10 Marzo 2026
Il giornalista israeliano Itai Blumenthal ha intervistato un ufficiale dell'Idf, che ha rivelato alcuni retroscena sul conflitto in Iran. Teheran, dopo la guerra dei 12 giorni di giugno 2025, ha "ricostruito molto rapidamente i suoi sistemi di droni e missili", rafforzandoli. A ora, il focus dei raid israeliani è quello di colpire le basi militari e della leadership politica del governo di Khamenei.
L’Iran ha ricostruito in modo significativo le proprie capacità militari negli ultimi mesi e potrebbe rappresentare in futuro una minaccia esistenziale per Israele. È quanto emerge da un’intervista rilasciata al giornalista israeliano Itai Blumenthal da un ufficiale delle Forze di difesa israeliane con il grado di tenente colonnello e responsabile dei sistemi offensivi.
Il militare ha spiegato che il suo incarico riguarda il coordinamento dell’intelligence per diverse funzioni operative. “Sono responsabile dell’intelligence per l’allerta, dell’intelligence per la difesa – cioè per i sistemi difensivi, in particolare la difesa aerea attiva – e dell’intelligence per la localizzazione e l’attacco dei sistemi offensivi in Iran e in Iraq”, ha dichiarato.
Secondo le valutazioni dei servizi israeliani, dopo un’operazione militare condotta circa otto mesi fa, Teheran avrebbe ricostruito rapidamente le proprie capacità di produzione missilistica. “L’Iran è uno Stato molto organizzato”, ha affermato l’ufficiale. “Attorno ai sistemi offensivi abbiamo visto un rafforzamento molto significativo e molto preoccupante”.
In particolare, sarebbero state ripristinate le linee di produzione di droni, missili e lanciatori danneggiati in precedenza. “Parliamo della produzione di migliaia di droni, centinaia di missili e di nuovi lanciatori colpiti durante l’operazione precedente”, ha spiegato. Secondo l’ufficiale, l’Iran è in grado di produrre “numerosi missili ogni mese” e, se non fermato, potrebbe arrivare in pochi anni a livelli difficili da contrastare: “Forse non ora, ma se avessimo aspettato altri due o tre anni, le dimensioni della minaccia sarebbero state molto più difficili da affrontare”.
Nella fase iniziale dell’operazione militare, Israele avrebbe colpito simultaneamente centinaia di sistemi di difesa aerea e basi militari iraniane per garantire la superiorità aerea. Allo stesso tempo, all’aeronautica israeliana è stata affidata anche una missione specifica: colpire figure chiave del regime.
“Dal nostro punto di vista non cambia se l’obiettivo è un edificio, una persona o un sistema di difesa iraniano”, ha concluso l’ufficiale. “Il nostro compito è assicurarci che il bersaglio venga inserito correttamente tra gli obiettivi e che l’operazione venga portata a termine”.
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