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Addio di Vannacci alla Lega, il Generale contro Salvini: “Matteo parla tanto, poi china il capo e si mette in posizione prona”

Da Bologna Vannacci risponde duramente alle accuse arrivate nelle scorse ore dal leader del Carroccio. “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione”

05 Febbraio 2026

Addio di Vannacci alla Lega, il Generale contro Salvini: “Matteo parla tanto, poi china il capo e si mette in posizione prona”

Salvini e Vannacci, fonte: Gianmarco Tusceri @Facebook

Dopo l’addio di Vannacci alla Lega, il Generale risponde agli attacchi di Salvini. Infatti, il fondatore di “Futuro Nazionale” ha detto: “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un’altra direzione… Salvini è quello che per anni ha detto che la legge Fornero andava demolita, invece poi china il capo e si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”.

Addio di Vannacci alla Lega, il Generale contro Salvini: “Matteo parla tanto, poi china il capo e si mette in posizione prona”

Da Bologna Vannacci risponde duramente alle accuse arrivate nelle scorse ore dal leader del Carroccio. “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione”. È questo il primo affondo contro l’ex alleato, accusato di uno scarto sempre più evidente tra parole e azioni.

Il giudizio del Generale si estende a diversi dossier chiave dell’agenda politica. “Non solo sulle armi all'Ucraina, ma anche sui principi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita, invece poi china il capo e si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma. È Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo”.

Per Vannacci, dunque, l’uscita dalla Lega non è una fuga ma uno strappo necessario, figlio di una fedeltà più profonda: “I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio”. Da qui la nascita di Futuro nazionale, il nuovo progetto politico che l’ex generale presenta senza mezzi termini: “Sarà una destra vera. Il contrario di moderato non è estremo, ma è forte. Perché dovrebbe essere una destra nera? È vera”.

L’obiettivo dichiarato non è quello di indebolire lo schieramento, ma di rafforzarlo, intercettando un elettorato che oggi si sente orfano di rappresentanza: “rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell'identità, crede nei valori e che spero torni a votare”.

Quanto ai primi sondaggi, che accrediterebbero Futuro nazionale vicino al 4% a sole 24 ore dall’annuncio, Vannacci frena ogni entusiasmo: “Strano dare percentuali per qualcosa che ancora non esiste”.

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