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Gaza, Abu Ismail Hamad cerca resti di moglie incinta e 4 figli sotto le macerie di casa loro, distrutta da raid Idf del 2023 - VIDEO

Abu Ismail Hamad cerca tra le macerie della sua casa a Gaza i resti della moglie e dei quattro figli uccisi in un attacco israeliano, senza aiuti e macchinari

23 Gennaio 2026

Un video che stringe il cuore, quello che arriva da Gaza e che ritrae Abu Ismail Hamad mentre cerca i resti ossei di sua moglie e dei suoi 4 figli morti in un bombardamento israeliano del 2023, che ha raso al suolo la loro casa.

Gaza, Abu Ismail Hamad cerca resti di moglie incinta e 4 figli sotto le macerie di casa loro, distrutta da raid Idf del 2023

Abu Ismail Hamad, noto anche come Mahmoud Hamad, continua a scavare con le mani tra le macerie della sua casa di sei piani a Gaza, cercando i resti della moglie e dei quattro figli, oltre al bambino non ancora nato, uccisi durante un attacco israeliano l’8 dicembre 2023. La distruzione dell’edificio ha sepolto la famiglia sotto tonnellate di detriti, e le restrizioni imposte dal blocco israeliano impediscono l’uso di macchinari pesanti per il recupero dei corpi.

Mentre i media internazionali parlano di missioni di mantenimento dell’ordine e mandate “umanitarie” a Gaza, migliaia di vittime civili rimangono sepolte o in decomposizione, senza che Israele consenta l’accesso agli strumenti necessari per recuperare i corpi o per permettere ai giornalisti di documentare la situazione. Abu Ismail Hamad, invece, non si arrende. Con le mani nude e tra detriti instabili, cerca di salvare ciò che resta dei suoi cari, affrontando un dolore immenso e una battaglia quotidiana contro il tempo e contro la mancanza di aiuti umanitari.

Secondo le testimonianze locali, situazioni analoghe si ripetono in tutta Gaza: case rase al suolo, civili sepolti, e famiglie che cercano disperatamente di recuperare i propri cari senza alcun supporto esterno. La vicenda di Abu Ismail Hamad è diventata simbolo della tragedia che continua a colpire la popolazione palestinese, e mette in luce la difficoltà di garantire soccorsi e accesso ai media sotto l’occupazione e il blocco.

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