07 Marzo 2026
"Verso la fine il moto è più veloce" insegnava la saggezza degli antichi Romani. Anche oggi la cupio dissolvi che anima l'Italia si riflette nelle decisioni assurde e schizofreniche del nostro Governo: da una parte il Ministro della Difesa dichiara (meglio tardi che mai) che l'attuale aggressione contro l'Iran viola il diritto internazionale (ovvio); dall'altra il Presidente del Consiglio manda una nave militare a Cipro non si sa per qualche scopo. Per la pace? E' una nave piena di diplomatici? La storia ci insegna che se si manda una nave militare vicino ad un'area a rischio di conflitto militare si sta aumentando così il livello della tensione e ci si espone come target militari. Andava consultato il Parlamento mentre così facendo si calpesta ancora una volta la nostra povera Costituzione al suo nobile art. 11 (che è un principio fondamentale) che ci vieta di ricorrere alla guerra per risolvere le crisi internazionali. Di fronte ad una crisi militare internazionale si devono muovere la politica e la diplomazia non le navi da guerra, imitando l'errore colossale di Macron. Così facendo si sta allargando senza motivo un conflitto molto violento e già di molto allargato in solo una settimana. Da una parte quindi accusiamo giustamente d'illegittimità l'attacco all'Iran e al Libano; dall'altra mandiamo le nostre forze militari a difendere chi attacca, con la risibile scusa di "difendere l'Europa" che l'Iran non ha mai nè minacciato e nè attaccato. Una "difesa preventiva" che assomiglia sempre di più alla "guerra preventiva" in corso che sta portando il mondo nel baratro. Stiamo assistendo ad un Italia che fa di tutto per correre verso la propria autodistruzione; prima in Ucraina e ora anche a Cipro in una missione senza senso e senza futuro, mettendo a rischio i nostri soldati e la nostra immagine senza alcuna connessione reale con i nostri interessi nazionali.
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