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Ricerca Changes Unipol: il 31% degli italiani teme il caro benzina, il 48% l'aumento delle bollette

Una ricerca Changes Unipol elaborata da Ipsos riporta che per il 35% degli italiani la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero è la principale preoccupazione

22 Giugno 2022

Ricerca Changes Unipol, 9 italiani su 10 preoccupati per l'attuale crisi energetica

fonte: pixabay

La nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, ha misurato le preoccupazioni degli italiani nel contesto della crisi bellica in Ucraina, alla luce delle difficoltà negli approvvigionamenti di energia e dei rincari dei prezzi. Lo studio evidenzia che, alla luce dello scenario di guerra tra Russia e Ucraina, 9 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per la crisi energetica in corso.

La continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero è la principale preoccupazione degli italiani (35%)

A preoccupare è soprattutto la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero, indicata dal 35% degli italiani come la prima preoccupazione in assoluto e comunque, per oltre 2 intervistati su 3, tra le prime tre preoccupazioni.

L’area metropolitana dove questo timore è sentito maggiormente è Milano (dove il 48% lo indica al primo posto), seguita da Bologna (42%), Verona (39%) e Firenze (38%), mentre la Generazione X (tra 41 e 56 anni) è la fascia di età che, rispetto alle altre, mostra una sensibilità maggiore sul tema, indicato come preoccupazione principale nel 39% dei casi.

Preoccupazioni anche per il possibile ricorso al nucleare (23%) e il rischio di non dare priorità alla transizione verso le rinnovabili (15%) 

I timori dei connazionali si concentrano, anche se con minore intensità, anche su altri due aspetti: il possibile ricorso all’energia nucleare - indicato dal 48% tra le principali preoccupazioni e, nel 23% dei casi, come prima minaccia in assoluto - e il rischio che non venga data priorità alla transizione energetica e alle fonti rinnovabili: in questo caso è il 54% degli italiani a mostrarsi nel complesso preoccupato, sebbene solo il 15% lo indichi come timore principale.

La riattivazione o l’apertura di centrali a carbone è fonte di preoccupazione per il 43% degli italiani ed è la principale preoccupazione per 1 italiano su 10, ma questo timore raddoppia tra chi vive in prossimità di queste centrali (18% vs 9%). Minore inquietudine destano, invece, la costruzione o l’aumento di produzione dei rigassificatori e la costruzione di nuovi gasdotti, indicati entrambi soltanto dal 4% degli intervistati come maggiore minaccia.

Mentre un possibile ricorso all’energia nucleare preoccupa di più al Sud (Bari 25%, Napoli 24%, Palermo 23%), è a Roma e Napoli che è maggiore il timore di un depotenziamento della Transizione Ecologica, rispettivamente nel 21% e nel 20% dei casi, anche in considerazione del fatto che in entrambe le città la corrispondente missione del PNRR era ritenuta tra quelle prioritarie.

I segmenti di popolazione più “anziana” (i Baby boomers, tra 57 e 74 anni) e i più giovani (la Generazione Z, tra 16 e 26 anni) mostrano una maggior sensibilità verso il possibile ricorso al nucleare, visto come minaccia principale rispettivamente nel 24% e nel 25% dei casi. Generazione Z e Millennials (tra 27 e 40 anni) manifestano invece una maggior propensione verso il timore di un rallentamento della transizione alle rinnovabili (nel 17% dei casi).

La possibilità di ricorrere all’energia da centrali nucleari anche in Italia raccoglie soltanto il 15% di consensi, ma il favore sale a quasi 1 italiano su 2 (45%) nel caso si utilizzassero tecnologie e modalità di gestione dell’energia nucleare più sicure di quelle attuali. Il 42% si dichiara invece contrario, o per la convinzione che ci siano più rischi che vantaggi (28%) oppure per una questione legata alla non convenienza di costi (14%).

Tra le generazioni, sono i giovanissimi della Gen Z ad esprimere più dubbi sul nucleare (complessivamente il 47% non è favorevole), mentre i Boomers si rivelano i più aperti e ben disposti, ma comunque non oltrepassando il 51% di consensi.

Nelle aree metropolitane, infine, il nucleare incontra complessivamente maggiori consensi rispetto alla media Italia (48% vs 45%), con punte maggiori a Milano (56% di favorevoli) e Roma (50%), mentre Firenze risulta la città meno convinta dall’opzione nucleare, limitandosi ad un 38% di pareri positivi.

Alla luce dei rincari dei prezzi, il 48% degli italiani indica nelle bollette di acqua, luce e gas la spesa che avranno più difficoltà ad affrontare in futuro

In tema di rincari e inflazione, invece, ben l’82% degli italiani indica almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nel prossimo futuro, percentuale che sale al 91% tra chi dichiara di avere un tenore di vita basso.

Il timore più diffuso è quello di dover sostenere una generica spesa imprevista, indicato da 1 italiano su 2, mentre la voce specifica di spesa familiare che più preoccupa è, nel 48% dei casi, quella delle bollette di acqua, luce, gas e telefono. Tra le altre voci, il 31% teme di non riuscire a sostenere le spese per la benzina e, sempre nel 31% dei casi, le spese per le cure dentistiche.

Nelle aree metropolitane le preoccupazioni economiche sono ancor più sentite: rispetto alla media Italia, spaventano soprattutto le cure dentistiche (34%), le spese per la casa quali affitto, mutuo o condominio (32%) e le spese per i figli (16%). È soprattutto nelle metropoli del Sud e Isole (Palermo nel 91% dei casi, Bari 90%, Napoli 86%), così come a Verona (90%), che la possibilità di andare in difficoltà di fronte alle spese viene indicata con maggior frequenza.




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