rilevare i rifiuti da chi li raccoglie per una questione economica, abbiamo sollevato il problema che un fondo nazionale di garanzia potrebbe fortemente garantire investimenti e quindi accelerare la chiusura di questo gap che in Italia è necessaria”, conclude.

FNM, Andrea Gibelli: "Il progetto FILI tra i più importanti progetti di rigenerazione urbana in Europa"

VIDEO-FNM, Andrea Gibelli: "Il progetto FILI tra i più importanti progetti di rigenerazione urbana in Europa"

Queste le parole di Andrea Gibelli, Presidente FNM e ASSTRA Il Giornale d'Italia, in occasione de I discorsi del coraggio: "Abbiamo deciso di uscire dal perimetro del nostro core business, che è quello di acquistare mezzi sulla mobilità, sostanzialmente treni e autobus, per permettere una nuova dimensione lombarda relativa alla rigenerazione urbana con la presentazione del progetto FILI, che si candida ad essere uno dei progetti di rigenerazione urbana più importanti d'Europa con la definizione di quattro grandi stazioni ferroviarie: Cadorna, Bovisa, Saronno e Busto Arsizio, più 800.000 alberi dal centro di Milano all'aeroporto di Malpensa e la pista super ciclabile, infrastruttura che unisce tutti i paesi con una nuova modalità di mobilità.

Per ripartire servono grandi progetti di riposizionamento della Regione, in modo tale che ci siano nuovi modelli di attrattività e sostenibilità e sicuramente la mobilità dolce è uno dei grandi temi che richiamano le grandi linee di investimento europeo. A livello  governativo l'attuazione del PNRR è la scommessa del secolo, riteniamo che sia uno strumento ben fatto, competitivo perché costruito in maniera diversa rispetto al passato, questo paese si era abituato troppo ad avere i soldi e poi decidere cosa fare. L'Europa invece ha imposto una nuova prospettiva: vengono pensati dei progetti e poi vengono finanziati e di questa progettualità la Lombardia e il nostro gruppo ne abbiamo fatto un must", conclude.

 

Atm, Arrigo Giana: "Si riparte ripensando il modello di business, ci rimbocchiamo le maniche"


VIDEO-Atm, Arrigo Giana: "Si riparte ripensando il modello di business, ci rimbocchiamo le maniche"

Le parola di Arrigo Giana, Presidente di Agens e Direttore Generale di Atm, a Il Giornale d'Italia, in occasione de I discorsi del coraggio: "Quando parliamo di coraggio in questi giorni, vengono sicuramente in mente i mesi scorsi, quando le donne e gli uomini di Atm hanno continuato ad erogare il servizio del trasporto in un momento di grande incertezza e anche di grande paura personale. Il coraggio di aver sempre mantenuto vivo un servizio essenziale come il trasporto pubblico e di continuare a farlo e di farlo anche in un futuro che in questo momento non si presenta particolarmente vivo, perché la pandemia ha colpito in maniera dura le aziende del trasporto come la nostra.

Si riparte ripensando sé stessi, ripensando il modello di business e ripensando a ciò che si deve fare perché le scelte sono piangersi addosso, ma non è milanese come attitudine, oppure rimboccarsi le maniche e ricominciare. Noi abbiamo scelto di rimboccarci le maniche, di ricominciare, di diversificare il business e trovare nuove fonti di ricavo. Questo per poter continuare a garantire questo livello di servizio di trasporto pubblico a Milano.

Per quanto riguarda il ritorno a scuola afferma il Direttore Generale di Atm: "Non abbiamo riscontrato particolari problemi, non sono stati registrati a Milano e per quanto ci risulta neanche nelle principali città italiane. Siamo in una situazione di allerta e controllo massimo ma i potenziamenti messi in campo questa mattina hanno consentito un rientro a scuola in piena sicurezza", conclude.

