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Proteste Iran, spari su folla da rivoltosi spinti da Mossad, proiettili israeliani trovati in corpi di bimbi morti colpiti a stomaco, mento e nuca- VIDEO

Dopo l'autopsia compiuta su alcuni corpi di bimbi uccisi da spari sono stati individuati dei proiettili provenienti da armi in dotazione alle forze militari israeliane

23 Gennaio 2026

Le autorità iraniane accusano apertamente Stati Uniti, Israele, Mossad e CIA di essere dietro l’escalation di violenze scoppiate durante le proteste in Iran, sostenendo che rivoltosi armati avrebbero sparato sulla folla. A sostegno di questa accusa ci sono i risultati forensi, per cui sarebbe emersa la presenza di proiettili israeliani nei corpi di bambini uccisi, colpiti a stomaco, mento e nuca. Secondo Teheran, "la CIA e il Mossad offrono fino a 3500 dollari ai manifestanti civili per fare uccidere persone, bruciare edifici e compiere atti di vandalismo"

Proteste Iran, spari su folla da rivoltosi spinti da Mossad, proiettili israeliani trovati in corpi di bimbi morti colpiti a stomaco, mento e nuca VIDEO

Sul fronte delle indagini, fonti della sicurezza iraniana riferiscono che gli esami forensi avrebbero individuato munizioni di tipo militare riconducibili alle forze israeliane nei corpi di alcuni minori rimasti uccisi durante i disordini. Un caso riguarda una bambina di otto anni di Isfahan colpita mentre si trovava con la famiglia a fare acquisti. Sarebbe stata ferita allo stomaco, al mento e alla parte posteriore della testa, punti precisi che sembrerebbero rimandare al modus operandi dell''Idf contro i palestinesi. Un secondo episodio coinvolge Melina Asadi, tre anni, raggiunta da colpi alle spalle mentre rientrava da una farmacia con il padre. Le autorità attribuiscono entrambi gli attacchi a gruppi armati infiltrati nelle proteste.

La guida suprema Ali Khamenei ha puntato il dito contro Washington e Tel Aviv, affermando che attori legati ai due Paesi avrebbero causato distruzioni e migliaia di vittime. In un discorso televisivo ha dichiarato "consideriamo il presidente degli Stati Uniti un criminale", aggiungendo che i responsabili "non resteranno impuniti", pur ribadendo che Teheran non intende farsi trascinare in una guerra più ampia. Parallelamente, un gruppo separatista curdo ha rivendicato attacchi armati contro le forze di sicurezza, sostenendo di aver agito in sostegno delle proteste di piazza. Le autorità iraniane ritengono che queste azioni confermino l’esistenza di una rete organizzata che avrebbe sfruttato il malcontento sociale per alimentare il caos.

Il clima resta estremamente teso, con nuovi video che circolano in rete e che mostrerebbero sparatorie e momenti di panico tra la popolazione. Le accuse di Teheran, unite ai riscontri forensi sui proiettili, alimentano un confronto internazionale destinato a pesare sugli equilibri regionali.

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