09 Marzo 2026
Lo Stretto di Hormuz è in tilt da giorni, viste le grandi limitazioni al traffico delle navi imposte dall'Iran in seguito agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Circolano diversi video virali sui social, in cui sono visibili centinaia di petroliere e navi cargo provenienti da tutto il mondo in una coda chilometrica davanti al canale, in attesa di transitare.
Lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio energetico globale, è al centro di una nuova fase di congestione marittima. Secondo diverse segnalazioni provenienti dall’area del Golfo Persico, centinaia di petroliere e navi cargo si sono accumulate in lunghe file nel tratto di mare che collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman.
Le immagini satellitari e i dati di tracciamento delle rotte navali mostrano un traffico particolarmente intenso, con una coda di imbarcazioni che si estende per diversi chilometri. Le navi, cariche in gran parte di petrolio e prodotti energetici destinati ai mercati internazionali, attendono il via libera per attraversare il corridoio marittimo.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per l’economia mondiale: attraverso questo passaggio largo appena poche decine di chilometri transita circa un quinto del petrolio globale. Ogni rallentamento o blocco del traffico marittimo nella zona può avere ripercussioni immediate sui mercati energetici e sulle rotte commerciali internazionali.
La congestione delle navi arriva in un momento di forte tensione geopolitica nella regione, segnata dallo scontro tra Iran, Stati Uniti e Israele. Negli ultimi anni Teheran ha più volte minacciato la chiusura dello stretto in risposta a sanzioni o attacchi militari, alimentando le preoccupazioni degli operatori del settore energetico.
Gli analisti sottolineano tuttavia che eventuali ritardi prolungati nel transito delle petroliere potrebbero influenzare i prezzi del petrolio e mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento globali.
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