Pirelli, Antonio Calabrò: "La relazione di Milano con il mondo è un'identità di città che sa inglobare e accogliere"

VIDEO-Pirelli, Antonio Calabrò: "La relazione di Milano con il mondo è un'identità di città che sa inglobare e accogliere"

Le parole di Antonio Calabrò, Responsabile Affari Istituzionali Pirelli,Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Il coraggio di investire, cioè di continuare a puntare risorse, materiali e immateriali, soldi, intelligenza, passione, sulle caratteristiche di fondo di Milano. Milano città inclusiva, accogliente, capace di sperimentare, ambiziosa. Milano, città che nel corso della sua storia ha avuto attitudine ad attrarre intelligenze e progetti. Città di fabbriche, città di banche, città di cultura, università e commercio. Non una monocultura economica, ma più culture che diventano una grande risorsa collettiva. Milano città centrale, Europea, lungo l'asse dall'Europa al Mediterraneo, dall'ovest dell'antico triangolo industriale che si sta rilanciando verso est di quelle che una volta erano le vie che portavano in oriente e che oggi si rinnovano. Questa relazione di Milano con il mondo è un'identità di città che sa inglobare e accogliere sono i punti di forza su cui investire.

Io credo che ci siano due dimensioni che si incrociano, quella della sostenibilità ambientale e sociale e la dimensione dell'innovazione tecnologica. Sono i due punti su cui Milano, città italiana ed europea, ha delle ottime risorse. Sempre nella storia di Milano c'è una capacità di tenere insieme le risorse pubbliche, l'intelligenza di industria e finanza e una lunga e prolungata attitudine al buon governo. Abbiamo ricordato Carlo Tognoli come esempio di guida consapevole e lungimirante della città anche in momenti difficili. Io credo che questa cultura del buon governo e il dialogo di reciproche autonomie con l'impresa sia uno dei punti distintivi sui cui continuare ad investire.

Le imprese non devono ripartire, sono già ripartite. Le imprese devono continuare a lavorare sul loro essere imprese dentro i grandi flussi rinnovati dei commerci e delle produzioni internazionali", conclude.

COIMA, Manfredi Catella: "Milano parla al mondo e sale sul podio della trasformazione urbana in Europa"

VIDEO-COIMA, Manfredi Catella: "Milano parla al mondo e sale sul podio della trasformazione urbana in Europa"

Manfredi Catella, CEO e Fondatore COIMA, ha affermato a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi sul coraggio:"Il mio discorso è quello di chi ricorda Milano agli inizi degli anni 2000, quando abbiamo iniziato quest'impresa straordinaria e strepitosa di Porta Nuova, dove Milano era una città affaticata da una crisi morale ed economica profonda, era l'inizio di ripensarsi. Dopo 25 anni Milano è un esempio di eccellenza mondiale dal punto di vista di rigenerazione urbana e sviluppo delle città, oggi Milano parla al mondo, è salita su un podio importante proprio mentre l'Europa esprime una visione unitaria, mi riferisco ai piani di nuova generazione che poi si declinano con il PNRR. Milano può sicuramente mettere a disposizione delle altre città d'Italia quella che è stata la scintilla che ha innescato la grande trasformazione della città.

Noi siamo impegnati profondamente, ormai sono 3/4 miliardi di investimenti che abbiamo portato in Italia negli ultimi 3/4 anni e ci stiamo avviando a investire in altre città italiane. Il nostro è un lavoro industriale, di trasformazione delle città e rigenerazione urbana.

Dal punto di vista governativo credo sia arrivato il momento di declinare in maniera pratica il fatto che il territorio in Italia è una delle risorse più importanti che abbiamo. Comprendere che il territorio è generatore di un'economia molto più ampia del settore specifico, mi riferisco a quello immobiliare, è forse la consapevolezza fondamentale per poi attuare progetti e programmi che in qualche modo accelerino come è successo a Milano il programma di trasformazione che adesso deve essere a livello di paese", conclude.

