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Israele, Segal di Channel 13 CHOC: "No atomica a Iran e armi a Hezbollah ma diritto internazionale a Tel Aviv per attaccare tutti" - VIDEO

Udi Segal del canale israeliano Channel 13 ha spiegato in diretta la proposta dello stato sionista, colpevole del genocidio dei palestinesi, per una de-escalation in Medio Oriente. Paradossalmente, Tel Aviv, in possesso dell'arma nucleare e delle tecnologie belliche più avanzate, pretende la neutralizzazione degli attori antagonisti nella regione

09 Marzo 2026

Il conduttore televisivo Udi Segal, volto noto dell’emittente israeliana Channel 13, ha fatto un intervento in cui ha spiegato quale dovrebbe essere la strategia politico-militare per chiudere la guerra in Medio Oriente. Nella sua farneticazione, il giornalista presenta un piano che gira attorno al governo sionista e secondo cui tutti i paesi dovrebbero assecondare ciò che Tel Aviv persegue. Egli elenca innumerevoli condizioni per Iran e Libano, pretendendo il disarmo degli avversari di Tel Aviv e un controllo internazionale sui loro territori, ma anche il riconoscimento ufficiale del diritto di Israele ad agire militarmente contro qualsiasi minaccia

Israele, Segal di Channel 13 CHOC: "No atomica a Iran e armi a Hezbollah ma diritto internazionale a Tel Aviv per attaccare tutti" - VIDEO

Secondo diversi analisti, Israele pretende che tutti gli attori della regione vengano neutralizzati o si neutralizzino da soli, mentre mantiene una posizione di superiorità militare. In questa visione Tel Aviv e Washington, entrambe potenze dotate di arma nucleare, sono i principali attori che hanno innescato il confronto diretto contro Teheran, spingendo il conflitto verso una guerra di logoramento destinata a indebolire la regione. Questo fa parte del piano noto come "Greater Israel", secondo cui lo Stato israeliano persegue una politica di progressivo indebolimento dei Paesi circostanti e di espansione della propria influenza nella regione che comprende territori di Libia, Giordania, Palestina, Egitto e Siria.

In questo clima si inserisce l’intervento televisivo di Udi Segal, che ha illustrato in diretta la proposta dello stato sionista - colpevole di genocidio - per porre fine al conflitto innescato proprio da Tel Aviv. Secondo il giornalista, la soluzione dovrebbe passare attraverso due accordi distinti, uno con il Libano e uno con l’Iran, con condizioni molto più rigide rispetto agli accordi del passato. Nel caso del Libano, Segal ha indicato come priorità lo smantellamento dell’arsenale di Hezbollah nel sud del Paese. “Tutte le armi che non appartengono all’esercito libanese devono lasciare l’area a sud del fiume Litani”, ha affermato.

Nel suo intervento Segal ha sostenuto che la comunità internazionale dovrebbe riconoscere formalmente il diritto di Tel Aviv a intervenire militarmente contro qualsiasi minaccia percepita. “Serve un riconoscimento internazionale ufficiale del diritto di Israele di agire militarmente per rimuovere le minacce”, ha affermato. Parallelamente il giornalista ha indicato condizioni molto severe anche per un eventuale accordo con Teheran, tra cui lo smantellamento delle centrifughe nucleari avanzate, la rimozione delle scorte di uranio dal Paese e controlli permanenti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. “Gli ispettori devono avere accesso ovunque, anche nelle basi militari e senza preavviso”, ha aggiunto.

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