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Iran, pasdaran reagiscono dopo attacchi Usa-Israele su siti petroliferi a Teheran: "Se volete una guerra energetica la avrete"

L'avviso dei pasdaran si inserisce in un quadro geopolitico più ampio che coinvolgerebbe anche milizie sciite filo-iraniane che, secondo alcune fonti, starebbero attaccando le raffinerie proprio col fine di destabilizzare il mercato energetico mondiale

09 Marzo 2026

Iran, pasdaran reagiscono dopo attacchi Usa-Israele su siti petroliferi a Teheran: "Se volete una guerra energetica la avrete"

Attacco a Teheran, fonte: X @ilblogasia

Dopo i raid contro infrastrutture energetiche nell’area di Teheran avvenuti nella notte tra sabato e domenica, i Pasdaran parlano apertamente di possibile escalation sul fronte dell’energia. La minaccia arriva mentre cresce l’allarme per una strategia più ampia che potrebbe colpire il sistema petrolifero regionale. La dichiarazione dei Guardiani della rivoluzione segue anche le anticipazioni de Il Giornale d’Italia su presunti attacchi alle raffinerie del Kuwait da parte di milizie sciite affiliate e sostenute da Teheran, con l’obiettivo di destabilizzare l’economia energetica mondiale.

Iran, pasdaran reagiscono dopo attacchi Usa-Israele su siti petroliferi a Teheran: "Se volete una guerra energetica la avrete"

L’Iran denuncia una nuova fase del confronto con Washington e Tel Aviv dopo gli attacchi contro infrastrutture petrolifere nella capitale. I raid, avvenuti tra la notte di sabato e domenica, hanno preso di mira diversi depositi e centri logistici legati alla distribuzione di carburante.  A commentare gli attacchi è stato Ebrahim Zolfighari, portavoce di una delle unità dei Pasdaran, che ha accusato direttamente gli Stati Uniti di aver aperto un nuovo capitolo nel conflitto. “Gli Stati Uniti hanno aperto una nuova fase della guerra colpendo le infrastrutture energetiche iraniane. Se volete una guerra energetica, la avrete”, ha dichiarato.

Zolfighari ha inoltre avvertito i Paesi alleati di Washington nella regione, invitandoli a fermare le operazioni americane per evitare ulteriori ritorsioni. Secondo il portavoce dei Guardiani della rivoluzione, il coinvolgimento delle infrastrutture petrolifere nel conflitto rappresenta un passaggio che potrebbe allargare lo scontro ben oltre il piano militare.

Nel frattempo, diversi analisti guardano con attenzione anche al fronte iracheno e al Golfo Persico. Secondo alcune valutazioni, milizie sciite ortodosse attive in Iraq starebbero prendendo di mira siti strategici legati al commercio del petrolio in Kuwait. L’obiettivo delle milizie sostenute e armate da Teheran sarebbe quello di colpire infrastrutture cruciali per il trasporto e lo stoccaggio dell’oro nero, con il fine di destabilizzare l’intero sistema energetico globale e provocare conseguenze economiche pesanti per i Paesi che dipendono da queste forniture.

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