11 Marzo 2026
In Israele, specialmente a Tel Aviv, si stanno tenendo delle proteste di civili contro la guerra in Iran, che manifestano per chiedere la fine delle ostilità al governo Netanyahu: "Stop all'imperialismo ebraico e degli Stati Uniti". Gli agenti dell'Idf hanno però represso ogni tipo di protesta.
Prime manifestazioni di protesta a Tel Aviv contro gli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo quanto riportato dai media locali, lo scorso venerdì decine di persone si sono radunate in piazza per chiedere la cessazione immediata della guerra e l’avvio di iniziative diplomatiche per fermare l’escalation militare nella regione.
I manifestanti hanno esposto cartelli e scandito slogan contro l’intervento armato, esprimendo timori per l’allargamento del conflitto e per le conseguenze sulla sicurezza regionale. Alcuni partecipanti hanno inoltre criticato il governo israeliano per il coinvolgimento diretto nelle operazioni militari contro Teheran.
La protesta, tuttavia, non è rimasta pacifica a lungo. Alla manifestazione sono arrivati anche attivisti filo-governativi, favorevoli alla linea dura contro l’Iran. Il confronto tra i due gruppi avrebbe rapidamente fatto salire la tensione, con momenti di forte scontro verbale che in breve tempo si sono trasformati in tafferugli.
Di fronte alla situazione, la polizia israeliana è intervenuta per disperdere i presenti. Secondo le autorità, la manifestazione avrebbe creato “una minaccia per l’ordine pubblico”, giustificando così l’azione delle forze dell’ordine per ristabilire il controllo nella zona della protesta.
Il clima interno resta teso anche sul piano dell’informazione. In base alle disposizioni delle autorità israeliane, è infatti vietato pubblicare e diffondere sui social media immagini dei bombardamenti iraniani sul territorio israeliano. La misura, spiegano le autorità, sarebbe stata adottata per ragioni di sicurezza nazionale e per evitare la diffusione di informazioni sensibili durante il conflitto.
Le proteste di Tel Aviv rappresentano uno dei primi segnali di dissenso pubblico in Israele dall’inizio della nuova escalation militare con l’Iran.
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