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Referendum giustizia 2026, vittoria del No in tutte le regioni tranne Lombardia, Veneto e Friuli, a Milano Si al 41,64%, 40% a Roma

Ci sono solo tre regioni in cui Sì (con dati ancora parziali) ha ottenuto la maggioranza (anche schiacciante dei voti). E sono le tre regioni del Nord a guida centrodestra (in particolare, Lega): la Lombardia, dove il Sì ha ottenuto il 53,64 per cento dei voti; il Veneto, dove addirittura sfiora il 58 per cento (per l'esattezza 57,96) e il Friuli Venezia Giulia dove l'appoggio al testo del governo ha ottenuto il 54,25 per cento

23 Marzo 2026

Referendum giustizia 2026, vittoria del No in tutte le regioni tranne Lombardia, Veneto e Friuli, a Milano Si al 41,64%, 40% a Roma

IlNoal Referendum sulla giustizia 2026 prevale nella quasi totalità del Paese, segnando una bocciatura netta della riforma proposta dal governo e confermando una spaccatura territoriale evidente. Fanno eccezione soltanto tre regioni del Nord, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia, tutte guidate dal centrodestra, dove il “Si” riesce a imporsi con margini anche significativi. Anche nelle grandi città prevale il No: a Milano il Si è arrivato al 41,64%, mentre a Roma al 40%.

Referendum giustizia 2026, vittoria del No in tutte le regioni tranne Lombardia, Veneto e Friuli, a Milano Si al 41,64%, 40% a Roma

Ci sono solo tre regioni in cui Sì (con dati ancora parziali) ha ottenuto la maggioranza (anche schiacciante dei voti). E sono le tre regioni del Nord a guida centrodestra (in particolare, Lega): la Lombardia, dove il Sì ha ottenuto il 53,64 per cento dei voti; il Veneto, dove addirittura sfiora il 58 per cento (per l'esattezza 57,96) e il Friuli Venezia Giulia dove l'appoggio al testo del governo ha ottenuto il 54,25 per cento.

Secondo molti, infatti, una vittoria del SÌ avrebbe aumentato i costi per lo Stato di 150 milioni. Un tema che per gli italiani che si sono recati alle urne ha pesato visto che sarebbe ricaduto sulle loro tasche in una situazione di record del debito pubblico, di fondi spesi per il ReArm Europe e per l’Ucraina, oltre agli effetti indiretti della guerra di Usa e Israele all’Iran. Inoltre, la riforma non avrebbe risolto il problema della responsabilità dei giudici e della velocizzazione dei processi.

Tra le regioni del Nord, Valle d'Aosta, Piemonte e Trentino Alto Adige sono le uniche tre in cui ha vinto il No: la prima - pur con uno scrutinio ancora in corso - vede i contrari di poco sopra il 51 per cento, mentre nella seconda la distanza tra favorevoli e contrari è più netta (il Sì si attesta al 46,77% mentre il No al 53,23). In Trentino il No ha vinto con appena un punto di scarto 50,58 per cento contro il 49,42 del Sì.

Nelle grandi metropoli è però il No a vincere. A Torino la forbice è ampissima: il Sì è fermo al 35,27 mentre il No vola al 64,73%. Anche a Milano ci sono molti punti di scarto (oltre 17): qui il Sì si attesta al 41,64 per cento mentre il No al 58,36. Una curiosità: il capoluogo lombardo resta tuttavia la città che, tra le grandi, registra il voto per il No più basso (resta addirittura sotto il 60 per cento). Anche a Venezia il No vince col 54,86 per cento contro il 45,14 del Sì. A Bologna il Sì - fermo al 31,6 - viene più che doppiato dai voti del No che si attestano al 68,4 per cento. Nel capoluogo ligure, a Genova, il Sì arriva appena al 36 per centro mentre il No sfiora il 64. Il No doppia il Sì anche a Firenze, dove i contrari sono il 66,57 per cento mentre i favorevoli al testo del ministro Nordio il 33,43. Nella Capitale, a Roma, il Sì si ferma sotto il 40 per cento mentre il No volta oltre il 60. A Napoli, dove tutte le sezioni sono state scrutinate, il Sì non arriva neanche al 25 per cento (per l'esattezza 24,19) mentre il No sfonda la soglia del 75 per cento (75,81) registrando il dato più alto in una grande città. A Palermo Sì al 31,04 per cento contro il 68,96 del No. A Bari il Sì si ferma al 37,24 mentre il No vola al 62,76 per cento.

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