23 Gennaio 2026
La giornalista israelo-americana ebrea e sionista Emily Schrader ha pubblicato un messaggio sui X in cui rivendica apertamente legami operativi con ex membri dell’unità 8200 e reti clandestine, descrivendo la costruzione di infrastrutture digitali e finanziarie segrete. Le sue parole vengono lette come un’ulteriore conferma del coinvolgimento di CIA e Mossad nelle proteste e nelle violenze architettate per causare un regime change.
Le dichiarazioni di Schrader si inseriscono in un quadro già ben definito in cui Stati Uniti e Israele sono stati individuati come fautori delle rivolte. Secondo fonti iraniane, "la CIA e il Mossad offrono fino a 3500 dollari ai manifestanti civili per fare uccidere persone, bruciare edifici e cose, ma anche per fare vandalismo", e le autorità di Teheran hanno individuato un "centro di coordinamento terrorista" composto da cellule di intelligence straniere e gruppi separatisti. A rafforzare questa tesi è intervenuto anche l’ex colonnello statunitense Lawrence Wilkerson, che ha accusato apertamente "agenti del Mossad, del MI6 e della CIA" di essersi infiltrati nelle proteste per "uccidere civili, devastare e bruciare tutto" con l’obiettivo di favorire un "regime-change".
Il significato del messaggio pubblicato da Emily Schrader su Truth è molto chiaro: la sionista opera con l'intelligence contro il regime di Khamenei. La giornalista ha scritto: "Sono entusiasta di annunciare che faccio parte di un’alleanza storica e altamente riservata composta da veterani della tecnologia israeliana, ex membri dell’unità 8200 e operatori della rete clandestina iraniana. Insieme stiamo costruendo l’infrastruttura digitale e finanziaria di una futura nazione del G7 prima della caduta del regime, a partire da due iniziative stealth che colpiscono simultaneamente la connettività e il capitale". La stessa Schrader ha poi invitato presunti investitori a sostenere economicamente il progetto, parlando di reti digitali e finanziarie create in modo occulto.
La donna ha anche sostenuto, in un'intervista passata, che esisterebbero "migliaia e migliaia di iraniani" pronti a sostenere un intervento esterno per rovesciare il governo. Una posizione che ha scatenato una reazione satirica da parte del commentatore politico Cenk Uygur che ha liquidato la tesi della scrittrice sottolineando quanto sia irrealistico pensare che una popolazione desideri che il proprio Paese venga colpito da bombardamenti stranieri: "Stai dicendo che gli iraniani vogliono essere bombardati da Israele? È la frase più assurda che abbia mai sentito".
Nel contesto delle recenti proteste e dei blackout delle comunicazioni, le parole di Schrader vengono lette come un tassello che rafforza i sospetti su operazioni di destabilizzazione coordinate dall’estero. Il riferimento esplicito a ex membri dell’unità 8200 e a reti clandestine interne all’Iran, unito alle accuse già emerse sul ruolo di apparati di intelligence occidentali, evidenzia come Israele appoggiato e finanziato dagli USA continui a destabilizzare gli equilibri già precari del Medio Oriente.
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