23 Gennaio 2026
Vetri infranti, negozi saccheggiati e interi quartieri ridotti a cumuli di macerie: Khartoum porta i segni profondi di una guerra che ha devastato anche la capitale del Sudan. Le strade sono oggi disseminate di bossoli di proiettili, carcasse di veicoli bruciati e resti di edifici colpiti dai combattimenti. Interi complessi residenziali mostrano facciate sventrate, mentre uffici pubblici, scuole e ospedali risultano danneggiati o completamente inutilizzabili.
La violenza degli scontri tra le Forze di supporto rapido (RSF) e l'esercito regolare (SAF) ha trasformato il tessuto urbano in uno scenario di distruzione diffusa, rendendo impossibile la vita quotidiana per migliaia di civili. Molti residenti hanno abbandonato le proprie case, lasciando alle spalle beni, ricordi e intere attività commerciali. Nei quartieri più colpiti, l’assenza di elettricità, acqua e servizi essenziali aggrava una crisi umanitaria già drammatica, definita dalle Nazioni Unite come "la peggiore al mondo".
In più di 100 giorni di guerra, iniziato nell'aprile 2023, gli sfollati hanno superato quota 18 milioni, anche se alcune ong riportano numeri anche più alti: di fatto è difficile aere dati precisi, a causa della devastazione. Quello che è certo è che i civili sono le principali vittime della guerra: milioni di persone soffrono la fame e circa 8 milioni di bambini non hanno accesso ad una scuola, come riporta Save the Children.
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