09 Marzo 2026
"L'Iran è il centro del terrorismo internazionale, e questo centro dev'essere fermato": il cancelliere tedesco Friedrich Merz è tornato a prendere le parti dell'alleato israelo-statunitense nel quadro del conflitto illegale in corso in Medio Oriente. Una posizione filo-trumpiana che lo stesso cancelliere ha sostenuto a più riprese nei giorni scorsi, e che una settimana fa aveva tacitamente avvallato durante la sua ultima visita diplomatica alla Casa Bianca.
Questa volta Friedrich Merz è tornato a parlarne in conferenza stampa congiunta con il candidato Cdu (il partito cristiano-democratico tedesco, la Christlich Demokratische Union Deutschlands) sconfitto alle elezioni regionali in Baden Wuerttemberg. Parlando del grave conflitto in corso in Medio Oriente, che oltre a minacciare un intervento militare di sempre più Paesi coinvolti (come la Turchia) sta destabilizzando il mercato del petrolio, Merz non ha perso tempo nel prendere nuovamente le posizioni di Washington e Tel Aviv.
L'Iran è il "centro del terrorismo internazionale" e "americani ed israeliani stanno agendo a modo loro" ha detto il cancelliere tedesco giustificando una guerra estranea al diritto internazionale, che al momento ha già mietuto la vita di 1700 persone in tutto il Medio Oriente, di cui almeno 1205 nel solo Iran. "Prima finisce il regime dei Mullah, prima finirà questa guerra - ha insistito Merz spiegando che la responsabilità della fine delle ostilità "spetta esclusivamente alle cosiddette Guardie Rivoluzionarie" e che "Israele e gli Usa continueranno a difendersi da questo regime" finché la teocrazia iraniana non capitolerà.
Parole forti, che poi - sganciandosi dal governo di Teheran per agganciarsi ai collaterali aumenti dei prezzi del petrolio - hanno invocato all'"indipendenza energetica" tedesca. "Sappiamo che questo [l'aumento dei prezzi, ndr] potrebbe avere un effetto a catena, anche sull'economia tedesca, ed è per questo che stiamo facendo tutto il possibile per aumentare la nostra indipendenza anche nella politica energetica". Friedrich Merz ha così sostenuto la posizione ostile dell'alleato americano invocando alla "caduta del regime": stessa postura assunta a Washington quando, per compiacenza, aveva ascoltato con silenzio-assenso Donald Trump minacciare la Spagna dopo il muro di Sánchez alle richieste Usa delle basi militari di Rota e Moron.
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