11 Marzo 2026
Il senatore democratico statunitense Richard Blumenthal, dopo un briefing dell'amministrazione Trump sulla guerra in Iran, ha affermato di essere molto "insoddisfatto e arrabbiato" per quello che pare un conflitto interminabile, in cui gli Usa sono "sempre più vicini al dispiegamento di truppe di terra per raggiungere obiettivi militari".
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran potrebbero entrare in una fase molto più pericolosa. Dopo un briefing riservato sulla situazione con Teheran, il senatore democratico Richard Blumenthal ha espresso una forte critica all’amministrazione americana, parlando apertamente del rischio di un’operazione militare terrestre con truppe statunitensi in territorio iraniano.
Al termine dell’incontro con funzionari della sicurezza nazionale, Blumenthal ha dichiarato di essere uscito dal briefing profondamente frustrato. “Esco da questo briefing insoddisfatto e arrabbiato, francamente come raramente mi è capitato in quindici anni al Senato”, ha affermato. Il senatore ha inoltre sottolineato che molte delle sue domande, in particolare sui costi e sulle conseguenze del conflitto, sono rimaste senza risposta: “Ho più domande che risposte, soprattutto sul costo di questa guerra”.
La preoccupazione principale riguarda la possibile decisione di inviare soldati americani sul campo. Secondo Blumenthal, “sembriamo essere su una strada che porta al dispiegamento di truppe americane a terra in Iran per raggiungere gli obiettivi militari ipotizzati”. Un’eventuale invasione terrestre rappresenterebbe un’escalation significativa rispetto alle attuali tensioni regionali.
Il senatore ha anche lanciato l’allarme sul coinvolgimento di altre grandi potenze. In particolare ha parlato dello “spettro di un aiuto attivo della Russia all’Iran”, che potrebbe fornire intelligence e altri tipi di supporto strategico. Anche la Cina, secondo Blumenthal, potrebbe offrire assistenza a Teheran.
“Il popolo americano merita di sapere molto di più sui costi di questa guerra, sui rischi per i nostri figli e figlie in uniforme e sulla possibilità che questo conflitto si allarghi”, ha concluso il senatore, definendola una “guerra di scelta” con potenziali conseguenze enormi per le vite dei militari statunitensi.
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