13 Febbraio 2026
William "Bill" Huffman, CEO Nuveen
L’offerta pubblica di acquisto annunciata da Nuveen su Schroders, per un valore di 9,9 miliardi di sterline, rappresenta una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore del risparmio gestito europeo. L’operazione pone fine a oltre due secoli di indipendenza della storica casa britannica e segna un passaggio strategico in un’industria sempre più orientata alla scala e all’efficienza operativa.
L’OPA prevede un premio del 29% rispetto alle quotazioni precedenti all’annuncio, una valorizzazione significativa che riflette sia l’interesse industriale dell’acquirente, sia la volontà di chiudere rapidamente l’operazione. A questi livelli, l’integrazione tra le due realtà darebbe vita a una delle maggiori società globali di gestione attiva del risparmio, rafforzando la capacità competitiva nei confronti dei grandi player statunitensi e delle piattaforme passive a basso costo.
Il settore dell’asset management è attraversato da pressioni strutturali: compressione delle commissioni, crescita degli strumenti indicizzati, aumento dei costi regolamentari e tecnologici. In questo contesto, la dimensione diventa una leva fondamentale per difendere i margini. L’aggregazione consentirebbe sinergie di costo, maggiore efficienza operativa e una base patrimoniale più ampia su cui distribuire gli investimenti in tecnologia e compliance.
Negli ultimi esercizi, Schroders ha dovuto affrontare una crescita organica contenuta e una struttura dei costi ritenuta elevata rispetto ai concorrenti globali. I deflussi in alcune strategie attive e la volatilità dei mercati hanno inciso sulla redditività, rendendo più complesso mantenere una traiettoria di espansione autonoma. L’acquisizione da parte di un gruppo più grande punta a superare queste criticità attraverso economie di scala e integrazione delle piattaforme distributive.
L’operazione rafforza il posizionamento di Nuveen nel segmento della gestione attiva, ampliando l’offerta di strategie azionarie, obbligazionarie e multi-asset e consolidando la presenza in Europa. La nuova entità combinata si collocherebbe tra i principali operatori globali dell’attivo, in grado di competere su masse gestite, capacità di ricerca e presenza internazionale.
La fine dell’indipendenza di Schroders assume anche un valore simbolico per la City londinese. L’operazione conferma una tendenza ormai strutturale: gli operatori di medie e grandi dimensioni sono chiamati a scegliere tra crescita per linee esterne o progressiva perdita di rilevanza competitiva. In un mercato globale dominato da pochi grandi gruppi, il consolidamento appare sempre meno un’opzione e sempre più una necessità strategica.
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