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BIGSTORE, Mario Losio: "Ho trasformato il mio bar in ciò che ho sempre desiderato: un luogo d'incontro per tutti i generi di vita e la cameretta che non avevo da bambino"

Mario Losio a Il Giornale d'Italia: "Ho avuto la fortuna di trovare grandi ragazzi che hanno voglia di lavorare che hanno seguito un po' le mie orme, trasformando il BIGSTORE in quello che ho sempre desiderato, come recita la famosa frase che utilizziamo noi: "É questa la vita che sognavo da bambino".

08 Aprile 2022

Mario Losio, proprietario del BIGSTORE De Milán, racconta la storia del suo bar a Il Giornale d'Italia:

"Questo bar nasce da un'idea vecchissima, io sono nato in questa zona e la mia famiglia è qui da 100 anni: volevo creare un luogo dove si potessero incontrare tutti i generi di vita, e lo è diventato. Io sono nato dalla parte dei poveri, poi sono diventato agiato, ma ho imparato cosa vuol dire avere 100 lire e 1 milione. Sono riuscito a fare una riunione di gente, da quello che non ha una lira al miliardario e riesco a metterli tutti insieme. Visto il mio passato musicale e sportivo, infatti, qui vengono spesso a trovarmi cantanti come Francesco Renga, Jovanotti, Saturnino, Ringo, ma anche Nicola Savino, Fabio Volo e molti altri. 

Poi ho avuto la fortuna di trovare grandi ragazzi che hanno voglia di lavorare che hanno seguito un po' le mie orme, trasformando il BIGSTORE in quello che ho sempre desiderato, come recita la famosa frase che utilizziamo noi: "É questa la vita che sognavo da bambino".

"Questo bar è la cameretta che non ho mai avuto. Da piccolo vivevo con i miei genitori in una casa di 18 mq e non ho mai avuto la possibilità di appendere un manifesto, una maglietta o un pallone, pertanto ho fatto diventare il mio bar la cameretta che desideravo da bambino: le pareti vivono di foto, canestri, manifesti e ricordi.

Mio nonno vendeva il carbone d'inverno e il ghiaccio d'estate in via Gian Giacomo Mora, una via a 5 metri da qua, mentre mia mamma faceva la portinaia in Corso Genova 9, dove attualmente abito io: insomma, la zona è quella della mia famiglia. Questo era un locale in disuso e io ho voluto provare ad aprire un bar. Nessuno ci credeva, e invece è andata bene".

A proposito della pandemia e delle conseguenze sulla sua attività, ha commentato:

"Fortunatamente posso dire che la nostra clientela usa molto il cervello. Ovviamente abbiamo attraversato dei periodi di magra, specialmente quando siamo stati chiusi 2 mesi, ma i nostri affezionati continuavano a venire al Big Store e non avevano paura".

Alla richiesta di svelarci quali sono i segreti per un bar di successo, Mario risponde:

"Il mio primo consiglio è quello di imparare a lavorare, il secondo è studiare un po' meno: purtroppo, vedo che molti universitari, per quanto intelligentissimi, non sanno far andare le mani, eppure c'è anche bisogno di idraulici, camerieri, imbianchini.

Sicuramente a breve lascerò il BIGSTORE ai ragazzi, verrò qui a ritirare la percentuale e a fare il cattivo della situazione, ma per me è impossibile lasciare del tutto questo posto. Non potrò mai andare in vacanza, stare in una spiaggia, impossibile. Sarò sempre un cittadino di Milano".

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