ACI, Geronimo La Russa: "Rendere Milano sempre più moderna ed ecologica"

VIDEO-ACI, Geronimo La Russa: "Rendere Milano sempre più moderna ed ecologica"

"Il nostro discorso è stato semplice, si parla di ripartenza e di avere il coraggio di ripartire. Noi cerchiamo di far ripartire Milano organizzando manifestazioni come quella dello scorso week-end, il Gran Premio d'Italia a Monza, è stato un bellissimo week-end ed è stato un momento anche per festeggiare lo sport italiano che quest'estate ci ha regalato tantissime emozioni. A Monza c'erano gli olimpionici che hanno vinto la medaglia d'oro e c'erano rappresentanti della squadra nazionale di calcio che ci ha fatto primeggiare nell'europeo". Così a Il Giornale d'Italia Geronimo La Russa, Presidente ACI Milano, durante I discorsi del coraggio. 

"Oltre ad organizzare grandi manifestazioni stiamo già pensando alla seconda edizione del MIMO, il motor show a Milano. Dobbiamo dare uno sguardo alla mobilità di Milano che ultimamente ha visto qualche defaiance. Bisogna avere anche il coraggio di ammettere di aver sbagliato. Noi come ACI stiamo cercando di dare dei buoni consigli per avere una città con un giusto obiettivo, quello di renderla sempre più moderna, efficiente nei collegamenti ed ecologica, però anche una città in cui tutti siano liberi di scegliere il mezzo più idoneo per muoversi.

A Milano devono arrivare investimenti, servono investimenti perché i soldi spesi su questo territori poi ritornano moltiplicati. L'Autodromo di Monza ha assolutamente bisogno di un'ampliamento, di alcune migliorie. Per fare questo servono dei finanziamenti che poi ricadranno come indotto sui territorio", conclude.


 

Fondazione Fiera, Enrico Pazzali: "Il Super Salone è stato una scintilla, adesso fare sempre meglio

VIDEO-Fondazione Fiera, Enrico Pazzali: "Il Super Salone è stato una scintilla, adesso fare sempre meglio"

Enrico Pazzali, Presidente Fondazione Fiera, a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Parlare di coraggio è una contraddizione un po' in termini perché il coraggio è fare e non parlare, decidere e non discutere. La Fiera è una storia di coraggio e decisioni importanti, per cui racconterò a pillole le storie della fiera e cercherò di raccontare alcune sfide importanti per il futuro. La pandemia ci lascia un nuovo protagonista che è la tecnologia, quindi la nuova sfida è la tecnologia. La seconda è quella di essere ciò che siamo sempre stati e ripartire con le fiere, con il Super Salone abbiamo dato una scintilla ma fino alla fine dell'anno abbiamo circa 30 fiere.

Il Super Salone è stato una scintilla per il settore e per la città. Prima di tutto abbiamo visto le prime code, un po' di traffico, gli hotel pieni. E' stato un successo, ma ovviamente è una scintilla, tocca adesso a tutte le altre filiere cercare di fare meglio. Il Governo ha dato alle fiere un grande impulso, dando ristori anche importanti. Adesso tocca a noi fare la nostra", conclude.

Amare Milano i Discorsi del Coraggio, Albertini: "Alle elezioni per il candidato di centrodestra situazione sproporzionata"

VIDEO-Amare Milano i Discorsi del Coraggio, Albertini: "Alle elezioni per il candidato di centrodestra situazione sproporzionata"

Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, afferma a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Preciso che non mi sono mai sentito un aspirante sindaco, ma piuttosto una persona che veniva indicata da altri come possibile sfidante del sindaco uscente. La campagna elettorale è condizionata dalle situazioni che tutti viviamo, e cioè il periodo estivo, il covid, che impedisce di vivere i momenti collettivi, anche oggi io sto parlando con una mascherina, siamo distanziati e le sedie sono molto rarefatte. E in più, nel caso del candidato del centrodestra, c'è il fatto che dall'altra parte c'è una persona che è stata direttore generale del Comune di Milano per quattro anni, un tempo sufficientemente lungo per farsi conoscere come amministratore, mister EXPO e poi 5 anni di amministrazione della città. Quindi lo scenario è dichiaratamente sproporzionato in termini di notorietà. Tutto questo insieme fa sì che ci sia una campagna elettorale che vede una presenza più forte, non dico vincente, ma sicuramente più marcata, e un'altra che lo è meno. Detto questo vedremo cosa succederà il giorno delle urne".

Sul lavoro di Beppe Sala in questi anni: "Il sindaco uscente con alcune eccezioni molto rare ha sempre qualche punto di vantaggio su chiunque sia lo sfidante. Faccio l'esempio di Formentini, che non arrivò al secondo turno, ma che nel '97 prese il 20% e la Lega il 16%. Quindi è un dato di fatto che chi viene riconosciuto ai funerali a tagliare i nastri, o insomma, c'è sempre, sia più noto e quindi comprensibilmente e conseguentemente più popolare. Per quanto riguarda l'azione amministrativa di Sala, ha fatto quello che la sua maggioranza gli ha consentito di fare, in parte anche condizionato da certe posizioni non molto coerenti con quello che la città di Milano si aspetta, come un grandioso sviluppo di tutte le iniziative economiche. Un'apertura liberale al mondo delle imprese, anche e soprattutto in una fase in cui tutti siamo vulnerati da quello che è successo negli ultimi due anni. Credo che negli ultimi tempi si sia un po' persa questa caratteristica di terzietà rispetto alla sua squadra, che forse lo avrebbe accreditato meglio. Comunque diciamo che parte favorito". 

Su Abernardo: "Credo che il punto di forza di Abernardo sia la sua storia personale. È un medico che si è speso non solo nella sua professione, ma anche nelle attività sociali nel volontariato e che ha quindi espresso una sensibilità per, come ricorda il giuramento di Ippocrate, lenire il dolore e lenire i malati. Anche la nostra città è malata. Non perché lo sia più di altre, ma perché tutti viviamo una fase ancora critica per la pandemia. Per la nostra salute fisica, economica e sociale". 

Torre di via Antonini, i permessi sono stati dati quando lei era sindaco: "Io sono molto contento e mi vanto di aver introdotto la verticalità nello skyline di Milano, perché è la forma più moderna di architettura, è quella che consente di avere più verde in superficie a parità di volumetrie e quindi di coniugare l'interesse economico, con cui si fa quello che si deve fare: i 30, ora 40, miliardi di euro in investimenti che hanno cambiato Milano, sono tutti investimenti privati. Il pubblico ha messo pochissimo, i collegamenti della metropolitana piuttosto che qualche altro intervento collettivo. Per il marketing urbano serve una volumetria adeguata. In più i grattacieli fatti bene sono anche molto ecologici di case sparse sul territorio, perché consentono di utilizzare il vento, hanno superfici per catturare l'energia solare, la pompa di calore per la diversità di pressione tra alto e basso per riscaldarli, e poi non c'è una forma più ecologica di mezzo di trasporto che è l'ascensore. Spero che questo incidente non cambi la linea di riaffermare la qualità urbana con la verticalità".

Tutti contro tutti nella coalizione del centrodestra? "In effetti, mi spiace doverlo ammettere, ma Salvini è stato l'unico che veramente ha pensato di scegliere i candidati e di muoversi nella direzione di vincere. Ci ha provato senza riuscire. Ma una volta che il vecchio leone sdentato e spelacchiato ha detto di "no" diciamo che si è perso un po' l'obiettivo. Tutti o quasi tutti hanno pensato più di attribuire un'eventuale sconfitta, piuttosto che ad affermare una potenziale vittoria negando il permesso di candidarsi ad alcuni che avrebbero avuto parecchie chance e poi attribuendosi delle prerogative di leadership che è qualla di dire 'meglio il primo qui, che il secondo a Roma', e hanno fatto di Milano un palcoscenico per drammaturgie romane". 

