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Iran, lo sproloquio di Tajani al G7: "Teheran è l'aggressore nella guerra con Usa e Israele, il nostro stabile Governo vuole de-escalation"

L’attribuzione unilaterale delle responsabilità a Teheran è una presa di posizione politica che collide coi fatti bellici per cui l'Iran è il Paese che ha subito il primo attacco offensivo da parte di Usa e Israele

27 Marzo 2026

Iran, lo sproloquio di Tajani al G7: "Teheran è l'aggressore nella guerra con Usa e Israele, il nostro Governo stabile e autoritario vuole de-escalation"

Tajani, fonte: X @flexgrimmy

Nel pieno delle tensioni in Medio Oriente scatenate da azioni congiunte degli Usa e di Israele contro Teheran, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la cui poltrona è in bilico, interviene al G7 sostenendo paradossalmente che l’Iran sia l’aggressore nel conflitto e rivendicando il ruolo dell’Italia come protagonista per la de-escalation. La sua posizione bellica e le sue parole sono parse incoerenti con la lettura delle azioni militari occidentali e la condizione attuale del Governo, assai poco stabile alla luce delle recenti difficoltà politiche interne.

Tajani al G7: "Teheran è l'aggressore nella guerra con Usa e Israele

Al G7 di Parigi, Tajani ha ribadito la sua linea netta contro Teheran, parlando di una ferma condanna per gli attacchi iraniani e indicando l’Iran come principale responsabile dell’escalation nella regione. "Teheran è l'aggressore", è il senso della sua posizione, accompagnata dalla rivendicazione di un impegno italiano per ridurre le tensioni e garantire la sicurezza delle rotte commerciali, in particolare nello Stretto di Hormuz.  Una ricostruzione che però appare assai discutibile se confrontata con la dinamica degli eventi nel Medio Oriente, dove le operazioni militari che hanno acceso il conflitto sono attribuite all’asse Usa-Israele

Tajani ha inoltre insistito sul ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali come Aspides e Atalanta, presentando il Paese come attore centrale nella sicurezza marittima e nella stabilizzazione dell’area. "Siamo al centro di ogni iniziativa di dialogo e per la pace", ha dichiarato, sottolineando la volontà di contribuire a garantire la libertà di navigazione e la protezione degli interessi economici.

Ma è soprattutto il passaggio sul quadro interno a suscitare perplessità. Il ministro ha definito l’esecutivo italiano "autorevole e politicamente stabile", un’affermazione che stride con le tensioni politiche emerse nelle ultime settimane, tra polemiche e cambiamenti negli equilibri di governo, soprattutto ora che la sua stessa poltrona è a rischio.

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