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Porro (La Ripartenza): "L'evento coinvolge i veri attori della crescita in Italia, senza chiacchiere; il nostro Paese deve sempre ripartire"

Il giornalista e conduttore televisivo ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione della decime edizione de "La Ripartenza, liberi di pensare", evento su economia, cultura e politica

13 Febbraio 2026

Nicola Porro, giornalista e conduttore televisivo, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione della decime edizione de "La Ripartenza, liberi di pensare", evento su economia, cultura e politica. Porro ha raccontato il progetto de "La Ripartenza", un evento che spinge alla riflessione sul nostro Paese.

Ci può raccontare l'evento di oggi?

Oggi parliamo d'Italia insieme a tutti quelli che sono gli attori fondamentali per la crescita di un Paese, vera e senza chiacchiere, cioè quelli che fanno le strade, quelli che fanno i ponti, quelli che provano a costruirli, quelli che si occupano di infrastrutture digitali e quelli che fanno impresa in questo Paese. L'idea molto chiara che emerge durante questi incontri è che l'Italia è un Paese davvero tanto "fico". Il problema è che ci sono tanti livelli di potere e di burocrazia tale per cui non si riescono a fare le cose nella velocità con cui si vorrebbero fare. Il nostro futuro sono i giovani, dovremmo costruire una strada per loro, adesso invece stiamo spendendo soldi indebitandoci sugli stipendi dei giovani stessi. Sorrido perché questa mattina abbiamo affrontato l'argomento delle infrastrutture digitali, dello stablecoin. In America la usano ormai da cinque-sei anni. Il mondo va verso quella parte lì e noi dobbiamo accelerare il passo e prendercelo

E per quanto riguarda il caso Pucci?

Stiamo parlando di comicità. Sanremo funzionerà anche senza Pucci, senza nessuno. Sarà una grande kermesse indipendentemente da quelli che ci andranno, ovviamente Pucci con il fatto che sia dichiaratamente di destra alimenta le compagne e i compagni di destra che lo difendono e aizza quelli di sinistra che non hanno le sue stesse idee politiche. Nulla di così diverso dal solito

Quale messaggio vuole lasciare al pubblico alla fine della giornata di oggi?

Il messaggio che voglio lasciare è sulla "ripartenza", questo è un Paese che deve sempre ripartire. Dopo la guerra D'Annunzio, si è inventato il nome "Rinascente" per un grandissimo supermercato, ancora esistente, per rinascere dalle ceneri della guerra. "La Ripartenza" vuol dire che dobbiamo cercare sempre di pensare che si debba ripartire. Non siamo mai arrivati da nessuna parte

Questa Olimpiade è una ripartenza?

Tutti i grandi eventi lo sono. Se sono ben organizzati sono una scusa per fare in fretta quello che non si riuscirebbe a fare in dieci anni. Ovviamente è da considerare anche lo spreco di denaro. Potremmo porci la domanda: "È uno spreco inevitabile che serve per ottenere cose che altrimenti non avremmo mai ottenuto?" Beh, questo ancora non si può dire. Ma sicuramente un evento di visibilità mondiale attiva i meccanismi del Paese, la gente si attiva. Se avessimo fatto le Olimpiadi in Italia ogni quattro anni, saremmo riusciti a realizzare moltissimi progetti. I villaggi olimpici sono stati fatti a Roma per le Olimpiadi, le strade sono state fatte a Roma per le Olimpiadi. Vedremo cosa ci lasceranno queste di Milano-Cortina.

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