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"Futuro nazionale": il nuovo partito di Vannacci; alternativa al sistema o sua ennesima espressione?

Alcune considerazioni controvento sul partito da poco fondato di Vannacci

04 Febbraio 2026

"Futuro nazionale": il nuovo partito di Vannacci; alternativa al sistema o sua ennesima espressione?

Fonte: La Presse

E adesso è ufficialmente arrivato il nuovo partito del generale Vannacci. Il nome, non particolarmente originale, è "Futuro nazionale". La rottura con la Lega di Salvini si è definitivamente consumata, come peraltro era nell'aria già da tempo. La domanda da porsi è ora una soltanto: il partito neofondato del Vannacci rappresenta una alternativa o si tratta dell'ennesimo partito sistemico? Temiamo che la risposta corretta coincida con la seconda ipotesi: e non, si badi, per un possibile tradimento del Vannacci, ma per le intrinseche regioni del suo stesso profilo politico. Non intendo cioè dire che, una volta ottenuto il potere, Vannacci tradirà il suo elettorato: mi sembra invece che le sue posizioni siano già ampiamente sistemiche fin da ora. Sistemica è indubbiamente la sua difesa del libero mercato e del capitalismo come modo della produzione, con tanto di aperta adesione ateoria neoliberale dello sgocciolamento. In questo senso, il Vannacci è liberista come Giorgia Meloni e come Elly Schlein. Antisistemico sarebbe quel partito che si opponesse al capitalismo e proponesse vie di fuga rispetto alla sua dominazione. In secondo luogo, il profilo politico del generale non mette in discussione realmente la Nato e l'imperialismo statunitense, limitandosi a invocare un patriottismo general-generico che, se anche può essere condiviso nella sua enunciazione generale, risulta concretamente impraticabile fintantoché la patria resta sottomessa all'imperialismo di Washington, cioè a quell'imperialismo che il Vannacci non mette realmente in discussione. Come si può difendere la patria e al tempo stesso accettare la sua subalternità a Washington? Un partito realmente anti-sistemico e patriottico sarebbe quello che si opponesse in maniera incondizionata all'Unione europea e all'imperialismo di Washington, percorrendo la difficile via del multipolarismo e dunque della apertura alla Russia e alla Cina. Soprattutto per queste ragioni crediamo che il neonato partito del Vannacci non possa, allo stato dell'arte, considerarsi anti-sistemico. Temiamo che si tratti dell'eterno ritorno del medesimo, vale a dire del partito unico capitalistico fintamente articolato.

di Diego Fusaro 

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