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Egitto, famiglia Zaki: "Felici per il rilascio prigionieri politici. Speranza per Patrick"

Liberati in Egitto sei prigionieri di coscienza d'alto profilo. La sorella di Patrick Zaki: "Speriamo presto anche mio fratello"

19 Luglio 2021

Manifestazione per Patrick Zaki

Manifestazione per Patrick Zaki (fonte foto Lapresse)

L'intransigente Egitto fa notizia con il rilascio di prigionieri politici tra avvocati, politici e attiviste in detenzione preventiva nel quartiere di Abbasyia, nel governatorato di Sharqiyya. Si congratula la famiglia di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'Università di Bologna incarcerato in terribili condizioni da ormai 530 giorni. Si spera che la scarcerazione degli attivisti sia il segnale di un'apertura da parte delle autorità egiziane, e un passo in avanti promettente verso la risoluzione del caso Zaki. 

Egitto, liberate attiviste politiche. Speranza per Patrick Zaki

La fine di un incubo per i giornalisti e gli attivisti politici detenuti nelle carceri egiziane. Dopo il trasferimento nella sede centrale dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale (Nsa) sono stati liberati ufficialmente nei pressi del quartiere di Abbasyia. Sono servite dunque le pressioni delle organizzazioni internazionali per convincere le autorità del Cairo a liberare decine di prigionieri incarcerati in attesa di giudizio. Giudizio che, come nel caso di Patrick Zaki, viene regolarmente rinviato con accuse discutibili e che comporta l'incarcerazione oltremodo prolungata di attivisti e dissidenti politici. Nel caso di Zaki, per esempio, il ragazzo si trova in cella da oltre 530 giorni.

Liberate due attiviste, la giornalista e blogger Esraa Abdel Fattah e l'avvocato Mahinour al-Masry. Entrambe erano state in prima linea durante la primavera araba del 2011. Arrestate nel 2019, tornano a casa dopo ben due anni di prigionia e accuse pesanti a loro carico. Sono attiviste considerate "di alto profilo", per il loro ruolo nella rivoluzione del 2011. Secondo le autorità italiane, questo fa ben sperare per la scarcerazione di Patrick Zaki, che ristagna da ormai troppi mesi. Liberati anche i giornalisti Mostafa al-Asar e Moataz Wadnan, che avevano ricevuto un rinvio del giudizio di 40 mesi. L'approccio delle istituzioni egiziane è infatti sempre quello di procedere all'arresto preventivo, per poi rinviare il giudizio il più possibile e  limitare la libertà dei soggetti considerati pericolosi.

Egitto, la famiglia Zaki: "Felici per le scarcerazioni, speranza per Patrick"

Partecipa alla commozione per questo risvolto inaspettato dall'Egitto anche la famiglia di Patrick Zaki. La sorella del ragazzo egiziano ha commentato le scarcerazioni dichiarando: "Bellissime notizie, vorrei che ne facesse parte anche mio fratello". La famiglia intera poi, in una nota sulla pagina Facebook del movimento "Patrick libero", ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per commentare l'accaduto. "Ci congratuliamo con tutte le famiglie dei prigionieri rilasciati e speriamo che Patrick torni tra le nostre braccia il più presto possibile. Abbiamo seguito la notizia del rilascio di decine di prigionieri politici nei giorni scorsi con un misto di gioia e nostalgia. Ci congratuliamo con tutte le famiglie dei prigionieri rilasciati per il ritorno dei loro figli e delle loro figlie. Immaginiamo la loro felicità, e speriamo di averla presto anche noi. Vediamo passi positivi e promettenti in casi simili a quello di nostro figlio, e sentimenti di speranza e ottimismo ci invadono".

Ottimismo, sì, ma anche amarezza. Nonostante gli sforzi della Farnesina e le proposte di cittadinanza avanzate da diversi politici italiani, Patrick Zaki rimane in carcere e non ci sono risvolti in vista sul suo caso. La famiglia però rimane positiva. Già a lo scorso maggio la famiglia aveva espresso rammarico per non aver potuto festeggiare le festività islamiche in compagnia del figlio: "Speriamo di leggere la notizia della liberazione di Patrick, proprio come è successo con i suoi colleghi. Buoni festeggiamenti a queste persone, che speriamo che rimangano in mezzo ai loro cari, Eid è veramente Eid solo quando i familiari sono presenti e si riuniscono dopo la separazione", avevano detto a proposito i famigliari di Patrick.

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