12 Febbraio 2026
Andrea Sironi, Presidente di Assicurazioni Generali, è intervenuto sul palco della Corporate Governance Conference organizzata da Assonime e OECD in collaborazione con Borsa Italiana.
Ritengo che il Governo e il Comitato abbiano svolto un ottimo lavoro nel rivedere, nel suo insieme, una normativa che, pur non essendo pietrificata, era certamente stratificata nel tempo. Per questo motivo va riconosciuto un plauso sui due punti principali affrontati: l’Assemblea e la nomina degli amministratori.
Per quanto riguarda l’Assemblea, concordo con quanto sottolineato dal Presidente Gros-Pietro: convocare un’Assemblea per una società quotata di grandi dimensioni è un processo complesso e oneroso, che richiede tempi significativi. Come ha osservato Gianmaria, la soglia del 5% è piuttosto limitata; immaginate di dover predisporre un piano B nel caso in cui si verifichino imprevisti. È chiaro che gestire tutto questo comporta costi e complessità, e su questo punto nutro qualche perplessità.
Molto più delicato resta il tema della nomina degli amministratori. Ritengo che la maggiore autonomia statutaria sia un elemento positivo, e lo si riscontra soprattutto nella revisione delle regole per le nomine. I limiti derivano comunque dalla legge sulle società quotate, come già evidenziato. Vorrei però soffermarmi su un aspetto cruciale, già toccato da Gianmaria: immaginate un Comitato Nomine che deve selezionare candidati da inserire nel Consiglio di Amministrazione, alcuni dei quali di nazionalità diversa dall’italiana. Convincerli a partecipare può richiedere tempo e delicatezza. Anche se si individuano candidati qualificati, non è detto che accettino o che siano eletti al primo turno; questo comporta la necessità di eventuali votazioni successive, con una gestione complessa e delicata.
Questo meccanismo può rappresentare un freno importante alla capacità di attrarre amministratori di alta qualità, considerando che il mercato dei candidati è limitato e molto richiesto. Tuttavia, apprezzo l’approccio costruttivo evidenziato dal Sottosegretario Freni, che ha sottolineato come questo sia un punto di partenza su cui lavorare insieme attraverso un dialogo costante e collaborativo.
Un altro tema rilevante riguarda la durata dei mandati e la possibilità di avere un Consiglio con amministratori che non scadono tutti insieme. Evitare che un numero elevato di membri cambi simultaneamente è fondamentale per garantire continuità e stabilità nelle decisioni, soprattutto in una società quotata come Assicurazioni Generali. La possibilità di adottare un voto individuale e una rotazione annuale dei membri rappresenta un meccanismo virtuoso che contribuisce a una gestione più equilibrata e responsabile.
In sintesi, pur evidenziando alcune criticità, ritengo che il lavoro svolto sia degno di lode e molto positivo. Accolgo quindi con favore l’invito del Sottosegretario a proseguire un dialogo costruttivo per migliorare ulteriormente le regole di governance.
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