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Unipol, Genovese: "Transizione in elettrico ha limiti, la rivoluzione è sostituire l'auto in utilizzo e adottare forme di auto autonoma"

Stefano Genovese, responsabile relazioni istituzionali di Unipol: "Il futuro sembra essere in parte in elettrico, ma il Politecnico di Milano ci ha mostrato che la penetrazione dell’elettrico è limitata. Non determinerà un cambio radicale nelle abitudini dl trasporto degli italiani e l’abbandono dell’auto privata riguarderà una certa fascia di persone tendenzialmente più abbienti". L'intervista a Il Giornale d'Italia

28 Giugno 2022

Stefano Genovese, responsabile delle relazioni istituzionali di Unipol, in occasione dell'evento organizzato da Unipol The Urban Mobility Council, ha spiegato a Il Giornale d'Italia:

"Sembra di assistere ad una rivoluzione, più che ad una transizione imminente. Spesso molti fenomeni vengono dall’estero e poi recepiti anche in Italia. Il futuro sembra essere in parte in elettrico, ma il Politecnico di Milano ci ha mostrato che la penetrazione dell’elettrico è limitata. Non determinerà un cambio radicale nelle abitudini dl trasporto degli italiani e l’abbandono dell’auto privata riguarderà una certa fascia di persone tendenzialmente più abbienti.

La vera rivoluzione convincerà almeno 20 italiani rispetto a uno a sostituire l’auto in utilizzo e adottare delle forme di auto autonoma; si seguiranno le esigenze di mobilità delle persone senza essere di proprietà esclusiva. La rivoluzione culturale è fatta da tutta l’attenzione alla sostenibilità e al cambiamento climatico che ormai pervade vasti strati della società.

Un grande fattore di cambiamento esiste, perché esiste una motivazione che la gente reputa sufficiente. I cambiamenti di abitudine saranno più facili quando ci saranno delle alternative. È facile accettare un modello evolutivo teorico, ma ognuno ha le sue esigenze di mobilità. Queste attitudini cambieranno quando le offerte saranno sostenibili da un punto di vista ambientale ed economico".

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