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Patrick Zaki, oggi il processo: rischia fino a 5 anni

Dopo 19 mesi di carcere preventivo si è conclusa la prima udienza, che prevede anche una modifica dell'accusa contro il ricercatore egiziano

14 Settembre 2021

Patrick Zaki, oggi il processo: rischia fino a 5 anni

Si è conclusa oggi, martedì 14 settembre, la prima udienza del processo a Patrick Zaki, studente egiziano presso l'Università di Bologna che ora rischia fino a 5 anni di carcere. Il 30enne si trovava in detenzione preventiva dallo scorso 7 febbraio 2019, quando era rientrato in Egitto per una breve vacanza. Il caso da tempo aveva risollevato l'interesse degli attivisti per i diritti umani, dopo che la drammatica morte del giovane ricercatore Giulio Regeni aveva messo in discussione il dialogo tra Roma e Il Cairo.

"Detenuto troppo a lungo per i reati di cui mi accusate"

Patrick Zaki era giunto in Italia per frequentare un master internazionale, "Gemma", dell’Erasmus Mundus in Studi di genere e sulle donne. Arrestato a febbraio 2019, era stato inizialmente rinchiuso in carcere in detenzione preventiva con l'accusa di terrorismo. L'udienza sembra ora aver modificato l'accusa, per la quale ora la difesa chiede di essere informata e di ricevere il fascicolo completo.

Il rinvio a giudizio di Zaki è avvenuto in tempi rapidissimi, soprattutto se paragonati ai 19 mesi di detenzione che lo hanno isolato da amici e famiglia. In meno di 24 ore si è deciso invece di trasferire tutto dal carcere de Il Cairo a Mansura, cittadina a nord della capitale. A interrogarlo è stato un tribunale d'emergenza, che ha basato l'accusa su un articolo scritto nel 2019 in cui prendeva le difese della minoranza religiosa cristiano-copta, a cui appartiene la sua famiglia e che è tutt'ora "perseguitata, discriminata, sottoposta ad attacchi e violenze". E, come denuncia il giovane: "Sono detenuto troppo a lungo per i reati di cui mi accusate".

Zaki ha parlato brevemente in occasione dell'apparizione davanti ai giudici, anche se con le manette e imprigionato dentro a una gabbia. Secondo quanto riportato dal suo legale, il giovane ha soprattutto espresso disappunto per la durata della detenzione, che supera i limiti legali delle accuse.

Possibili sviluppi

Il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury ha raccontato quanto accaduto nelle ultime ore, e la possibile evoluzione del processo. "Temiamo il peggio, perché c'è un precedente, ed è una storia gemella a quella di Patrick: quella di Ahmed Samir Santawy, studente dell'Università europea centrale di Vienna che, arrestato tornando a Il Cairo nel febbraio di quest'anno, quindi dodici mesi dopo Patrick, è stato già condannato per reati simili, inventati e pretestuosi, a quattro anni. Condanna a sua volta inappellabile e che ora è nelle mani del presidente dell'Egitto al-Sisi".

La prossima udienza è prevista per martedì 28 settembre, e vedrà anche in questo caso la partecipazione dei famigliari e dei diplomatici italiani in aula.

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