"Io sono spettatore nella campagna elettorale per decisione dei partiti di centrodestra, in particolare di Maurizio Lupi che ha convinto tutti gli altri a ritenere offensiva la frase che mi era stata attribuita che lo riguardava. Al secondo turno, quando non ci saranno più i partiti, per rispetto di loro che non mi hanno voluto, magari farò qualcosa, se me lo chiede Bernardo per aiutarlo". 

Vicesindaco ipotesi tramontata? "Questa ipotesi è tramontata da quel dì. Mi hanno fatto un bel regalo: era il giorno del mio compleanno e mi hanno risparmiato una fatica enorme che avrei fatto solo per gratitudine e correttezza nei riguardi di chi mi aveva candidato e di chi aveva insistito perché lo facessi. Quindi come seconda alternativa non impegni per 5 anni fare il vicesindaco, ma solo per il periodo in cui si può fare con la lettera di dimissione 'via il sindaco via tutti' e questo sarebbe stata un'ipotesi alla quale mi sarei piegato. Certo quando ho saputo che ero liberato da questo impegno ho liberato la champagne. Non solo per il mio compleanno, ma anche per la fatica risparmiata". 

 Maria Stella Gelmini a Il Giornale d'Italia: "Ascoltare le regioni che chiedono più autonomia" VIDEO-Maria Stella Gelmini a Il Giornale d'Italia: "Ascoltare le regioni che chiedono più autonomia"

"Sicuramente il dossier legato all'autonomia differenziata è ripartito, c'è stato uno stop legato alla pandemia ma successivamente abbiamo ripreso in mano questo dossier, abbiamo istituito una commissione presieduta dal professor Caravita e abbiamo convenuto che il punto di partenza sia una legge quadro che eviti il divario nord sud e conflittualità che non hanno ragion d'essere. Poi evidentemente è importante un confronto con le regioni che hanno chiesto un di più di autonomia", così Maria Stella Gelmini, ministra per gli affari regionali e le autonomie, a Il Giornale d'Italia, durante I discorsi del coraggio.

"La nostra intenzione è favorire un confronto rapido su come impostare l'autonomia differenziata nel rispetto dei principi costituzionali, nel rispetto del principio di unità dello stato, però crediamo si debba dare una risposta alle regioni. Punto a mettere in campo la legge quadro entro l'anno.

La scuola ha riaperto in presenza, dobbiamo ringraziare gli insegnanti, i dirigenti, il personale tecnico amministrativo che hanno reso possibile questa sfida e mi pare che le cose stiano andando nella giusta direzione. La scuola in presenza era un obiettivo prioritario e mi pare che ci siamo riusciti.

Berlusconi è sempre il nostro leader ed è assolutamente vicino al movimento politico anche in questa fase di elezioni amministrative e insieme stiamo ragionando di riforma fiscale, di come migliorare l'occupabilità dei giovani, come impiegare le risorse del PNRR, siamo assolutamente concentrati sugli impegni di governo e del parlamento", conclude.

Scuola, ministro Messa: "In università laboratori, lezioni in piccoli gruppi e esami in presenza. Diverso per le lezioni in aule grandi"

 VIDEO-Scuola, ministro Messa: "In università laboratori, lezioni in piccoli gruppi e esami in presenza. Diverso per le lezioni in aule grandi"

Le parole di Maria Cristina Messa, Ministro dell'università e della ricerca, a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Dobbiamo distinguere il popolo no-vax che sappiamo molto variegato da chi all'interno non è che sia contrario al vaccino, ma è contrario al green pass piuttosto a degli obblighi. E dobbiamo parlare con loro facendo capire che qui è importante riuscire a garantire la sicurezza dei colleghi e di tutti. La sicurezza la si può garantire solamente adottando tutti la stessa misura, che è una misura sanitaria. Non ha niente a che vedere con la democrazia, né con la libertà". 

