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Migranti, Vannacci esulta dopo l'ok del Parlamento Ue per i Cpr: "Meno ipocrisia ma più sicurezza, legalità e difesa dei confini" - VIDEO

In un suo post su Facebook, l'eurodeputato scrive: "Noi la chiamiamo con il suo nome: remigrazione; meno ideologia, meno ipocrisia ma più buon senso"

27 Marzo 2026

Roberto Vannacci esulta dopo il voto del Parlamento europeo che ha approvato l’avvio dei negoziati sulla nuova direttiva sui rimpatri, aprendo alla creazione di centri di rimpatrio nei Paesi terzi e rafforzando gli strumenti per gestire i flussi irregolari. L’eurodeputato rivendica il risultato come una svolta politica e culturale, parlando di un cambio netto rispetto al passato e indicando come priorità sicurezza, legalità e difesa dei confini, in linea con una linea più rigida condivisa da una larga parte dell’Aula.

Migranti, Vannacci esulta dopo l'ok del Parlamento Ue per i Cpr

Dopo il via libera del Parlamento Ue al mandato negoziale sul regolamento rimpatri, Roberto Vannacci ha commentato con soddisfazione l’esito della votazione, sottolineando il significato politico della decisione. Il provvedimento consente agli Stati membri di creare centri di rimpatrio anche al di fuori dei confini dell’Unione europea, ampliando le possibilità di espulsione per i migranti irregolari.
Nel suo post pubblicato sulla piattaforma Facebook si leggo le seguenti parole, scritte in segno di vittoria:

"Il Parlamento europeo ha dato il via libera al mandato negoziale sul regolamento rimpatri. Il messaggio è chiaro: chi non ha diritto di restare in Europa, chi è entrato illegalmente, deve tornare nel proprio Paese di origine. È ciò che ho sempre sostenuto, prendendomi del razzista, islamofobo o irrispettoso dei diritti umani. Per anni, la sinistra globalista europea ha difeso un’immigrazione fuori controllo, confini deboli e impunità, contribuendo a mettere in difficoltà il nostro stato sociale e la nostra società. Ve li ricordate quelli del “ci pagano le pensioni” e del “abbiamo chiesto noi che gli sbarchi avvenissero in Italia”. Oggi, invece, emerge una linea diversa: più legalità, più sicurezza, più rimpatri, più difesa dei confini e delle identità, più rispetto per il lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto, più riguardo per i nostri bisognosi. Prima gli italiani. Anche grazie al mio voto si è ricomposta, nei fatti, una maggioranza capace di spostare gli equilibri dell’Aula. E quando la destra smette di arretrare, si dimostra fiera e orgogliosa di quello che è, non sente la necessità di de-demonizzarsi, non si fa diluire e vota unita l’Europa cambia davvero. Noi la chiamiamo con il suo nome: remigrazione. Meno ideologia. Meno ipocrisia. Più buon senso".

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