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Eni, Ferrazza: "Fusione a campo magnetico produce energia dieci volte più grande e non emette gas serra"

Francesca Ferrazza, Responsabile Magnetic Fusion Initiatives di Eni, a Il Giornale D'Italia "Abbiamo investito in un percorso che mette a frutto la scienza nota con delle tecnologie alternative basate su dei magneti a super conduttori che riescono a produrre dei campi magnetici molto elevati"

21 Giugno 2022

Francesca Ferrazza, Responsabile Magnetic Fusion Initiatives di Eni a Il Giornale D'Italia:

"La fusione è il processo che avviene nelle stelle e nel sole, è un processo per cui gli isotropi di idrogeno riescono ad avvicinarsi e a fondersi, per produrre un'enorme quantità di energia. Un processo intrinsecamente sicuro, crea una grande quantità di energia, non emette gas serra ed è perfetto per il processo di decarbonizzazione. D'altra parte, portarlo sulla terra, implica una tecnologia molto sofisticata che ancora si studia. Dal punto di vista scientifico si conoscono i termini e le equazioni, è noto da tanto tempo; ma dal punto di vista tecnologico il suo vero sfruttamento in campo energetico ancora non si è raggiunto. 

Noi, come Eni, abbiamo investito in un percorso che riteniamo importante per l'industrializzazione. Mette a frutto la scienza nota, quindi quello che già si sa della fusione, ma con delle tecnologie alternative, in particolare basate su dei magneti a super conduttori che riescono a produrre dei campi magnetici molto elevati. Perché è importante questo? La reazione di fusione avviene a delle temperature grandissime, circa 100 milioni di gradi, naturalmente nessun materiale può essere contenuta a quella temperatura.  Siccome le particelle che compongono il gas, sono cariche, il campo magnetico riesce a tenerle confinate, come una pentola o una bottiglia. 

La sfida è quella di creare questa bottiglia  che possa contenere questa reazione, sostenendola, utilizzando l'energia che ne esce fuori. Parliamo di un'energia dieci volte più grande di quella prodotta dalle fonti fossili che conosciamo. Per cui la densità è molto importante, se si potesse sfruttare per usi industriali e commerciali sarebbe un Game Changer, questo è possibile attraverso il breakthrough tecnologico: le innovazioni tecnologiche che permettono la realizzazione di centrali funzionanti. Queste centrali ad alto campo magnetico sono compatte. Abbiamo investito in una spin off dell'imt che si chiama CFS, che a settembre ha dimostrato come questi conduttori funzionano. I campi magnetici sono elevati, abbiamo validato il processo, adesso è in costruzione la centrale sperimentale che nel 2025 dimostrerà che si può produrre più energia dal processo di quanto serve, per tenerre caldo il plasma e freddi i magneti. Nel 2030 sarà pronta la prima centrale vera e propria, connessa a rete. Tante competenze che stiamo mettendo noi di Eni in partnership con network sia internazionali con l'Imt e CFS, ma anche qui in Italia, in cui abbiamo delle eccellenze nel campo della fusione sia dal punto di vista accademico sia industriale. Siamo entrati come Eni nella joint venture con Enea che si chiama DDT, a Frascati, dov'è in corso di realizzazione un'altra macchina sperimentale, che servirà a gestire i carichi termici, perché appunto il processo avviene ad altissime temperature.

Noi abbiamo investito in questa accelerata, in quello che in qualche modo è già in corso dal punto di vista scientifico con esperimenti bellissimi, però riteniamo che si possa accelerare quest'arrivo all'industrializzazione".

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