Sugli studenti vaccinati: "Dipende dalle regioni, ma una media diciamo che in quasi tutte è sopra l'80%. Alcune regioni di più, in altre di meno. Il personale scolastico era arrivato al 90%, io includo qui anche tutto il personale tecnico-amministrativo e anche quello che a vario titolo frequenta l'università". 

"Non credo che nelle scuole si vaccini meno, perché comunque i numeri sono diversi. Quando parli di una percentuale piccola nella scuola parli di migliaia di persone. Quando parli di università, dove siamo in tutto 90000, è un pochino diverso". 

Il ministro Bianchi dice che nelle scuole ci saranno prevalentemente giorni in presenza se non in casi eccezionali, è una cosa che anche in università si può garantire anche se la didattica è differente? "Proprio per il principio di prudenza e per rispettare il metro di distanza all'interno delle aule quasi tutti gli atenei, che sono autonomi al contrario della scuola, quindi si organizzano autonomamente, hanno deciso di mantenere per ora una didattica mista, soprattutto per le lezioni nelle grandi aule. Ben diversa è la situazione per le esercitazioni e le lezioni in gruppi piccoli, esami, per questi si può tornare veramente in presenza, ma per le grandi aule continuiamo a utilizzare la modalità mista". 

PierCarla Del Piano a Il Giornale d'Italia: "Milano sta davvero ripartendo dopo la pandemia"

VIDEO-PierCarla Del Piano a Il Giornale d'Italia: "Milano sta davvero ripartendo dopo la pandemia"

Le parole di PierCarla Del Piano presidente Fondazione Stelline, a Il Giornale d'Italia, durante I discorsi del coraggio:

"Oggi è un giorno importante. I discorsi del coraggio sono un format che abbiamo già lanciato all'inizio del 2020 e oggi lo ribadiamo con più forza. Milano sta davvero ripartendo dopo la pandemia, vediamo che la città è davvero effervescente e sta tornando alla vita a cui eravamo abituati.

Dobbiamo tener conto dei valori maturati e cresciuti durante la pandemia e dobbiamo tornare alla vita consapevoli di questa esperienza. Oggi per noi è una giornata importante perché abbiamo deciso di dedicare a Carlo Tognoli questo evento bellissimo, dedicheremo a lui anche il Giardino della Magnolia, perché è stato il primo presidente della nostra fondazione, ne è stato il fondatore insieme a Giuseppe Guzzetti, che allora guidava la regione Lombardia", conclude.


 

Marco Gay (Digital Magics) a Il Giornale d'Italia: "Cambiare, innovare e intraprendere"
 

VIDEO-Marco Gay a Il Giornale d'Italia: "Cambiare, innovare e intraprendere"

Le parole di Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform e Amministratore Delegato di Digital Magics, a Il Giornale d'Italia, in occasione de I discorsi del coraggio: "Cambiare, innovare e intraprendere. In questi tre verbi io racchiudo il senso del coraggio, che deve essere un coraggio sia per cambiare il nostro paese sia per cambiare il nostro approccio al futuro.

E' possibile lavorando insieme, lavorando insieme e avendo un senso di comunità e responsabilità. Rispettando chi vuole portare il cambiamento nelle cose che non vanno e sostenerlo. Innovare non solo tecnologicamente ma culturalmente questa società che ha bisogno di cambiare e ha tutti i talenti e le caratteristiche per farlo. Favorire fare impresa vuol dire creare un modo che può crescere e di questa crescita può creare un benessere diffuso. Le imprese oggi hanno bisogno che il PNRR abbia delle scadenze e cadenza precisa, hanno bisogno di certezze e riforme."

 
 
 


 


 

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