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Futuro Nazionale, i volti che seguiranno Vannacci nel nuovo partito: da Ziello e Sasso dalla Lega a Pozzolo (FdI) a Simone “Cicalone”

Ziello e Sasso lasciano la Lega per Vannacci, Pozzolo arriva da FdI, Simoni, Montemagni e Valdegamberi guardano al nuovo partito, mentre Borghezio e Simone “Cicalone” completano la galassia di Futuro Nazionale

07 Febbraio 2026

Futuro Nazionale, i volti che seguiranno Vannacci nel nuovo partito: da Ziello e Sasso dalla Lega a Pozzolo (FdI) e Simone “Cicalone”

Roberto Vannacci, fonte: imagoeconomica

Con la nascita di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci inizia a dare forma politica a quell’area che alle Europee lo aveva premiato con mezzo milione di voti. Attorno al generale si muovono già i primi volti pronti a seguirlo nel nuovo partito, a partire da Edoardo Ziello, che ha lasciato ufficialmente la Lega. Nel Carroccio restano aperte anche le riflessioni di Rossano Sasso, mentre altri parlamentari osservano l’evoluzione del progetto. Dal fronte di Fratelli d’Italia arriva invece l’adesione di Emanuele Pozzolo, già espulso dal partito di Giorgia Meloni. E nella galassia che ruota intorno a Futuro Nazionale compare anche il nome di SimoneCicaloneRuzzi, per ora in un ruolo informale.

Futuro Nazionale, i volti che seguiranno Vannacci nel nuovo partito: da Ziello e Sasso dalla Lega a Pozzolo (FdI) a Simone “Cicalone”

Con la presentazione ufficiale di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci prova ora a dare una struttura autonoma a quell'area che alle europee gli aveva garantito mezzo milione di voti e che, dentro il Carroccio, era diventata sempre più ingombrante. Da europarlamentare, il generale è ora già fuori dal gruppo dei Patrioti e starebbe guardando all'area dell'Europa delle nazioni sovrane, dove siedono formazioni come l'AfD tedesca. In Italia, però, il vero banco di prova resta la costruzione del nuovo partito: capire chi lo seguirà davvero, chi resterà alla finestra e chi, più semplicemente, orbiterà attorno al progetto senza esporsi apertamente.

Il primo passaggio politico formale è arrivato da Edoardo Ziello. Il deputato pisano ha annunciato con un lungo post su Facebook le dimissioni dalla Lega e l’adesione a Futuro Nazionale, accompagnando la scelta con una critica durissima alla linea del partito. Nel suo intervento, Ziello ha ricostruito lo scontro interno seguito alla presentazione dell’emendamento contro l’invio di armi all’Ucraina, giudicato dai vertici leghisti estraneo alla linea ufficiale. Da lì, secondo il deputato, si sarebbe consumata una frattura politica insanabile, aggravata dal silenzio di Salvini e da quella che lui stesso ha definito "una strategia ambigua", più attenta al consenso che "alla coerenza". Ziello ha parlato di una Lega "senza direzione univoca", capace di alternare messaggi liberali e aperture sui diritti civili a improvvise svolte identitarie, ispirate proprio ai temi di Vannacci. Una contraddizione che lo avrebbe spinto a lasciare il partito e a scegliere Futuro Nazionale, ritenuto l’unico in grado di offrire una linea chiara e riconoscibile.

Ziello, però, non sarebbe l’unico leghista in rotta con la linea di governo sugli aiuti militari a Kiev. Rossano Sasso, altro esponente storico del Carroccio, per ora non avrebbe sciolto le riserve. Pubblicamente ha ammesso che la scelta sarebbe complessa e che un distacco dalla Lega non rappresenterebbe un passaggio semplice, soprattutto per chi ha contribuito a costruire il partito negli anni. Il voto contro il decreto sull’Ucraina resta tuttavia la principale linea di frattura tra la Lega e l’area che guarda a Vannacci, e potrebbe produrre nuovi spostamenti già nelle prossime settimane.

Tra i parlamentari contrari agli aiuti a Kiev c’è anche Domenico Furgiuele, deputato calabrese della Lega. In questo contesto, una sua eventuale adesione a Futuro Nazionale avrebbe un peso politico specifico, soprattutto sui temi della cosiddetta remigrazione e del rimpatrio dei migranti. Il tentativo, poi fallito, di ospitare alla Camera una conferenza stampa con esponenti di CasaPound e Forza Nuova potrebbe essere letto proprio in questa direzione: Futuro Nazionale potrebbe proporsi come una sorta di ombrello istituzionale per queste realtà, con l’obiettivo di offrire loro una rappresentanza politica più strutturata.

Il perimetro del nuovo partito, però, non si fermerebbe alla Lega. Anche Emanuele Pozzolo, deputato espulso da Fratelli d’Italia dopo la vicenda dello sparo di Capodanno, ha ufficializzato il suo ingresso in Futuro Nazionale. "Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano", ha dichiarato, rivendicando il cambio di passo come un superamento delle vecchie categorie politiche e sottolineando di trovare in Vanancci una figura "capace di incarnare una destra più netta su sicurezza, famiglia tradizionale, immigrazione e interesse nazionale". In Piemonte il progetto inizia intanto a strutturarsi con un primo nucleo di sostenitori che comprende anche l’ex eurodeputato leghista Mario Borghezio e alcuni amministratori locali fuoriusciti da Fratelli d’Italia e Lega.

Sul piano territoriale, l’adesione più solida resta quella di Massimo Simoni, consigliere regionale toscano, che avrebbe scelto di seguire Vannacci senza se e senza ma, facendo così sparire la Lega dal Consiglio regionale della Toscana per l’intera legislatura. Dalla stessa area potrebbe arrivare anche Elisa Montemagni, mentre in Veneto circola il nome di Stefano Valdegamberi, indicato come uno dei riferimenti dell’area più radicale del Nord.

Attorno a Futuro Nazionale si muoverebbe infine una galassia più ampia e fluida. Tra i nomi in gioco c’è anche quello di SimoneCicaloneRuzzi, che avrebbe già avviato una collaborazione come consulente, rimandando però a un momento successivo qualsiasi decisione su una candidatura vera e propria. Un segnale di come il progetto di Vannacci punti a raccogliere consensi e presenze anche oltre i confini tradizionali dei partiti.

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