03 Febbraio 2026
Vannacci, fonte: imagoeconomica
Il generale Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega. Lo conferma sui social pubblicando il simbolo di Futuro Nazionale: "Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l'Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà". Vannacci è pronto a scendere in politica in prima persona con il suo nuovo progetto, come già anticipato dal Giornale d'Italia. Il generale potrebbe raccogliere fino 10% tra consiglieri comunali e regionali della Lega.
Vannacci ha ufficialmente lasciato la Lega. Dopo i rumors dei giorni scorsi, è arrivato l'addio definitivo al Carroccio da parte del generale. Un'avventura breve ma comunque piena di significati, visto che Vannacci è stato anche eletto al Parlamento europeo ed era stato nominato vice segretario da Salvini.
Il più tiepido all'addio è Luca Zaia, ex governatore del Veneto: "Non sono sorpreso, non c'è nulla sotto il sole. E' la conferma, vista la 'lunga' carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo. Probabilmente - aggiunge - aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere, e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria".
Nei giorni scorsi Salvini aveva già scaricato Vannacci durante un evento, dichiarando: "Non servono pesi improduttivi, c'è chi pensa alla poltrona, chi esce dalla Lega finisce nel nulla".
"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito.
Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità.
Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato.
Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada.
Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura".
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