27 Marzo 2026
Il presidente del Senato Ignazio La Russa difende Daniela Santanchè, e in un'intervista a Dritto e rovescio su Rete 4 rivela anche il ruolo di mediatore che ha avuto nella vicenda. È stato La Russa a dover parlare all'ex ministra del Turismo: "L'ho fatto nell'interesse sia di Daniela che del partito, la situazione era difficile, non c'era alcuna ragione giuridica per le dimissioni. Sulla vicenda famosa del Covid (la cassa integrazione, ndr) non c'è neanche il rinvio a giudizio".
Però, continua La Russa, "la pressione delle opposizioni si era concentrata su di lei, che ha le spalle larghe. E nel momento in cui c'è stato il referendum, c'era la vicenda Delmastro, se Giorgia le chiede di dimettersi fa bene a dire 'no, voglio che me lo chiedi ufficialmente perché sia chiaro che io mi dimetto perché obbedisco a quello che ritieni opportuno".
Ma il presidente del Senato non critica la premier, anzi, "onore e merito a Giorgia che si è sobbarcata il peso nell'ultima settimana di una campagna referendaria che non apparteneva alla storia del partito di Fratelli d'Italia".
La Russa ha fatto delle riflessioni anche su Delmastro, dimissionario così come l'ex capo di gabinetto del ministero della Giusizia Bartolozzi: "Non ha nessun processo in corso, neanche un avviso di garanzia che io sappia, ma è capitato dentro il referendum, cioè la particolarità sta nel fatto mentre quella di Daniela è una cosa vecchia, questa c'era nei giorni del referendum, lui paga un prezzo alto, ma per una vicenda contingente".
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