10 Marzo 2026
Nei primi 6 giorni di guerra fra Israele, Stati Uniti e Iran, 4 scuole di Teheran sono state bombardate da Washington e Tel Aviv. L'Unicef ha avvertito: "La strage di bambini peggiora ogni giorno di più".
L’escalation militare in Iran continua a sollevare forti preoccupazioni internazionali dopo che diversi edifici scolastici sarebbero stati colpiti durante i bombardamenti attribuiti alla coalizione formata da Stati Uniti e Israele. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali e da organizzazioni umanitarie, almeno quattro scuole elementari sarebbero state danneggiate o distrutte dall’inizio degli attacchi il 28 febbraio.
L’episodio più recente risale a venerdì 6 marzo, quando la scuola elementare Shahid Hamedani, situata in piazza Niloufar a Teheran, sarebbe stata colpita durante un bombardamento. Si tratta del quarto istituto scolastico coinvolto negli attacchi dall’inizio delle operazioni militari.
Il giorno precedente, giovedì 5 marzo, due scuole erano già state bombardate nella città di Parand, a sud-ovest della capitale iraniana. L’ondata di attacchi contro strutture civili avrebbe avuto inizio il 28 febbraio, primo giorno dell’offensiva, quando la scuola Shajareh Tayyebeh, nella città meridionale di Minab, è stata colpita durante i raid iniziali, uccidendo 168 bambine.
Le notizie sugli attacchi hanno suscitato forte allarme tra le organizzazioni internazionali impegnate nella tutela dei minori. Secondo quanto segnalato da Unicef, circa 180 bambini sarebbero stati uccisi dall’inizio dell’escalation militare e molti altri risultano feriti.
L’agenzia delle Nazioni Unite ha espresso “profonda preoccupazione per il crescente tributo pagato dai bambini” a causa dell’intensificarsi delle operazioni militari nel Paese. L’organizzazione ha inoltre ribadito l’importanza di proteggere le infrastrutture civili, in particolare scuole e ospedali, che secondo il diritto internazionale umanitario non dovrebbero essere bersaglio di attacchi.
Mentre il conflitto prosegue e i bombardamenti continuano in diverse aree dell’Iran, cresce il timore che il numero delle vittime civili – in particolare tra i più giovani – possa aumentare ulteriormente nei prossimi giorni.
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