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Vaccino imposto ai minori dalla IX Sezione Civile del Tribunale di Milano: l'ignoranza non esime da responsabilità

Mentre in tutto il mondo studi scientifici anche governativi mettono in guardia sulle reazioni avverse ai vaccini, sulla loro scarsa efficacia e sull'inopportunità di vaccinare i minori, in Italia si ha fede nei rapporti dell'AIFA

31 Maggio 2022

Vaccino bambini

Fonte: LaPresse

SCRITTI PANDEMICI

Un recente studio governativo pubblicato a questo link, https://www.gov.uk/government/publications/jcvi-update-on-advice-for-covid-19-vaccination-of-children-aged-5-to-11/jcvi-statement-on-vaccination-of-children-aged-5-to-11-years-old sul sito del UK Department for Health and Social Care ha evidenziato per l’ennesima volta che la vaccinazione dei minori – almeno con questi vaccini e in questa fase della pandemia – non risponde al loro interesse.
Queste le conclusioni del commento apparso su BMC Journal of Pharmaceutical Policy and Practice: https://joppp.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40545-022-00424-0
“L'altro fattore chiave che sbilancia l'equazione rischio/beneficio del vaccino COVID per i bambini piccoli è la sicurezza del vaccino. La massa muscolare deltoidea nei bambini piccoli varia in modo significativo a seconda del gruppo di età e dell'etnia e non è facile standardizzare la dose e la tecnica di somministrazione in una popolazione così eterogenea. Per questo motivo, ai bambini molto piccoli con una massa deltoidea minima sono spesso controindicate le iniezioni intramuscolari, comprese quelle di alcuni vaccini nel braccio, e vengono invece proposte iniezioni nei muscoli glutei. La dimensione della massa muscolare spesso è meglio correlata al peso corporeo o all'IMC che all'età. I dosaggi dei vaccini pediatrici iniettabili, quindi, non possono essere basati semplicemente sull'età, poiché i bambini dai 5 agli 11 anni sono un gruppo molto eterogeneo e una taglia non va bene per tutti quando si parla di sicurezza dei vaccini. I nuovi vaccini COVID (mRNA o vettore virale) sono molto diversi dai vaccini convenzionali (ad esempio, il vaccino antinfluenzale). I vaccini COVID attualmente in uso (mRNA o vettori virali) si basano sulla consegna di geni e stimolano una risposta immunitaria contro le cellule trasfettate nel nostro corpo. I dati scientifici sullo sviluppo del vaccino e sulla sorveglianza post vaccinale (farmacovigilanza) suggeriscono che il vaccino iniettato è stato in grado di distribuirsi lontano dal sito di iniezione, potenzialmente trasfettando i geni COVID nei tessuti a distanza e attirando una risposta immunitaria. La miocardite post-vaccino nei bambini e negli adolescenti è stata una preoccupazione per gli adolescenti e i bambini [3, 4]. È stato suggerito che la distribuzione del vaccino ai tessuti corporei lontani dal sito di iniezione possa essere attribuita a una tecnica di iniezione inadeguata. L'iniezione involontaria del vaccino COVID-19 nella vascolarizzazione del muscolo deltoide può determinare la distribuzione del vaccino ai tessuti distanti e le conseguenti reazioni avverse [2, 5, 6]. L'elevata variabilità intersoggettiva della massa muscolare deltoidea nei bambini e l'eterogeneità delle tecniche di iniezione tra i vaccinatori aumentano potenzialmente il rischio di sicurezza”.
Per tutti questi motivi, gli autori dello studio auspicano che – almeno per i minori – venga interrotta la campagna vaccinale in attesa che vengano messi in commercio nuovi vaccini, possibilmente somministrabili per via nasale e non intramuscolare:
“I vaccini COVID per via nasale hanno già dimostrato di fornire anticorpi mucosali (IgA), cioè la protezione immunitaria nel tratto respiratorio superiore e probabilmente proteggeranno i bambini dal contrarre il virus in prima istanza e, quindi, preverranno anche la trasmissione nella comunità. Inoltre, la via di somministrazione nasale avrà un profilo molto più sicuro per quanto riguarda gli eventi avversi associati ai vaccini iniettabili, in quanto ridurrà al minimo i rischi di distribuzione del vaccino a tessuti distanti dopo la somministrazione. La somministrazione per via nasale è anche efficace dal punto di vista dei costi per le campagne di immunizzazione di massa nei bambini, e offre anche una migliore compliance dei bambini e dei genitori. Pertanto, non c'è fretta di vaccinare in massa i bambini piccoli, che non sono a rischio di malattie gravi, utilizzando i vaccini COVID iniettabili attualmente disponibili. Qualsiasi decisione affrettata sull'obbligatorietà del vaccino Covid nei bambini può minare la fiducia del pubblico nei confronti dei vaccini in generale e può avere implicazioni negative nei programmi di immunizzazione infantile, come abbiamo già iniziato a vedere un impatto negativo sui tassi di immunizzazione MMR nel Regno Unito”.
Nel frattempo, nonostante tutti gli studi scientifici abbiano confermato che l’efficacia dei vaccini in commercio sia limitata alla durata di 20 settimane e che nemmeno durante tali prime 20 settimane i vaccinati siano immuni dal contagiarsi e contagiare, i Giudici della IX° Sezione del Tribunale di Milano continuano a disporre la vaccinazione di minori contro la volontà di uno dei genitori (in caso di volontà genitoriali divergenti).
Si potrebbe limitarsi a commentare che sono persone che non hanno voglia di documentarsi, di aggiornarsi, di guardare in faccia la realtà (che è sotto gli occhi di tutti noi, chiara, inequivocabile). Mentre il rischio che un minore si ammali gravemente di COVID 19 è statisticamente pari a zero, il rischio di reazioni avverse è concreto.
Ho scritto si potrebbe… Invece si ha il dovere di avvertire questi togati che se anche uno soltanto di quei minori ai quali hanno imposto la vaccinazione avrà una reazione avversa a causa della loro mancanza di voglia di documentarsi, di aggiornarsi, di guardare in faccia la realtà, ci saranno avvocati pronti a sporgere querele.
La misura è colma, l’ignoranza deve finire, la salute dei minori deve essere l’interesse primario di una Società civile.

Di Alfredo Tocchi

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