10 Marzo 2026
L'escalation dei raid dell'Idf continua a peggiorare, soprattutto nella zona più a sud del Paese e sulla capitale Beirut. Diverse Ong avvertono di oltre 58 mila persone sfollate in pochissimi giorni, con Save The Children che ha lanciato l'allarme della crisi umanitaria.
La situazione in Libano continua a deteriorarsi rapidamente mentre proseguono i bombardamenti israeliani in diverse aree del Paese, in particolare nella periferia sud di Beirut e nel sud del territorio libanese. Le nuove ondate di attacchi hanno provocato una crisi umanitaria crescente, costringendo decine di migliaia di civili ad abbandonare le proprie case.
Secondo quanto denunciato dall’organizzazione umanitaria Save the Children, oltre 58 mila persone sono state sfollate in pochi giorni, tra cui migliaia di bambini. Molte famiglie stanno cercando riparo in scuole, edifici danneggiati o addirittura nelle proprie auto, mentre i centri di accoglienza risultano già sovraffollati.
Le autorità libanesi hanno confermato che i bombardamenti israeliani hanno colpito diversi quartieri e infrastrutture, causando vittime e centinaia di feriti. Le Ong presenti sul territorio parlano di una situazione “drammatica”, con intere famiglie costrette a fuggire nel cuore della notte portando con sé solo pochi effetti personali.
Save the Children ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale affinché venga raggiunto un cessate il fuoco e siano garantite condizioni di sicurezza per la popolazione civile, soprattutto per i bambini, che rappresentano una delle categorie più vulnerabili nel conflitto.
Secondo l’organizzazione, il rischio è che l’escalation militare trasformi la crisi attuale in un’emergenza umanitaria ancora più ampia. Con il proseguire dei bombardamenti e la possibile estensione delle operazioni militari, il numero degli sfollati potrebbe crescere rapidamente nei prossimi giorni, aggravando ulteriormente la già fragile situazione sociale ed economica del Libano.
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